a cura di Riccardo Cascioli
  • Sharia

Imam fondamentalisti bloccano una banca del latte in Bangladesh

In Bangladesh la malnutrizione infantile è molto diffusa. Ritarda la crescita di molti bambini e contribuisce all’elevata mortalità infantile: il tasso è almeno di 30 su 1.000. Anche la mortalità materna, 176 decessi ogni 100.000 nascite, incide sulla malnutrizione lasciando orfani migliaia di bambini ogni anno. Per questo il dottor Mojibur Rahman ha ideato e progettato la realizzazione di una “banca del latte” sull’esempio di quelle già aperte in altri paesi. Tutto era pronto in un ospedale privato, l’Institute of Child and Mother Health di Mutuail, nella divisione della capitale Dhaka. Il dottor Rahman grazie ai fondi offerti da donatori privati vi ha allestito un reparto dotato dei macchinari necessari, acquistati in Spagna, in grado di nutrire circa 500 bambini orfani e figli di madri lavoratrici. La “banca del latte” avrebbe dovuto aprire il 1° dicembre 2019, ma la distribuzione del latte è stata fermata e rimandata a data da definire per l’opposizione degli imam fondamentalisti della National Tafshir Parishad secondo i quali l’iniziativa viola le leggi islamiche. Il loro portavoce, Ataur Rahaman, nella lettera alle autorità ospedaliere che ha portato alla sospensione del progetto, ha spiegato che “la sharia non permette le banche del latte. È contro l’Islam. Esse rappresentano un rischio per il matrimonio tra persone che hanno bevuto il latte della stessa donna”. Altri esperti musulmani non sono d’accordo. Maulana Fariduddin Masud, presidente dell’Islahul Muslimin Council, sostiene ad esempio che: “se altri Paesi musulmani come Pakistan, Iran, Iraq e Malaysia hanno creato le banche del latte, può farlo anche il Bangladesh. Credo che molti bambini ne avrebbero beneficio. Dobbiamo trovare insieme il modo per risolvere la questione”. Anche un medico cattolico, Edward Pallab Rozario, sollecita l’apertura del centro: “Le banche del latte sono necessarie per gli orfani e i bambini malati – conferma, intervistato dall’agenzia AsiaNews – potrebbero salvare la vita dei bambini che si trovano nei reparti di terapia intensiva e di quelli che non hanno una madre. Il Bangladesh deve aprirle”.