San Leonida di Alessandria

Durante le persecuzioni ordinate dall’imperatore Settimio Severo si consumò il martirio di san Leonida di Alessandria († 202), padre del filosofo e teologo Origene

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Durante le persecuzioni ordinate dall’imperatore Settimio Severo si consumò il martirio di san Leonida di Alessandria († 202), padre del filosofo e teologo Origene. Nella sua Storia Ecclesiastica, Eusebio di Cesarea (c. 265-340) riferisce che Origene fu avviato dal padre allo studio delle Sacre Scritture prima ancora che a quello delle discipline greche. Vedendo che il figlio cresceva mostrando un grande interesse per la storia sacra, Leonida se ne rallegrava, ringraziava Dio e - quando il fanciullo dormiva - gli baciava il petto, considerandolo il tempio dello Spirito Santo. Le persecuzioni di Severo si rivelarono particolarmente gravi ad Alessandria d’Egitto, dove Leonida venne catturato mentre era governatore Leto.

Sapendo che il padre era stato imprigionato, Origene divenne desideroso del martirio, ma la madre arrivò a nascondergli i vestiti pur di impedirgli di farsi catturare. A quel punto il ragazzo, primo di sette fratelli e allora diciassettenne, scrisse una lettera al padre per esortarlo a perseverare nella fede, senza curarsi dei legami terreni: “Guardati dal cambiare idea per noi”. Leonida rimase saldo in Cristo e fu decapitato intorno al 202. I suoi beni vennero sequestrati dalle autorità imperiali. Così Origene, aiutato da una signora benestante, dovette darsi da fare per provvedere alla famiglia. L’opera teologica del figlio di san Leonida avrà a lungo una significativa influenza, nonostante alcuni gravi errori dottrinali poi condannati dalla Chiesa.

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