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Battere il gender con l'ironia

L'altro giorno ho detto a mia figlia: «Vieni andiamo in giardino a giocare a ovaie di neve!». Perché sono un papà moderno favorevole al linguaggio di genere. Non voglio che pensi di avere un padre omofobo, e per questo in famiglia le abbiamo sempre detto che a partorirla sono stato io. Mi sono anche iscritto a un corso gender per imparare a fare pipì da seduto, e da un anno vado dalla parrucchiera due volte a settimana, e mi sto esercitando ad avere piccole crisi di nervi ogni ventotto giorni. 

Non prendetela come una sterile polemica ideologica, qui si sta facendo un passo avanti sui diritti civili. Credo sia importante che i nostri figli capiscano che fino adesso i loro genitori e i loro nonni hanno vissuto in un mondo sbagliato, omofobo e maschilista. In linea con la politica regionale, quest'anno in casa abbiamo fatto il presepe a doppia preferenza di genere. 

Ho equamente diviso le statuine: dieci maschi e dieci femmine, venti pecore e venti montoni, cinque capre e cinque caproni. Non sapendo come dividere i Re Magi che sono dispari, ho deciso di chiedere aiuto a Manuela Bottamedi che a vedere dal numero di partiti che ha cambiato, i conti deve saperli fare bene. Purtroppo rintracciarla non è stato facile perché in ogni sede che chiamavo mi rispondevano che era appena passata a un altro schieramento. 
Ho quindi deciso di lasciare i Re Magi maschi, ma con una forbicina ho provveduto alla castrazione dei cammelli così almeno ho mantenuto la legge sulle quote rosa: tre di un sesso e tre senza. Purtroppo però non si pensa mai abbastanza.

Sovrappensiero, in maniera del tutto improvvida, ieri ho cosparso il presepe di finta neve che, essendo bianca, sostiene uno stereotipo discriminante e razzista. Ho immediatamente preso l'aspirapolvere e sostituito la neve con tre chili di pepe tritato fino. «È neve dall'Africa» ho detto a mia figlia. Ora gli zampognari suonano i bonghi in mezzo a pecore che starnutano a raffica. 

Avevo dei dubbi se continuare a mentirle anche sull'identità di Babbo Natale, ma poi ieri ho pensato di dirle la verità. «Babbo Natale è una donna, con scarsa propensione a depilarsi, ma sempre donna, e le renne sono asini». Lei c'è rimasta malissimo: «Papà, e la Befana?». La Befana non è né donna né uomo, fa conto una cosa tipo Caterina Dominici coi capelli di Donald Trump. 

http://www.ladige.it/blogs/gardring/2017/12/17/finalmente-presepi-gender-non-omofobi