• FESTA DELLA MAMMA

La mamma nasce ogni giorno. (Quello che la Zan non può cambiare)

«Mi chiedo: se passasse la legge Zan forse non si festeggerebbe neppure la Festa della Mamma. La legge Zan direbbe che è discriminatorio parlare di "mamma", perché molti bambini vivrebbero con due papà. Per non parlare dell'utero in affitto o della cosiddetta "gravidanza solidale", dove la donna diventa una mamma senza l'amore e, dopo aver portato suo figlio per nove mesi dentro al suo grembo, se lo ritrova strappato via. La mamma non nasce “imparata”. La mamma non nasce perfetta. La mamma nasce ogni giorno. E allora: tanti auguri mamma». La lettera alla Bussola di una giovane figlia alla sua mamma. 

Oggi è la Festa della mamma e la Bussola la celebra pubblicando una bella riflessione di una giovane studentessa siciliana, Rachele Parrinello, di appena 19 anni. Uno scritto sincero e vero, anche oggi che la maternità è pesantemente messa a repentaglio da disegni di leggi ingiusti e umilianti della dignità di donna.

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In occasione della Festa della Mamma, mi è arrivato un video. Diffidente, credendo che si trattasse del solito video scontato e zuccheroso, ho messo "play" ma senza dar troppa attenzione. Poi, più i secondi scorrevano più i miei occhi si fermavano a guardare i volti misteriosi e limpidi di alcuni bambini di soli 7 anni che ahimé, han tanto da insegnare a chi ha dimenticato che esser mamma è la cosa più bella del mondo!

I teneri bambini, ciascuno singolarmente, esprimevano l'affetto per la propria mamma: "Mamma ti voglio bene perché sei dolce", "Mamma ti voglio bene perché sei bellissima", "Mamma ti voglio bene perché sei la mia preferita", "Mamma ti voglio bene perché mi hai fatto nascere", "Mamma ti voglio bene perché sei gentile", "Mamma mi manchi, ti voglio bene perché mi aiuti a preparare lo zaino e mi accompagni a scuola", "Mamma ti voglio bene perché sei morbida."...

Totalmente affascinata, assaporavo quei volti, quegli occhietti vispi e tondi. Ogni bambino era diverso, ma tutti unanimi esprimevano l'amore che trapelava abbondante per la loro mamma. Una visione stupefacente, naturale, incoraggiante. Uno spettacolo che nella sua sconfinata semplicità ti infiamma il cuore. 

Ho rivisto il video chissà quante volte e non mi stancherei mai di vederlo. Sfiderei chiunque a dire che diventare mamma è brutto! Basterebbe guardar la gioia di questi bambini per accorgersi di quanta gratitudine nutrono per la donna che li ha messi alla luce e che si prende cura di loro giorno dopo giorno, ciascuno per come può, difetti compresi. La mamma non nasce “imparata”. La mamma non nasce perfetta. La mamma nasce ogni giorno. 

Io credo che ogni donna nel suo intimo e nella settima stanza del suo cuore, sarebbe infiammata nell'anima sapendo di dover diventar mamma. È un mistero così potente e così sensazionale che non riesco a trovare le giuste parole per provare a descrivere cosa significhi per me, ragazza di 19 anni, pensare alla maternità. La donna è preziosa, dovrebbe riuscire a custodire in sé una perla preziosissima, che, se nutrita dall'amore dell'uomo giusto, porta ad una nuova vita. La donna, diventa mamma, e accoglie dentro di sé una nuova persona. Una persona che prima non esisteva, dentro il corpo della donna c'è. Ditemi, se questo non è un miracolo? Quale grande responsabilità ogni donna conserva, quale grande progetto si nasconde dentro ciascuna.

Eppure, a molti tutto questo sembra un'utopia, qualcosa di irraggiungibile. Per altri, sembra qualcosa di retrogrado e di "medievale". Io lo trovo totalmente concreto, reale, possibile ma soprattutto, bellissimo!

Mi chiedo: se passasse la legge Zan questo video non si potrebbe fare e forse non si festeggerebbe neppure la Festa della Mamma. La legge Zan direbbe che è discriminatorio parlare di "mamma", perché molti bambini vivrebbero con due papà. Molti bambini non saprebbero neppure cos'è una mamma. Molti bambini non potrebbero neppure rispondere alla domanda: "Perché vuoi bene alla tua mamma?". Questi bambini ti risponderebbero: "Io non so neanche cos'è una mamma!".

Per non parlare dell'utero in affitto o della cosiddetta "gravidanza solidale", dove la donna diventa una mamma senza l'amore e, dopo aver portato suo figlio per nove mesi dentro al suo grembo, se lo ritrova strappato via. 

Vogliamo parlare delle donne che programmano la gravidanza, perdendo di vista che un figlio, così come tutti i doni, non si può controllare, gestire, ghermire? Vogliamo parlare delle donne che abortiscono il loro bambino? Cosa c'è di più terribile e di più agghiacciante di una mamma che rifiuta il proprio figlio? L'utero della donna, casa per il figlio, diventa il letto di morte per entrambi.

In questa giornata, in questa festa della mamma, voglio riscoprire cosa significhi davvero essere MAMMA. E per farlo, guardo alla mia mamma e la ringrazio per avermi messo alla luce e per non avermi abortito. Ringrazio la mia mamma per tutto l'amore che mi ha dato e che continua a darmi. La ringrazio per i momenti difficili e di incomprensione, per i momenti in cui non ci siamo capite e abbiamo litigato. La ringrazio per le volte in cui mi ha consolato, abbracciato e aiutato. La ringrazio per tutte le volte in cui chiamandola "Mamma...", mi ha risposto "Eccomi!".

Mamma, grazie! Un giorno vorrò essere come te.