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Dopo Biden, l'onda degli aborti in America Latina

Lo tsunami omicida degli innocenti, dal giorno della presunta elezione di Biden ad oggi, si sta abbattendo sull'America Latina. Chiesa e fedeli si preparano per battaglie esistenziali che segneranno il futuro del continente per sempre. Nonostante le idee di alcuni promotori dell’"Economia di Francesco", l’aborto non è e mai potrà essere accettabile per nessun essere umano, tantomeno per i cattolici.

La chiamano ‘Onda Verde’, il realtà è una strage degli innocenti quella che si sta preparando in America Latina. La presunta vittoria di Biden è stata la scintilla che tutte le grandi multinazionali dell’aborto attendevano per scatenare il pandemonio e sterminare bimbi e cultura popolare cattolica in America Latina.

Applaudite alla elezione di Biden? Fate pure ma lavatevi le mani sporche di sangue innocente. Preoccupazione per Amazzonia e popoli indigeni? C’è ben altro che fa accapponare le pelle. Partiamo dall’Argentina, terra del Papa Francesco e dove i suoi confidenti Alberto Fernandez e Cristina Fernandez Kirchner, dopo averlo annunciato ad inizio del mese, il 17 novembre il hanno presentato il progetto di legge per la legalizzazione dell'aborto, una delle sue promesse fatte in campagna elettorale lo scorso anno. Pacta sunt servanda, appoggiati dalle lobbies gay e abortiste in campagna elettorale ora sono obbligati a restituire il dovuto!

Il "Regolamento per l'accesso all'interruzione volontaria della gravidanza e all'assistenza post-aborto" è accompagnato da un altro provvedimento sulla "Assistenza sanitaria completa e attenzione durante la gravidanza e la prima infanzia", una beffa tanto vergognosa quanto incredibile. Ammazzo liberamente i bambini però, a chi non me lo consente, dò anche un piccolo aiuto (qui una disamina della proposta di legge) . Sono partite catene di preghiere e santi rosari per fermare questa tremenda minaccia, dal network pro vita e famiglia del paese, “Rete federale delle famiglie” è partita subito la protesta e l’organizzazione per la Manifestazione nazionale del prossimo 28 Novembre, alla quale parteciperanno fedeli cristiani, cattolici, ebrei e musulmani che già unitariamente organizzano incontri e tavole rotonde trasmessi via webinar. sostenuta dalla Conferenza episcopale che è scesa anche stavolta in prima linea contro il Governo.

La proposta di liberalizzazione dell’aborto dovrebbe essere discussa dalla Camera, poi passerà al Senato dove, già nel 2018 era stato bocciato durante il Governo Macrì. Oltre ai soliti gruppi pro aborto internazionali, si evidenzia in Argentina un particolare impegno di Amnesty International che, dopo aver ulteriormente chiarito il suo totale impegno internazionale a favore dell’aborto libero ed incondizionato, in questa sua campagna argentina sta illuminando persino tutti gli edifici pubblici di Buenos Aires per promuovere l’aborto libero.

La Chiesa argentina, che già lo scorso 28 ottobre aveva chiaramente espresso la propria ferma contrarietà verso i propositi di Fernandez (“insostenibili ed inopportuni”) ed indicato le vere priorità e bisogni del paese (povertà, fame, mancanza di lavoro e servizi sanitari adeguati), ha invitato tutti cittadini e l’intero popolo argentino a partecipare massicciamente alle iniziative che si stanno organizzando nel paese e alla grande manifestazione di Buenos Aires della prossima settimana, rispettando le restrizioni sanitarie ed evitando scontri con altri gruppi.

In Colombia, un’altra organizzazione ‘umanitaria’ ben nota, Human Rights Watch ha presentato insieme alle proprie affiliate e consociate di IPPF, un ricorso alla Corte Costituzionale per la completa liberalizzazione e de-criminalizzazione dell’aborto. Moltissimi parlamentari e lo stesso Governo del Presidente Ivan Duque (cattolico e conservatore) si sono opposti e hanno chiesto alla Corte di bocciare la richiesta o quantomeno rinviarla ad un eventuale giudizio del Congresso. La situazione evolverà nelle prossime settimane. In Colombia la Costituzione prevede la tutela della vita del concepito.

La vita del concepito in Ecuador, di cui abbiamo raccontato le vicende legate alla bocciatura del Codice di Salute da parte del Presidente Lenin Moreno, si trova di nuovo in pericolo. Anche qui, le varie consociate alle multinazionali dell’aborto USA, hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale del paese per chiedere, attraverso una sentenza dei giudici, la depenalizzazione dell’aborto. Situazione in evoluzione, in Ecuador la Costituzione prevede la tutela del concepito. In Costarica, dopo che un anno fa (12 dicembre 2019) il Presidente della Repubblica Carlos Alvarado, su pressioni della Corte Interamericana dei Diritti Umani, firmò la norma sull’aborto terapeutico, dal giugno scorso la liberalizzazione è di fatto in vigore. Da qualche settimana una notevole iniziativa di parlamentari di diversi partiti è in discussione al Congresso del paese. Si chiede il pieno rispetto della tutela della vita dal concepimento, come previsto dalla Costituzione (art.21), della Convenzione dei diritti del Bambino (art.6) e un reintegro delle norme del paese a difesa del concepito e della madre. I Vescovi della Costarica stanno sostenendo pubblicamente l’iniziativa parlamentare, anche attraverso la dichiarazione del 20 Novembre, e chiedono il pieno rispetto della vita umana del concepito, il Governo (per ora) tace e prosegue sulla sua linea omicida.

Il Perù, paese in piena crisi istituzionale da anni e che nella sola scorsa settimana ha visto ben tre diversi Presidenti della Repubblica sedersi sullo scranno più alto del paese, ha da pochi giorni un nuovo Primo Ministro. La Chiesa negli ultimi 10 giorni di proteste e cambiamenti ha tenuto una posizione prudente, prima contrariata dal dimissionamento di Vizcarra, poi pronta a sostenere le richieste di maggiori sforzi contro la pandemia, l’educazione e la crisi sociale. Il 7 Novembre Ana Neyra, Ministro della Giustizia del Governo del Presidente Martin Vizcarra, confermava tra le critiche feroci delle organizzazioni pro life del paese, la sua intenzione di presentare al Consiglio dei Ministri una proposta di legge per legalizzare l’aborto in caso di violenza sessuale per le minorenni, già annunciato a fine ottobre e oggetto di discussione e possibili sanzioni alla Commissione dei Diritti del Bambino dell’ONU. Proposta mai presentata, vista la approvazione della mozione approvata dal Parlamento di dimissioni del Presidente della Repubblica Vizcarra il 9 Novembre, l’elezione di un nuovo Presidente il 10 Novembre (Manuel Merino de Lama) e successivamente, dopo le dimissioni di Merino, la elezione dei giorni scorsi di Sagasti.

A seguito di questa (ultima per il momento) nomina dell’attuale Presidente della repubblica Francisco Sagasti (in carica sino alle elezioni del prossimo aprile 2021), la Chiesa sta riflettendo sulla dichiarazione di guerra alla vita, alla famiglia, alla libertà di educazione e religiosa che si sta aprendo nel paese. Infatti, il nuovo Primo Ministro è Violeta Bermùdez, la ex coordinatrice della associazione ‘Manuela Ramos’, da sempre e pubblicamente promotrice della ideologia di genere, diritto LGBTI e liberalizzazione dell’aborto. Violeta Bermùdez collaborò durante i Governi Fjimori (…) nella attuazione del programma REPROSALUD, finanziato dall’allora USAid per promuovere ed effettuare aborti, sterilizzazioni e contraccezione del paese. Il ‘Ministro per le donne e le persone vulnerabili’ è Silvia Loli Espinoza, già consulente dell'Istituto peruviano della genitorialità responsabile (INPPARES) che è l'affiliata peruviana della multinazionale dell'aborto IPPF. Il nuovo ‘Ministro dell'Educazione’, Ricardo Cuenca Pareja, ha esplicitamente espresso la sua opposizione all'insegnamento della religione cattolica nelle scuole peruviane. In un'intervista rilasciata nel 2018 al quotidiano peruviano La República, Cuenca Pareja ha la sua totale opposizione anche al coinvolgimento dei genitori nella educazione dei figli. "Il pericolo è che gli interessi privati finiscano per avere la precedenza sugli interessi nazionali o pubblici…non si è mai visto e non deve accader che i genitori "decidano sui progetti pedagogici" applicati ai loro figli nelle scuole pubbliche. Nel frattempo, riaperte al pubblico le celebrazioni eucaristiche in tutto il paese, sui sagrati delle chiese sono spuntati confessionali e lunghe file di fedeli…si vuole esser sia per la Messa sia per le prossime battaglie.

L’onda rosso sangue, lo tsunami omicida degli innocenti, dal giorno della presunta elezione di Biden ad oggi, si sta abbattendo sulla America Latina, Chiesa e fedeli si preparano per battaglie esistenziali il cui esito, segneranno il futuro del continente per sempre. Nonostante le idee di alcuni promotori dell’Economia di Francesco, l’aborto non è e mai potrà essere accettabile per ciascun essere umano, tantomeno per i cattolici.