• IL CASO

Quel pasticciaccio brutto del bonus bebè

Sono 8 mila le famiglie a cui è stata richiesta la restituzione del premio per il pargolo avuto. Una beffa che induce a nuove forme di sussidio.

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Dunque, se ho capito bene, sono circa ottomila le famiglie che hanno usufruito del «bonus bebé» nel 2005-2006 e ora devono restituirlo per «autocertificazione mendace». Ricordate? Erano mille euro per ogni pargolo nato o adottato, Berlusconi in persona aveva spedito la lettera apposita alla creatura, felicitandosi e indicando l’ufficio postale in cui ritirare l’assegno.

Leggendo l’intervista
radiofonica (riportata sul Il Sole 24 ore) di Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega per la famiglia, si vede che davvero col Fisco non si scherza. Il ministero del tesoro ha pure comunicato (atto dovuto) la cosa alla procura della repubblica. Il che significa che i «mendaci» fraudolenti rischiano una multa pari al triplo dell’assegno indebitamente incassato. Per il ravvedimento virtuoso (cioè, per restituire il malloppo) ci sono trenta giorni di tempo. Zazzà. Giusto in tempo per sospendere le vacanze o rinunciarvi se non siete già partiti. Un avvocato, raggiunto dal «Sole» ha anche detto che, a suo modesto avviso, i cinque anni trascorsi sono sufficienti per invocare la prescrizione. Sia come sia, la cosa farà girare i corbelli a qualcuno, il quale si sentirà –magari giustamente- pigliato per il fondoschiena.

Ma come, vi lamentate per la crisi da «culle vuote» e poi fate i micragnosi per mille euro? Il fatto è che non tutte le ottomila famiglie implicate nel pasticciaccio brutto sono in malafede. C’è, infatti, chi ha capito che il tetto di reddito complessivo era da considerarsi al netto; c’è chi ha messo solo il reddito ma non la casa di proprietà (e perché, poi?); c’è chi nel nucleo familiare ha considerato il cognato convivente ma non a carico… E’ il bello dell’autocertificazione, ragazzi: te la compili da solo senza doverti districare tra formalità burocratiche. Solo che, se sbagli, le formalità burocratiche arrivano dopo. Dunque, non si scappa.

Il Fisco è come il Destino, lento ma inesorabile. Naturalmente, questo non vale per i Paperoni, i quali, si sa, possono permettersi fior di commercialisti & avvocati. Se poi sei veramente ricco, puoi «patteggiare» col summentovato Fisco, il quale, spalle al muro, deve scegliere tra il mal minore (incassare qualcosa adesso) e quello peggiore (incassare tutto ma, forse, alle calende greche; con molti forse). Ora, per tornare al nostro caso, è indubbiamente giusto che i furbi paghino. Ma, come abbiamo visto, non tutti sono furbi. Ci sono infatti anche i fessi. Sono quelli che si sono fatti indurre a fare un altro figlio per soli mille euro. Sì, perché cercare di risolvere la crisi demografica con incoraggiamenti del genere è solo ridicolo. Certo, meglio che niente, gesto di buona volontà del governo, la sinistra non avrebbe fatto nemmeno questo o, magari, avrebbe “incoraggiato” solo le coppie gay.

Ma mille euro, maledetti e subito, sono una vera miseria. Con l’aggravante della minaccia di restituzione o sanzione tripla. Ma ci facciano il piacere! Dovrebbero ripristinare la fascistissima tassa sul celibato, altroché. E scucire soldi veri. Solo in questo caso il Fisco avrebbe diritto morale alla severità con i furbi (non con chi sbaglia per ignoranza o perché non può permettersi commercialisti & avvocati).

Il presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, lo va ripetendo in ogni sede che l’attuale crisi economica è causata da quella demografica. E si vorrebbe ovviare con mille euro a cap’e ninno? Ma non si faceva prima e meglio a rimpolpare gli assegni familiari? Almeno, si sarebbe saputo subito chi ne aveva veramente diritto, senza persecuzioni estive da parte della solita Equitalia, detta anche il Flagello dei Poveracci.