a cura di Stefano Fontana
  • IL PUNTO

Famiglia non è un corpo sociale intermedio

L’argomento del ruolo dei corpi intermedi tra la persona e lo Stato è tipico della Dottrina sociale della Chiesa. Basterebbe ricordare le osservazioni di Giovanni Paolo II nella Centesimus annus sulla “soggettività della società civile”. Viene però spesso inteso in senso distorto perché richiede che vengano correttamente intesi anche gli altri due termini, ossia la persona e lo Stato, oltre che la natura dei corpi intermedi. Uno dei fraintendimenti più frequenti consiste nel considerare anche la famiglia come un corpo intermedio. Per esempio Mons. Franco Giulio Brambilla in una sua recente operetta sulla sussidiarietà [I corpi intermedi figure del noi sociale, Vita e Pensiero 2019] parla della famiglia all’interno dei corpi intermedi. Una adeguata distinzione invece non è di secondaria importanza.

Una constatazione lo rivela con grande evidenza. I corpi intermedi sono elettivi, sono cioè delle aggregazioni sociali di singole persone o di famiglie per perseguire le proprie finalità o, meglio, il proprio bene comune. La costituzione e l’adesione a queste aggregazioni sociali è volontaria. Un partito o un sindacato, una associazione di categoria, una associazione di self help o culturale o ludica o sportiva … esprimono la socialità dell’uomo ma sono frutto di una adesione, di una scelta, di una spontanea aggregazione.

Si vede subito che così non è per la famiglia, che non è elettiva ma ascrittiva: ci è data dalla natura, in essa già ci troviamo inseriti alla nascita, ci precede e costituisce la condizione della nostra umanità. Per questo si dice che la famiglia non è una aggregazione sociale o un corpo sociale, ma è una società naturale. Ciò non vuol dire che ad essa non si debba anche in qualche modo aderire, partecipare alla sua vita, contribuire solidalmente alla sua crescita. Ciò però viene dopo la sua esistenza e non prima, mentre per le aggregazioni sociali l’adesione viene prima della loro esistenza e ne è la condizione causale.

Si può dire che i corpi intermedi sono di ordine naturale? No, nel senso che non è per natura che esiste quella tale associazione; sì, nel senso che è naturale per l’uomo aggregarsi in associazioni. La famiglia, invece, è senz’altro e sotto tutti gli aspetti di ordine naturale, in quanto è naturale che ci sia la famiglia ed è naturale che la persona viva in una famiglia.

Intendere la famiglia come una aggregazione sociale – un corpo intermedio – è un errore di impostazione dalle notevoli conseguenze. La cosiddetta legge Cirinnà ha introdotto in Italia il riconoscimento delle unioni civili anche tra persone omosessuali, proprio appellandosi all’articolo 2 della Costituzione italiana che riguarda non la famiglia ma le aggregazioni sociali. La legge però poi equipara completamente tali unioni alla famiglia naturale fondata sul matrimonio. Una aggregazione sociale viene così messa sullo stesso piano della famiglia.

Ciò non avverrebbe se si tenesse ferma la distinzione, la quale comporta che le associazioni e i corpi intermedi, in quanto aggregazioni elettive, non possono andare in contrasto con la società naturale, alla quale spetta un indiscusso primato perché è la fonte della società. Senza associazioni sportive o sindacati si può stare, senza famiglia non si può stare. I corpi intermedi non hanno valore assoluto, ma solo se rispettano il diritto naturale, la famiglia invece è già essa espressione e incarnazione del diritto naturale. I primi, quindi, derivano dalla seconda.

La cosa riguarda naturalmente tutte le politiche, nelle quali prima di tutto deve essere difesa e promossa la famiglia e solo successivamente e seguendo dei criteri selettivi e orientativi, i corpi sociali intermedi. Non tutte le aggregazioni sociali meritano l’aiuto della politica, mentre la famiglia lo merita per motivi naturali. Succede oggi che grandi risorse vengano impiegate a favore dei corpi sociali intermedi piuttosto che della famiglia naturale. Come succede che vengano finanziate dalla politica aggregazioni sociali che portano avanti progetti di distruzione della famiglia. La cosiddetta società civile, espressione con cui di solito si indicano i corpi sociali intermedi, è spesso anti-famigliare, quindi considerare anche la famiglia come uno dei suoi corpi intermedi risulta perfino ridicolo.