• Omoeresie

Avvenire, sì alle veglie di preghiera contro l' "omofobia", no a quelle di riparazione

In un articolo di Avvenire di ieri il giornalista Luciano Moia stila un lungo elenco di località dove parrocchie e diocesi hanno promosso le cosiddette “veglie di preghiera contro l’omofobia” in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia voluta dalle lobby gay a livello mondiale.

Qualche breve riflessione. Bene pregare per chi è stato ingiustamente discriminato e questo può avvenire anche a danno di persone omosessuali. Ma quello che fa problema in queste veglie sta nel fatto che si fa passare l’idea che la persona omosessuale non debba mai venire discriminata per la sua omosessualità perché l’omosessualità è una condizione buona.

Ma a volte la discriminazione è doverosa. La Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1992 ha emanato il documento “Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali”, in cui si legge: «Vi sono ambiti nei quali non è ingiusta discriminazione tener conto della tendenza sessuale: per esempio nella collocazione di bambini per adozione o affido, nell’assunzione di insegnanti o allenatori di atletica, e nel servizio militare» (11).

Inoltre dato che l’omosessualità per il Catechismo della Chiesa Cattolica è una condizione intrinsecamente disordinata, criticare nei giusti modi le condotte omosessuali di una persona oppure consigliarle di abbandonare questa sua condizione non è discriminare, ma rappresentano atti di carità.

Tutte queste riflessioni sono assenti nelle veglie di preghiera di cui sopra che invece diffondono l’idea che le condotte omosessuali siano compatibili con la dottrina cattolica. E proprio per questo motivo il giornale dei vescovi critica le preghiere di riparazione volute da alcune realtà associative appunto per riparare ai danni morali provocati dai Gay Pride. Avvenire infatti riporta le parole di mons. Camisasca promotore di una di queste veglie di preghiere che così commenta le preghiere di riparazione: «Una proposta del genere serve all’unità della Chiesa?». Gli risponde Giovanni Paolo II: «Il cammino verso la piena unità non può farsi se non nella verità» ( Giovanni Paolo II, Ecclesia de Eucharistia, n. 44).

Infine non si comprende il doppiopesismo di tutte queste parrocchie e diocesi così pronte a pregare per le persone omosessuali discriminate, ma così restie a fare lo stesso per quei nascituri talmente discriminati che vengono uccisi a decine di milioni nel mondo ogni anno nel ventre delle loro madri.

https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/oltre-omofobia-veglie-e-preghiere-guidate-dai-vescovi

https://lanuovabq.it/it/discriminazione-dei-gay-a-volte-si-deve