• LA ALFIERI IN AUDIZIONE ALLA CAMERA

Ascoltate il grido delle paritarie: “Serve un miliardo”

L'economista suor Anna Monia Alfieri chiamata in Commissione Bilancio alla Camera in vista della ripresa del voto sugli emendamenti: «Ho spiegato ai deputati che non chiediamo soldi per le scuole, ma per le famiglie. Oggi serve 1 miliardo di euro per scongiurare la chiusura del 30% di scuole paritarie e la migrazione di 300 mila allievi nella scuola statale con un costo di 2,4 miliardi». Ecco che cosa ha detto ai deputati la religiosa. 

Lo slogan di protesta delle paritarie durante lo sciopero

L'esame del decreto-legge n. 34 del 2020 sulla spinosissima questione dei genitori che, avendo iscritto i figli alle scuole pubbliche paritarie, per la débâcle economica, non hanno più pagato le rette, condannando a sicura morte scuole per 300 mila studenti, ha trovato spazio in Commissione Bilancio della Camera. Sono stata convocata dalla Presidenza di Commissione quale portavoce di USMI e CISM, conferenze dei responsabili delle congregazioni religiose che rappresentano gran parte di questo comparto, in un clima di ascolto positivo.

L’incontro si è svolto in un clima di ampia cordialità e accoglienza verso le nostre conferenze che hanno desiderato farsi parte attiva verso il Governo anche attraverso la mobilitazione #NOI SIAMO INVISIBILI A QUESTO GOVERNO.

La commissione Bilancio ha voluto che le fossero illustrati i termini dell’allarme e delle soluzioni proposte.

Si è evidenziata la gratitudine alla classe politica che ha colto il grido di numerosi genitori, docenti, scuole, cittadini e ha stanziato (art. 233 DL Rilancio) 150 milioni di euro.

Ma è stato nuovamente evidenziato che la scuola paritaria non vuole soldi per sé, bensì per la famiglia che, dopo vent’anni dalla legge sulla parità, ha il diritto di vedersi garantito l’esercizio della responsabilità educativa in modo libero, in un pluralismo di offerta educativa. Pertanto, tutte le misure di urgenza in tempi di Covid-19, seppur destinate alle scuole, andranno presentate nei termini di garanzia per la famiglia. È necessario che da questa emergenza se ne esca garantendo il principio di diritto in modo definitivo. È necessario che dalle aule parlamentari si lanci questo messaggio chiaro verso le famiglie, i docenti, le scuole tutti gravemente feriti negli anni.

Quindi oggi serve 1 miliardo di euro per scongiurare la chiusura del 30% di scuole paritarie, la migrazione di 300 mila allievi nella scuola statale con un costo per i cittadini di 2,4 miliardi (studio Istituto Bruno Leoni).

È stato illustrato lo studio e le soluzioni, che non rappresentano una spesa cash di 1 miliardo di euro; di conseguenza la copertura risulta come segue:

  • Detrazione delle rette pagate dalle famiglie in tempi di covid-19. Questo rappresenta un minor incasso per imposte o un credito di imposta.
  • Aumento di 300 milioni di euro del fondo da 80 miliardi di euro. I deputati presenti hanno evidenziato che hanno 800 milioni di manovra, quindi – evidentemente - la copertura c’è, anche evitando spese non urgenti come i monopattini. Da qui l’impegno delle scuole a scontare la retta alle famiglie.
  • Sconto delle Imposte per le scuole paritarie affinché scontino la retta
  • Investimento della DAD come per gli allievi della scuola statale anche per quelli della paritaria
  • Investimento del piano di risanamento della scuola paritaria come per la statale
  • Interventi delle Regioni e dei Comuni
  • Intervento della Cei con 20 mila borse di studio
  • Supporto della scuola paritaria che continua a fare la sua parte indebitandosi

Infine, si è chiesto di dare le gambe alla legge 62/2000 rispondendo alla domanda: “Chi paga?”. Si introducano i costi standard, si dia alla famiglia la possibilità di scegliere fra una scuola statale e paritaria, si instauri una sana concorrenza fra le scuole sotto lo sguardo garante dello Stato: ne migliora la qualità e si liberano le risorse dalla morsa dello spreco. Infatti, se a fronte di 8.000/8.500 euro - tanto costa l’allievo della scuola statale - manca spesso la carta igienica, la pulizia non è adeguata, i docenti e la scuola stessa sono come ingessati, c’è qualcosa che non va.

Abbiamo rilanciato i temi autonomia e sussidiarietà accanto alla parità.

È stato rilevato un vivo interesse, domande delle forze politiche, oltre ogni schieramento, di grande pertinenza, insieme all’assicurazione che nei prossimi giorni ci sarà tutto l’impegno nelle aule del Parlamento di attuare le soluzioni proposte.

Peraltro, l’invito che il ministro dell’economia ha fatto al Parlamento di trovare le soluzioni, e il fatto che le dichiarazioni bipartisan vadano in questa direzione - come hanno dichiarato gli onorevoli Rampelli, Garavaglia e Fassina nei loro interventi - aprono prospettive per le quali dobbiamo essere positivi.

Nei prossimi giorni si riparte dalla Camera dei Deputati per il Dl Scuola e dal Parlamento per intervenire incrementando l’art. 233 del DL Rilancio.