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15 milioni di taglia su Maduro. Da ora è ricercato

Taglia da 15 milioni di dollari per “narcotraffico” su Nicolas Maduro, il dittatore del Venezuela. E' accusato di aver esportato grandi quantità di droga negli Usa in accordo con i guerriglieri delle Farc. “Questa accusa costituisce un passo importante" commenta alla NBQ il presidente della Corte Suprema di Giustizia in esilio. 

La taglia su Maduro

Game over! Il gioco è finito. Giovedì 26 marzo gli Stati Uniti hanno messo sulla testa di Nicolas Maduro una taglia da 15 milioni di dollari per “narcotraffico”. È stato il procuratore generale William Barr ad annunciare in conferenza stampa le accuse formulate dalle Corti di New York e Miami contro il dittatore venezuelano: cospirazione narcoterrorista; importazione di cocaina negli Stati Uniti; utilizzo e trasporto di mitragliatrici e dispositivi distruttivi. Secondo Barr, Maduro è responsabile dell’invio di circa 200 e 250 tonnellate di cocaina al giorno al territorio statunitense, che equivale a circa 30 milioni di dosi letali.

“Mentre il popolo venezuelano soffre, questa organizzazione si riempie le tasche di soldi della droga e del prodotto della loro corruzione. E questo deve finire”, ha detto Barr e ha spiegato che, nonostante le sanzioni, il regime venezuelano continua a incassare denaro. “È come se fosse un cartello”, “sta guidando qualcosa che sembra più un cartello della droga che un governo (...) Il regime iraniano, con il suo braccio armato Hezbollah, è in Venezuela e questo non è accettabile”.

Oltre a Maduro sono stati accusati 13 uomini del cerchio di potere del regime: “il Dipartimento di Stato ha offerto fino a $ 15 milioni di ricompensa per informazioni relative a Nicolás Maduro Moros. Il Dipartimento offre inoltre fino a $ 10 milioni in ciascun caso per informazioni relative a: Diosdado Cabello Rondón, presidente dell'Assemblea costituente nazionale illegittima; Generale (in pensione) Hugo Carvajal Barrios, ex direttore dell'Intelligence militare del Venezuela (DGCOM); Clíver Alcalá Cordones, generale maggiore (in pensione) dell'esercito venezuelano (che risiede in Colombia, N.d.A.); e Tareck Zaidan El Aissami Maddah, Ministro dell'Industria e della produzione nazionale”, si legge del comunicato ufficiale.

“Per più di 20 anni, Maduro e diversi colleghi di alto rango hanno cospirato con le FARC, facendo entrare tonnellate di cocaina e devastando le comunità americane. L'annuncio di oggi vuole eradicare la diffusa corruzione all'interno del governo venezuelano, un sistema costruito e controllato per arricchire i più alti livelli di governo. Gli Stati Uniti non consentiranno a questi funzionari venezuelani corrotti di utilizzare il sistema bancario americano per spostare i loro profitti illeciti del Sud America né promuovere i loro piani criminali”.

Il cartello dei soli non è leggenda. I funzionari statunitensi indicano Maduro come il leader dell'organizzazione narcotrafficante “Cartel de los Soles”, che secondo loro coinvolge politici di alto rango e membri dell'esercito e della magistratura venezuelana. Secondo i documenti ufficiali, il Cartello dei Soli avrebbe raggiunto un'intesa con i dissidenti delle FARC per consentire di usare il Venezuela come base di operazioni per inviare tonnellate di pasta di cocaina verso gli Stati Uniti, attraverso punti di trasbordo nei paesi dei Caraibi e dell'America centrale, come l'Honduras.

Gli Stati Uniti hanno anche accusato due dissidenti delle FARC: Iván Márquez, il cui vero nome è Luciano Marín, capo negoziatore per i ribelli durante i dialoghi che hanno portato all'accordo di pace promosso da Papa Francesco nel 2016; e Jesús Santrich, chiamato Seuxis Paucis Hernández, ex capo della guerriglia. Le accuse di partecipazione a una “cospirazione narcoterrorista” comportano una pena minima obbligatoria di 20 anni di carcere fino all’ergastolo. 

Le conseguenze? “Questa accusa costituisce un passo importante perché a partire da questo momento permane l'obbligo per i funzionari venezuelani, compresi tutti i cittadini che vivono nel territorio del Venezuela, e qualsiasi autorità, comprese le autorità internazionali, di dare informazione e catturare queste persone”, ha affermato il presidente della legittima Corte Suprema di Giustizia, Antonio Jose Marval Jimenez, in esclusiva da Miami per la Nuova BQ.

La Corte Suprema del Venezuela esule si è riunita in plenaria giovedì stesso e ha emesso un ordine ai funzionari delle forze armate e agli organi di sicurezza del Venezuela di ignorare qualsiasi direttiva proveniente da queste persone. “La nostra richiesta è di custodia preventiva di questi imputati che devono essere presentati alle autorità nordamericane affinché il processo giudiziario possa essere eseguito correttamente”, ha sottolineato. Inoltre, il magistrato ha ricordato che il Venezuela vive circostanze molto difficili a causa del coronavirus: “Non ci sono ospedali adeguati, non c'è benzina, non c'è cibo, non c'è modo di coprire i bisogni essenziali del venezuelano, quindi è indispensabile che l'arresto di queste persone sia condotto in modo che il Venezuela possa camminare verso la libertà e la democrazia, e di conseguenza verso la giustizia e la pace”.

Le accuse aprono la strada ad un eventuale intervento militare. Da ricordare che gli Stati Uniti non avevano adottato misure simili dal 1989, ai tempi della dittatura del generale Manuel Noriega a Panama. Per rimuovere il narcotrafficante Noriega dal potere, Washington mandò persino i suoi marines a Panama, fino a quando il generale accettò di arrendersi. Oggi Panama è un Paese libero e democratico, è il terzo Paese più competitivo dell’America Latina secondo il World Economic Forum e quello con la più alta crescita economica.