• I NUMERI DI FRONTEX

Dopo il Covid-19: più immigrati nel Mediterraneo

Diminuiti ad aprile, forse a causa del maltempo e dell’epidemia, a maggio gli ingressi di migranti illegali nell'Ue dalle diverse rotte del Mediterraneo sono triplicati rispetto al mese precedente. Da gennaio a maggio, si registrano 5.500 casi, quasi il triplo rispetto allo stesso periodo del 2019. Frontex denuncia, ma i singoli Stati non rispondono.

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Diminuiti ad aprile, forse a causa del maltempo e dell’epidemia del coronavirus, a maggio gli ingressi di migranti illegali nell'Ue dalle diverse rotte del Mediterraneo sono triplicati rispetto al mese precedente raggiungendo i 4.300 casi. Lo certificano i dati diffusi dall'Agenzia europea delle frontiere (Frontex).

Sulla rotta del Mediterraneo centrale, che interessa l’Italia e Malta con flussi da Libia, Tunisia e Algeria, sono stati registrati in maggio circa 1.000 attraversamenti illegali, con un aumento del 40 per cento rispetto ad aprile. Da gennaio a maggio, Frontex ha registrato 5.500 casi, quasi il triplo rispetto allo stesso periodo del 2019. Secondo il Ministero dell’Interno italiano da inizio anno al 14 giugno sono sbarcati illegalmente on Italia 5.639 clandestini contro i 2.144 dello stesso periodo del 2019.

Le principali nazionalità' dei migranti individuati da Frontex e dal Viminale sono Bangladesh, Tunisia, Sudan e Costa d'Avorio. Lungo la rotta del Mediterraneo orientale, dalla Turchia verso la Grecia hanno raggiunto le isole elleniche in 1.250, per lo più afghani, otto volte in più' rispetto ad aprile. Da gennaio a maggio sono stati registrati 12.700 casi nonostante in molti casi le motovedette greche abbiano riportato i gommoni nelle acque turche. Nel Mediterraneo occidentale (rotta dal Marocco verso la Spagna) sono stati individuati 650 migranti irregolari in maggio, quasi il quadruplo rispetto ad aprile, per un totale di 3.700 dall'inizio dell'anno, pere circa la metà algerini. 

Nella rotta terrestre dei Balcani occidentali (dalla Turchia) sono stati individuati 900 ingressi illegali in maggio per un totale di 6.900 nel 2020, un aumento del 50 per cento per rispetto allo stesso periodo del 2019. Dai dati di Frontex emerge chiaramente come tutte le rotte dell’immigrazione illegale nel Mediterraneo registrino quindi un aumento degli ingressi rispetto ad aprile anche se, su base annua, i 31.600 clandestini giunti in Europa dall’inizio dell’anno attraverso le rotte mediterranee rappresentano il 6 per cento in meno rispetto ai primi 5 mesi del 2019.

Il direttore di Frontex, il francese, Fabrice Leggeri, ha messo in guardia da un ulteriore innalzamento della tensione al confine tra Grecia e Turchia. «Se la Turchia dovesse creare una situazione simile a quella del marzo scorso, Frontex aumenterebbe il proprio personale in Grecia in maniera significativa», ha detto Leggeri ricordando la decisione di Ankara di mandare migliaia di immigrati illegali a premere anche in modo violento contro i confini terrestri greci e dell’Unione Europea.

In una situazione di crisi Frontex potrebbe dispiegare sul confine greco-turco fino a 1.500 effettivi contro gli attuali 600 dislocati al confine terrestre con la Turchia, nell'Egeo e sulle isole. Commentando la situazione sul fiume Evros, alla frontiera greco-turca, Leggeri ha osservato che «negli ultimi mesi, la polizia di frontiera turca ha aperto il fuoco verso la Grecia in almeno cinque occasioni, ma nessuno è rimasto ferito». 

Il direttore di Frontex ha poi criticato la normativa in vigore nell'Ue in materia di diritto d'asilo. Secondo Leggeri, le domande di protezione internazionale dovrebbero essere «già verificate alle frontiere esterne» dell'Unione europea. Inoltre, «i richiedenti asilo dovrebbero essere informati al più presto se verrà loro concesso lo status di rifugiato o meno». Per Leggeri, infine, «se la decisione sull'asilo è negativa, i migranti devono essere espulsi immediatamente».

Valutazioni non nuove da parte di Leggeri ma che cozzano con le difficoltà dei singoli Stati e della stessa Ue ad espellere realmente i clandestini a cui non vengono riconosciuti i diritti all’accoglienza.

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