• L'ANTIDOTO

ANTICLERICALISMO RISORGIMENTALE

«Una volta erano i circoli ad essere attaccati e devastati; un’altra i membri dei gruppi intitolati a San Tommaso d’Aquino, ad essere aggrediti, sbeffeggiati e insultati perfino in chiesa; un’altra volta erano le processioni religiose ad essere disperse...».

Risorgimento

«Una volta erano i circoli ad essere attaccati e devastati (come il San Torpè a Pisa, nel ’69); un’altra i santommasini, i membri dei gruppi intitolati a San Tommaso d’Aquino, ad essere aggrediti, sbeffeggiati e insultati perfino in chiesa (come ad Ancona, nel gennaio del ’71); un’altra volta erano le processioni religiose ad essere disturbate o disperse. L’Eucarestia oltraggiata (come a Bologna nel giugno del ’73), o l’ostensorio rovesciato (come a Torino nel novembre), o le immagini di Maria prese a sassate (come a Gubbio nel marzo); altre volte erano le feste solenni, come il Venerdì Santo, ad essere profanate (il che avvenne a Torino nello stesso anno). (…)

Contro le celebrazioni e i pellegrinaggi la reazione delle associazioni massoniche, democratiche e “luciferiane” era costante e inesorabile. Nel ’73, vagheggiandosi un omaggio dei cattolici locali alla tomba di San Francesco d’Assisi, un grande meeting al teatro della Minerva di Perugia minacciò reazioni violente se il governo non avesse impedito in tempo (e l’autorità non mancò di aprire gli orecchi e agire in conseguenza, proibendo il tutto). Poco più tardi, sia ad Assisi sia a Loreto, masse di fedeli accorse per le indulgenze furono disperse con le armi, da veri e propri battaglioni di fanteria coadiuvati dalla polizia e dai carabinieri (e il governo giustificò i provvedimenti con ragioni igieniche)». Vi sembra un pagina di Angela Pellicciari? No, è Giovanni Spadolini (L’opposizione cattolica, Mondadori 1994, pp. 70-71).