• UN DUBBIO SORGE

Se gli immigrati delinquenti sono tutti "malati di mente"

Ogni volta che un immigrato compie un reato si dice che aveva "problemi psichici" e la polizia fa girare circolari in cui si invita a non rilasciare particolari per non fomentare la caccia allo straniero. Ma perché quando delinque un italiano accade l'opposto? Avanti così e l'intolleranza crescerà anziché placarsi.

Ho ricevuto sul telefonino questa riflessione che mi ha fatto riflettere a mia volta e che riassumo per sommi capi: l’omicidio del sacerdote «degli ultimi» di Como è stato commesso da un immigrato tunisino con problemi psichici; il sequestro della guardia giurata nel duomo milanese idem; Salvini è stato aggredito da una immigrata congolese «in evidente stato di alterazione»; Pamela era ancora viva quando è stata fatta a pezzi da un immigrato africano fuori di testa; Maurizio Gugliotta a Settimo Torinese è stato sgozzato da un nigeriano infermo di mente; Stefano Leo è stato ammazzato da un africano che non ci stava col cervello; tre milanesi sono stati uccisi a picconate da tal Kabobo, clandestino e, anche lui, alterato di mente; i bambini dello scuolabus hanno rischiato di essere bruciati vivi dall’autista immigrato e farneticante; Filippo Limini di Spoleto è stato massacrato di botte da tre albanesi o romeni (boh) che non c’erano con la testa (gli omicidi di Willi, visto che l’immigrato era lui, invece, essendo italiani, erano perfettamente lucidi, cattivi fino al midollo, fascisti perché praticavano le arti marziali, e pure le loro famiglie erano poco di buono); David Raggi di Terni è stato ucciso da un marocchino clandestino che, anche lui «in evidente stato di agitazione», ha colpito a caso. Eccetera.

Ora, scrivo questa cosa su La Nuova Bussola Quotidiana perché, se la postassi su Facebook, verrebbe censurata come «messaggio di odio», e già a suo tempo ho avuto noie con la polizia postale per un commento comparso sul mio blog e non proprio tenero coi nomadi (chissà perché «zingari» è offensivo e «nomadi» no, misteri del politicamente corretto), commento peraltro non mio ma giuridicamente l’amministratore del blog ero io, da qui la convocazione con tanto di intestazione perentoria del tribunale: da perderci la faccia col custode del mio palazzo che mette la posta nelle rispettive caselle.

Ma torniamo a tutti questi immigrati con problemi psichici. Non entriamo nel merito delle sentenze e delle perizie, solo in quello giornalistico e tiggino. L’imbarazzo dei politicamente corretti quando una delle minoranze protette (donne, immigrati, lgbt, coloured assortiti) esce dal seminato è lampante: quando delinquono come tutti gli altri e solo perché appartenenti alla razza umana, scatta immediato il riflesso pavloviano. Né, come più volte dimostrato dalla nostra Lorenza Formicola, questo è un fenomeno solo italiano. No, anzi, all’estero ce l’hanno più grosso e marcato. Ogni tanto viene a galla qualche circolare riservata per la polizia (già successo in Inghilterra e in Germania, per esempio) che consiglia di minimizzare, o almeno non enfatizzare per non scatenare fenomeni collettivi di intolleranza tipo «caccia all’immigrato». Giusto, l’ordine pubblico prima di tutto.

E poi occorre arginare quei partiti che vorrebbero la chiusura dei porti e la cui crescita continua inquieta non poco gli establishments europei. Però, accà nisciuno è fesso e quando le coincidenze si fanno troppe hai voglia di cloroformizzare… Sì, perché il popolo (e l’app anonima arrivatami sul telefonino lo dimostra) prima o poi si chiede se per caso certi Paesi a vocazione migratoria abbiano deciso di svuotare i loro manicomi o se, più probabile, la fantomatica integrazione è un flop totale, come proprio il prete di Como morto ammazzato dimostra.

Quelli che suggerivano una disciplina dell’immigrazione (ricordate il cardinale Biffi, che consigliava di accogliere in primis i cristiani?) sono stati sbertucciati, anche se la storia evidenzia che solo con il contingentamento l’immigrazione si integra ed è benefica. Ma con la demonizzazione e la censura degli "odiatori" si otterrà esattamente il contrario di quanto auspicato, è solo questione di tempo. Per un pugno di voti. Per un pugno di soldi.