• NEOLOGISMI E GRETINISMI

Essi è se vi pare. Da Greta al vocabolario, domina il neutro

Il politicamente corretto ha assegnato i suoi riconoscimenti. Il nuovo dogma è l’aggettivo o pronome “neutro”. L'ossessione per il “neutro” impone che con i transgender ci si rivolga con loro e essi. Mentre si impone il “neutralismo climatico” di Greta Thunberg alla quale è stato presentato il Piano Verde europeo: un concentrato di ideologia che ci costerà moltisismo. 

Il politicamente corretto ha assegnato nei giorni scorsi i suoi riconoscimenti annuali, se non fosse vero, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate. Il nuovo dogma è l’aggettivo o pronome “neutro”. Mettetelo ovunque ed avrete un successo insperato,

Il relativismo pratico, di cui è figlio questo onnipresente neutralismo è la peggior tirannia di questo secolo. Due esempi recenti di questa ossessione per il “neutro” sono emersi nei giorni scorsi. I due riconoscimenti vanno ai “pronomi neutri” e all’aggettivo “neutralismo climatico” di Greta Thunberg, ma ci sono buone sorprese europee. 

Andiamo con ordine. Il primo riconoscimento è stato assegnato dalla casa editrice Merriam-Webster, editore che pubblica uno dei più diffusi dizionari inglesi nel mondo, che ha dichiarato il pronome “essi”, nella sua innovativa accezione singolare, come la parola dell’anno 2019. Avete capito bene, “essi” come pronome usato al singolare perché sta ad indicare il genere neutro di un persona. La scelta di introdurre questo nuovo pronome nel dizionario era stata annunciata in pompa magna lo scorso mese di luglio, quando la Merriam-Webster aveva dichiarato di introdurre il pronome di genere neutro sin dalla successiva edizione del dizionario di Settembre 2019. La ragione della innovazione lessicale?

Le persone trans gender o gender fluid non si devono sentire discriminate e così, i pronomi di genere neutro "essi, loro" e "loro stessi" erano stati aggiunti al dizionario, insieme ad oltre 530 altre parole.   

La decisione della scorsa estate era stata presa per "affrontare i modi complessi in cui vediamo noi stessi e gli altri", la parola "essi e loro" è "usata per riferirsi a una singola persona la cui identità di genere è non binaria", il che significa che non si identifica con il linguaggio binario di maschio o femmina.

Merriam-Webster ammetteva di aver “faticato per trovare la lingua giusta per descrivere queste persone - e in particolare i pronomi giusti". «La novità è che alcune persone scelgono di riferirsi a se stesse come “loro” non solo in un modo singolare, ma in un modo non binario o non specifico di genere», dichiarava nel luglio scorso Peter Sokolowski, un editore generale di Merriam-Webster, al TIME. Le esemplari personalità “neutre” elencate da TIME erano diversi uomini e donne (si potrà ancora dire?) dello spettacolo che negli anni si erano identificati usando il pronome “essi” e i suoi derivati. Nei giorni scorsi, il 10 dicembre l’annuncio, da parte degli editori, della incoronazione del neo pronome personale neutro, come la parola dell’anno 2019.

«La parola essi e loro è sempre più usata come pronome per le persone che si identificano come non binarie, il che significa che la loro identità di genere è un mix di maschio o femmina o un rifiuto di entrambi, così come per le altre persone della comunità LGBT+, le ricerche della parola sono aumentate di oltre il 300% in pochi mesi», dunque non restava che porgere al “mondo gender neutral” la corona d’alloro.

Due domandine: la prima, aumenta del 300% la ricerca di una parola appena entrata nel dizionario? Il risultato non può essere che un numero irrisorio, dunque la scelta fatta da Merriam-Webster è tutta politica e tutta a favore della promozione della ideologia trans gender; la seconda, come sarà possibile comprendere il senso di ciò che si legge o come ci si dovrà rivolgere ad un'altra persona? Nella lingua inglese il pronome you (usato sia nella seconda persona singolare che plurale) comunicava confidenza e/o rispetto. 

Ora come si farà? Sarà un terno al lotto. Dall’abolizione del genere sessuale naturale e biologico, alla neutralità linguistica, si creerà solo incomunicabilità generale e discriminazione per le persone naturalmente sessuate e fedeli al linguaggio e alla grammatica. Il secondo riconoscimento assegnato in questi stessi giorni è quello del ‘TIME’ a Greta Thunberg come persona dell’anno 2019 , la paladina e portavoce della “ideologia della Madre Terra” e della “neutralità climatica”, alla quale è mancato quest’anno solo l’appuntamento con il Premio Nobel. La piccola svedese, fustigatrice di governi ed istituzioni, di tradizioni e costumi dei popoli della terra, a suo dire colpevoli distruggere il pianeta e la natura, con il suo sciopero scolastico e alla guida degli studenti scioperanti del pianeta, è riuscita non solo a condizionare la vita e l’apprendimento di milioni di ragazzi, ma anche quella di molte delle istituzioni politiche mondiali ed europee. Tanto è che l’ONU non organizza riunione senza sentirsi in dovere di invitare l’esperta Greta e la Commissione Europea ha abbracciato il più ambizioso piano di ‘neutralità climatica’ del pianeta, descrivendolo come quello “del primo uomo sulla luna”.

Non è un caso che nel giorno del riconoscimento di Persona dell’Anno 2019 alla piccola Greta (11 dicembre), la Presidente Von der Leyden abbia presentato il “Piano Verde Europeo”  con l’ambizione di far diventare l’Europa il primo continente a zero emissioni del pianeta entro il 2050 (climate neutral). https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_en.

Come si articola e quanto spenderemo per questa ambizione verde? Le prime cifre che   si fanno sono da capogiro, si parla di centinaia di miliardi di euro come fossero noccioline (1).  Il verde pacco natalizio europeo sembrava ben apparecchiato e pronto per l’approvazione da Timmermans e la Von der Leyden, ma lo stesso 11 dicembre Gran Bretagna, la Francia, la Repubblica Ceca, l'Ungheria, la Polonia, la Slovacchia, la Romania, la Bulgaria e la Slovenia si sono opposte all'accordo in una riunione dei diplomatici dell'UE a Bruxelles, temendo che il ‘Piano Verde’ impedisca e sanzioni gli investimenti nei progetti nucleari e nel gas.

Già il gas naturale (arriva in Europa da Russia, regioni del Caucaso e USA) e l’energia nucleare (bocciata in molti referendum di cittadini nei paesi europei per la sua pericolosità durante la prima onda verde degli anni ’90) sono verdi o climaticamente neutre o invece verranno sanzionati? Che si fa? Si torna ai mulini a vento (ma senza deviare il corso di fiumi), muli, buoi e cavalli (ma senza fruste o briglie per evitar violenza sugli animali), ventagli nella calura e camini in inverno (ma senza tagliare alberi)…?

Ebbene nell’ultimo Summit dei Capi di Stato e Governo europei dell’anno, iniziato ieri 12 e che proseguirà oggi 13 dicembre, si discute il Bilancio Pluriennale 2021-2027, Piano Verde, Fondi per Coesione e Agricoltura, Turchia e Immigrazione

Risultati? Sul Bilancio Pluriennale, per dirla con Macron, siamo “al primo dibattito, non ci sarà nessun accordo…potremo solo definire una metodologia ed una agenda”. Totale fallimento finlandese, speranze per un accordo nel corso dei prossimi sei mesi di Presidenza della Croazia; sui Fondi per la coesione e agricoltura? Passi avanti e quasi certezza che siano ampliati nella nuova proposta croata del prossimo anno; Piano Verde? Dopo i tanti incontri e le ampie rassicurazioni del Presidente del Consiglio Europeo Michel sull’approvazione unanime del Piano Verde e dopo aver messo sul piatto 100 miliardi di aiuti per i paesi più legati ad economie e produzioni ‘inquinanti’, in particolare quelli del centro ed est Europa, la situazione è rimasta bloccata. Da un lato la Merkel ed il Vice Presidente Timmermans che chiedevano, con paesi scandinavi, Irlanda, Olanda e il minuscolo Lussemburgo, un segnale forte di sostegno al piano verde senza nucleare, dall’altro la Repubblica Ceca, Polonia, Lituania e l’Ungheria che non firmeranno nulla se il ‘nucleare’ non verrà considerato ‘verde’, così come la Francia di Macron.  

I soli tre paesi dell’est hanno presentato un conto di 600 miliardi per la  completa riconversione energetica dei propri paesi, importo ben superiore ai 100miliardi previsti dalla Commissione per tutti i 27 paesi europei. Nella tarda serata di ieri, alla cena tra i Capi di Stato la situazione era ben chiara a tutti: senza soldi europei non si firmerà nessun ‘Piano Verde’, senza includere la produzione di energia nucleare non ci può essere nessuna intesa e, oltre a ciò, nessun cedimento di competenze nazionali, “ogni paese avrà il diritto di decidere il proprio mix di produzioni energetiche e tecnologie”. Senza questi tre capisaldi, non ci sarà nessuna intesa e nessuna dichiarazione comune sul ‘Piano Verde’ europeo.

L’Europa per ora, grazie alla resistenza dei popoli per anni sottomessi ai regimi comunisti,  resiste alla omologazione promossa dal politicamente corretto internazionale e da innumerevoli lobbies, multinazionali e filantropi di ogni dove che vorrebbero fare sul nostro continente e sui nostri popoli la più grande sperimentazione sociale di massa.

Il neutralismo transgender e gretino non sono ancora un dogmi accettati da tutta l’Europa, agli allarmi sul cambiamento climatico di Greta Thunberg in molti si mettono in costume e infradito a Natale ma, grazie al Cielo, ci sono ancora tanti maschi e femmine di buon senso che si coprono con cappotto e scarponcini.

(1) Il Green Deal europeo copre tutti i settori dell'economia: i trasporti, l'energia, l'agricoltura, gli edifici e le industrie come acciaio, cemento, tessuti e prodotti chimici. La Commissione presenterà entro 100 giorni la prima "Legge europea sul clima", la strategia sulla biodiversità per il 2030, la nuova strategia industriale, il piano d'azione per l'economia circolare, la strategia ‘Farm to Fork’ per la produzione di alimenti sostenibili e proposte per un'Europa senza inquinamento. Il raggiungimento degli obiettivi del ‘Green Deal europeo’ richiederà investimenti significativi, il solo raggiungimento degli attuali obiettivi per il 2030 in materia di clima ed energia richiede circa 260 miliardi di euro di investimenti annuali aggiuntivi, pari a circa l'1,5% del PIL 2018 e la mobilitazione dei settori pubblico e privato. All'inizio del 2020 la Commissione presenterà un piano di investimenti per un’Europa sostenibile, nel quale si deciderà di assegnare almeno il 25% del bilancio a lungo termine all'azione per il clima, con la richiesta alla Banca europea per gli investimenti, la banca climatica europea, di ulteriori sostegni. Altri 100 miliardi saranno destinati dal 2020 al 2027 alla ricerca, innovazione sviluppo per politiche ambientali. Per coinvolgere i privati nella sfida verde, la Commissione presenterà una strategia di finanziamento specifico nel 2020. La Commissione prevede anche aiuti agli Stati e regioni che fanno ancora affidamento su attività ad alta intensità di carbonio; lancerà un ‘Patto climatico’ per coinvolgere i cittadini nel marzo 2020 ed utilizzerà la politica commerciale e quella del partenariato con Balcani e Africa per aiutarli nelle loro transizioni verso l’economia verde.