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Tenet delude. Del Quadrato Magico ha solo il nome

Tanto tuonò che alfine (non) piovve. Il filmone di Christopher Nolan, Tenet, ha avuto un battage galattico per mesi. Costato molto, ricco di effetti speciali, location internazionali, un mix di spionaggio e fantascienza. Prende nome e ispirazione dal Quadrato Magico di Pompei, antico codice cristiano di parole palindrome (fra cui Tenet). Ma giusto solo il nome, il resto è rumore e la trama è povera

Tenet, il logo

Tanto tuonò che alfine (non) piovve. Il filmone di Christopher Nolan, Tenet, ha avuto un battage galattico per mesi. Trailer segretissimo, poi pezzetti di esso che comparivano qua e là in rete, poi l’uscita slittata causa Covid (e anche la notizia dello slittamento è stata debitamente enfatizzata), infine interviste criptiche, indi recensioni alla cieca e, infine, voilà, eccolo. Due ore e mezza di film, costo stratosferico, si dice uno dei più costosi dopo Cleopatra con Liz Tayor. E in effetti, stando al botteghino, in tantissimi sono andati a vederlo: più che il disagio da mascherina e distanziamento poté la curiosità. Il sottoscritto era personalmente e particolarmente intrigato perché in una delle anticipazioni online aveva letto che il film era ispirato al Quadrato Magico pompeiano, sul quale chi scrive pubblicò un intero libro (Bur) ancora in commercio (anche perché sull’argomento non ce ne sono altri).

Per chi se lo fosse perso: Rotas Opera Tenet Arepo Sator, parole palindrome dislocate in quadrato il cui anagramma dà due Paternoster disposti a croce tra due Alfa e due Omega. Insomma, un enigma cristiano. Pompei, lo ricordiamo, fu distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C. La cristianità del Quadrato è confermata dalla sua diffusione in tutta, appunto, la Cristianità. Perché l’indovinello? Perché Pompei era il buen retiro dei ricchi romani, lì aveva casa Poppea moglie di Nerone e quest’ultimo aveva appena inaugurato le persecuzioni contro i cristiani (uccisi anche san Pietro e san Paolo). Dunque, prudenza. Nulla di tutto questo nel film di Nolan. Gli unici riferimenti al Quadrato sono a) il titolo, b) il cattivo che si chiama Sator, c) un anonimo falsario d’arte di nome Arepo e d) una ditta ambigua denominata Rotas. Tutto qui.

Il resto è un mix tra spionaggio e fantascienza, imperniato su mini-viaggi nel tempo, con un concitato andirivieni tra passato, presente e futuro che ottiene solo di disorientare lo spettatore (o almeno ha disorientato me: se qualcuno è stato più fortunato mi fa un favore a illuminarmi). Forse è un espediente per costringere chi non ci ha capito molto a rivedere il film, ovviamente acquistando altro biglietto. Spesso quando ci sono effetti speciali mirabolanti e locations in mezzo mondo, alla 007, il kolossal fa acqua proprio nella trama, paradossalmente la cosa che costa meno. Cast stellare, da Robert Pattinson (il vampiro Twilight amato dalle teenager) a Kenneth Branagh, a John David Washington (famoso per suo padre, Denzel), perfino un cameo  di Michael Caine.

Guardate ora questi: Ryan Masson, Highdee Kuan, Christian Prentice. Mai sentiti? Infatti, sono protagonisti di un b-movie americano uscito in quasi contemporanea: Proximity. Girato  con quattro soldi, tratta di un tema già ampiamente sfruttato, l’abduction, cioè il rapimento da parte di alieni. Perché è più interessante? Perché finalmente si spiega che cosa vogliono gli alieni dai rapiti. Vogliono informazioni su –udite, udite- Gesù Cristo. Proprio così. Raggiunto il top del progresso tecnologico, hanno scoperto che quell’Umano ha qualcosa a che fare con la creazione dell’universo e vogliono saperne di più. Noi credenti sappiamo che Lui è il Logos, «per mezzo del quale tutte le cose sono state create». Gli alieni ancora no e sono venuti per informarsi sul pianeta degli uomini. La scena dell’Ascensione, che gli alieni hanno filmato a suo tempo e mostrano, vale da sola il prezzo del biglietto. Ecco, dunque, un suggerimento per Nolan. Perché non sviluppa da par suo e coi suoi potenti  mezzi questo tema? Certo, non è politicamente corretto e perciò suscettibile di polemiche senza fine. Ma, appunto per questo, quale miglior lancio?