• GOLFO

La guerra navale segreta fra Israele e Iran

Il 25 marzo una nave mercantile israeliana è stata colpita da un nemico sconosciuto mentre era in navigazione nel Mare Arabico. Non è la prima volta che accade, è solo l'ultima di una lunga serie di attacchi attribuiti all'Iran. E non è una guerra di corsa univoca. Anche l'Iran ha subito attacchi a 12 navi dal 2019, attribuiti a Israele.

Lori, la nave mercantile colpita

Non è la prima volta che mercantili e petroliere vengono colpite nel Golfo di Aden e nel Mare Arabico da misteriosi ordigni attribuiti da arabi, statunitensi e israeliani ai battelli iraniani, subacquei o di superficie (motoscafi o navi d’assalto camuffate da mercantili) dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (pasdaran), ma l’esplosione che ha colpito il 25 marzo un mercantile battente bandiera liberiana e appartenente a un armatore israeliano rischia di determinare una ulteriore escalation nella crisi tra le due potenze mediorientali.

Salpata da Dar es-Salam (Tanzania) il 21 marzo scorso e diretta in India, il porta container Lori è stato colpito da un missile (o da un siluro o da una mina?) nel Mare Arabico che ha danneggiato l’imbarcazione in modo non troppo grave e senza provocare feriti tra l’equipaggio. Il portavoce dell’armatore, la società XT Management Ltd. con sede ad Haifa, la nave avrebbe riportato danni lievi e starebbe continuando la navigazione senza particolari problemi. Il canale televisivo israeliano Channel 12 ha reso noto che, da una prima analisi, i sospetti sul possibile mandante del presunto attacco ricadrebbero su Teheran. "Come prevedibile - ha scritto l'agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran - i media sionisti hanno affermato, senza fornire alcuna prova, che la nave, diretta in India dalla Tanzania, è stata colpita dall'Iran".

I due governi non hanno rilasciato dichiarazioni ma come è usuale che Israele non commenti i raid aerei effettuati da anni contro pasdaran, hezbollah e milizie filo iraniane in Siria o contro le navi iraniane nel Mar Rosso, è altrettanto probabile che l’Iran non rilasci valutazioni sulle misteriose incursioni navali che, con cadenza regolare, colpiscono mercantili nelle acque tra il Mar Arabico, il Golfo di Oman ed il Golfo Persico.

Un mese or sono a sud dello Stretto di Hormuz, la nave di proprietà israeliana Helios Ray, battente bandiera delle Bahamas, era stata vittima di un'esplosione che aveva provocato danni. In quella occasione il premier Benyamin Netanyahu ha denunciato l'episodio accusando direttamente Teheran - che respinse ogni addebito - e il capo di stato maggiore Aviv Kochavi ammonì che le forze armate israeliane avrebbero agito "contro minacce vicine e lontane". Secondo gli esperti israeliani la tipologia dell’attacco sarebbe riconducibile al modus operandi dei reparti di incursori di Marina dei pasdaran, dotati di mezzi subacquei speciali e sottomarini tascabili. L'attacco ai mercantili israeliani rispecchierebbe la tecnica impiegata in una serie di attacchi sferrati contro alcune petroliere nel 2019 e le operazioni contro navi da trasporto messe in atto dall’Iran fin dagli anni Ottanta.

La guerra segreta tra Israele e Iran è stata del resto combattuta senza esclusione da entrambe le parti. Il quotidiano Haaretz, riprendendo un articolo del Wall Street Journal, ha rivelato che negli ultimi anni decine di sabotaggi sono stati compiuti da agenti israeliani contro petroliere iraniane impegnate nelle forniture di greggio verso la Siria: attacchi che avrebbero colpito i finanziamenti iraniani destinati al potenziamento militare degli Hezbollah. Secondo il rapporto dall’inizio del 2019 lo Stato ebraico avrebbe preso di mira con mine ed altri tipi di ordigni che hanno coinvolto le sue forze speciali della Marina, almeno 12 navi dirette in Siria, per lo più petroliere o cargo sospettati di trasportare carichi di armi diretti in Siria per rifornire Hezbollah colpiti soprattutto nel Mar Rosso. Il Wall Street Journal valuta che tali attacchi abbiano l’obiettivo di interrompere il flusso di denaro che dall’Iran raggiunge le milizie sciite attive in Siria e Libano con incursioni che avrebbero avuto luogo non solo nel Mar Rosso.

All'inizio di marzo, Teheran aveva puntato il dito contro Israele per l’attacco nel Mediterraneo orientale contro la nave commerciale iraniana Shahre Kord: secondo il portavoce della compagnia di navigazione IRISL, la chiglia del cargo era stata danneggiata da un oggetto esplosivo che aveva causato anche un piccolo incendio. 

Le nuove tensioni si verificano in concomitanza con una difficile situazione politica in Israele dove neppure l’ultimo voto ha permesso a Netanyahu di conquistare la maggioranza parlamentare sufficiente a governare e, in assenza di accordi già si paventa l’ipotesi di un ulteriore ricorso alle urne.