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Radberto Pascasio

Era un “figlio della ruota” lasciato da madre ignota alla porta delle benedettine...

Era di Soissons. Come usava nel secolo IX, prese in seguito anche un nome latino, Pascasio. Era un “figlio della ruota” (a quel tempo non c’erano i cassonetti), lasciato da madre ignota alla porta delle benedettine. La badessa Teodarda, sorella di s. Adalardo, lo crebbe e lo fece studiare. Divenuto un prestante giovanotto, Radberto si diede alle gozzoviglie e ai piaceri mondani fino al limite estremo, quello in cui ci si suicida o subentra il disgusto. La seconda ipotesi fu quella che accadde a lui: si fece monaco a Corbie sotto l’obbedienza di s. Adalardo, praticamente suo zio. Scrisse molte opere teologiche; per umiltà non accettò mai il sacerdozio. Morì nell’860 e fu sepolto, come suo desiderio, tra i poveri.