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Processo dei media a Trump e Johnson, presunti stregoni

Donald Trump è sotto attacco dai media di tutto il mondo per aver consigliato agli americani, come cura per il coronavirus, di… iniettarsi del disinfettante? Ha davvero detto una cosa così enorme? No. Ma intanto il polverone si è creato ed è questo che importa. Idem per Johnson che non ha mai parlato di immunità di gregge. 

Trump in conferenza stampa

Donald Trump è sotto attacco dai media di tutto il mondo per aver consigliato agli americani, come cura per il coronavirus, di… iniettarsi del disinfettante? Ha davvero detto una cosa così enorme?

All’inizio del briefing, il dottor Bill Bryant, direttore del settore Scienza e Tecnologia del Dipartimento della Sicurezza Interna, ha descritto i risultati di una nuova ricerca del governo che ha dimostrato come il Coronavirus non sia sopravvissuto a lungo all’esposizione alla luce solare, a temperature più calde, e a condizioni più umide. Ha aggiunto infine che anche i disinfettanti sono stati efficaci contro il virus. Trump commentando quel che aveva appena detto Bryant, ha aggiunto di suo qualche parola, chiedendo al direttore se fosse possibile fare qualcosa del genere anche al corpo umano, come usare forti dosi di luce o iniettare l’equivalente di un disinfettante. “Sarebbe interessante testarlo”, ha detto infine, sottolineando che si trattava di ipotesi mediche e non di suggerimenti. In nessun momento del briefing, Trump ha consigliato agli americani di iniettarsi o farsi iniettare disinfettanti. Tantomeno ha consigliato loro di farlo a casa. Ma la tempesta perfetta si era creata.

I media presenti in conferenza stampa, seguiti a ruota da quelli non presenti e poi da quelli all’estero, hanno immediatamente colto l’opportunità per accusare Trump di essere un presidente anti-scientifico. Per due giorni hanno sparato titoli da prima pagina in cui hanno fatto credere che Trump avesse veramente consigliato alle persone di iniettarsi i disinfettanti. Al punto che sono intervenuti gli ordini dei medici, non solo negli Usa, e persino i produttori dei più diffusi disinfettanti, per emettere note esplicative e consigli. Reckitt Benckiser proprietaria dei marchi di disinfettanti Lysol, Dettol, Vanish e Cillit Bang, ad esempio, il giorno stesso ha emesso una nota per ricordare a tutti i clienti che i suoi prodotti non possono essere assunti “tramite iniezione, ingestione od ogni altro metodo”.

Come se ce ne fosse bisogno, la Casa Bianca ha emesso un comunicato in cui affermava che i media avessero rilanciato le frasi di Trump completamente fuori contesto, come per volerle appositamente fraintendere. Il giorno dopo (ieri, per chi legge), è intervenuto direttamente Trump, in conferenza stampa, rispondendo alle domande dei giornalisti: “Stavo facendo una domanda sarcastica e molto sarcastica ai giornalisti come lei”. Quando il giornalista di Reuters, Jeff Mason, ha chiesto al presidente di chiarire se stesse incoraggiando gli americani a ingerire disinfettanti, Trump ha risposto: “No, certo che no”. Di sarcasmo non ce n’era molto nella domanda di Trump, il presidente americano, nel suo lungo braccio di ferro con i grandi media, lo ha aggiunto come nota polemica (“vi sto continuando a prendere in giro”).

È già la seconda volta, dall’inizio dell’emergenza coronavirus in America che i media accusano Trump di suggerire metodi pericolosi. La prima volta, il mese scorso, Trump aveva parlato dell’idrossiclorochina, come possibile cura a basso costo. Anche in quel caso, erano subito state pubblicate critiche da medici, molto amplificate dai media, perché i farmaci a base di idrossiclorochina non erano ancora stati ufficialmente approvati dall’agenzia statunitense del farmaco. E al seguito dei consigli contrari dei medici, anche storie di reazioni incredibili, come quella della coppia di americani finita male (il marito morto, la moglie in ospedale) per aver ingerito il pulitore del loro acquario, che conteneva clorochina: Trump era ovviamente, neanche troppo fra le righe, accusato di essere il mandante morale di quel suicidio. Va detto anche che i farmaci a base di idrossiclorochina sono tuttora realmente impiegati negli ospedali degli Usa (anche se il dibattito sulla sua autorizzazione è lungo) e attualmente vengono prescritti anche da medici italiani, come possibile cura per il coronavirus. Dunque non c’era nulla di veramente anti-scientifico in quelle affermazioni. Ma l’importante è sollevare il polverone.

Trump non è il primo leader politico a cadere sotto questa accusa di anti-scientificità. In Europa, lo stesso trattamento era stato riservato a Boris Johnson, il quale, esponendo il suo piano di lotta all’epidemia di Covid-19 (di cui lui stesso si è ammalato), aveva pronunciato una frase carica di realismo: “Preparatevi a perdere molti vostri cari prematuramente”. I leader britannici lo hanno sempre detto, anche prima di una guerra, come Churchill quando aveva pronunciato il suo celebre discorso di presentazione del suo governo ai Comuni: “Non ho nulla da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore. Abbiamo davanti a noi un calvario del tipo più grave”. Mentre tutti intesero quel che diceva Churchill (la guerra non sarà una passeggiata), con Johnson si è voluto fraintendere e gli si è attribuita la volontà di voler sacrificare gli inglesi deliberatamente. Sul premier conservatore britannico pesava l’accusa di voler raggiungere per vie naturali una immunità di gregge, cioè far ammalare il 60% e più della popolazione (e pazienza per i morti). Peccato che Johnson non l’abbia mai detto. L’immunità di gregge è una delle teorie elaborate dall’Imperial College, ma non è mai diventata strategia nazionale. Johnson si è opposto alle forme più dure di lockdown, seguendo politiche inizialmente più affini a quelle di Olanda e Svezia (che stranamente non hanno ricevuto un analogo coro unanime di critiche), ma sempre mettendo in sicurezza le fasce più deboli della popolazione, prima di tutto gli anziani e gli immunodepressi.

Più che voler fare l’esegesi dei discorsi dei leader conservatori, qui c’è da capire come mai i media più potenti del mondo, come New York Times, CNN, BBC e nel nostro piccolo anche Corriere e Repubblica, fraintendano in modo così grezzo le parole di Trump e Johnson, ripetutamente. Proprio nel periodo di emergenza sanitaria in cui si varano commissioni, task force e misure ad hoc per reprimere le notizie false sul coronavirus, le testate giornalistiche più grandi e autorevoli, quelle che dovrebbero essere garanti della professionalità del giornalismo, si stanno lanciando in operazioni squisitamente politiche. Johnson è nel mirino perché è il leader che ha portato fuori il Regno Unito dall’Ue, Trump per un’infinità di altri motivi, non da ultimo quello di essere “anti-scientifico”, un’accusa che si è formata, va ricordato, per tutt’altra questione: il suo scetticismo sulla teoria del riscaldamento globale antropico (mentre il parere scientifico corretto può essere espresso solo da Greta Thunberg, 16 anni).