a cura di Nico Spuntoni
  • Usque ad sanguinis effusionem

In un libro più di un secolo di concistori

L’annuncio del Concistoro del 28 novembre - il settimo dell’attuale pontificato arrivato al settimo anno - ha riacceso i riflettori sul Sacro Collegio e stimolato analisi, previsioni e pronostici sul futuro Conclave. La storia recente dei Conclavi insegna a diffidare delle certezze consolidate in virtù della caratterizzazione dei Concistori ed è disseminata di Papi di un determinato indirizzo eletti da cardinali creati da predecessori d’orientamento diverso. Un’alternanza costante, come notava anche Giovanni Spadolini nel famoso “Tevere più largo”, ben fotografata da un testo di fresca uscita: “Usque ad sanguinis effusionem. I cardinali di Santa Romana Chiesa da Pio X a Francesco” (Tau Editrice) del vaticanista Marco Mancini. Il libro, arricchito dalla prefazione del cardinale Angelo Bagnasco, riporta con dovizia di particolari e apprezzabile neutralità le evoluzioni del Sacro Collegio dal 1903 al 2019.

A partire dal pontificato di san Pio X a quello di Francesco, Mancini propone le schede biografiche di tutti i cardinali, indicando di Concistoro in Concistoro le variazioni numeriche all’interno del Collegio e descrivendo funzione e origine geografica dei porporati. È una raccolta di dati e biografie preziosa per appassionati e addetti ai lavori che, attraverso le pagine del libro, possono prendere consapevolezza del processo d’internazionalizzazione del Sacro Collegio intensificatosi durante i pontificati del Novecento e in particolare da Pio XII in poi. Un lavoro che non ha precedenti in lingua italiana e che può essere paragonato al dizionario biografico del canadese Jean LeBlanc (D’Agagianian à Wyszynski: dictionnaire biographique des cardinaux de la première moitié du XXe siècle, 1903-1958) fermatosi, però, al pontificato di Pio XII. 

“Usque ad sanguinis effusionem” - titolo ispirato dalla formula per l’imposizione della berretta - è sicuramente uno strumento valido non solo per conoscere il passato ma anche per farsi un’idea più approfondita sul presente con le schede dei porporati viventi creati dagli ultimi tre pontefici e che ancora compongono il cosiddetto club più esclusivo del mondo, quello degli elettori. Utili anche le appendici finali su coloro i quali hanno vestito di rosso dal 1903 e nel frattempo sono stati proclamati beati o santi e quella sui perseguitati che più di tutti hanno dimostrato di aver onorato il giuramento di difendere la fede, la pace e la libertà della Santa Romana Chiesa “fino all’effusione del sangue”. Come ricordato dal cardinal Bagnasco nella prefazione, “la porpora apre una via al martirio nelle forme più diverse, manifesto secondo la volontà divina; la sua accettazione esprime l’adesione a tale cammino da parte di chi ne è rivestito” (Nico Spuntoni).