• IL DUELLO/23

    Dante e una delle più belle invocazioni a Maria

    L’ultimo canto del Paradiso si apre con la preghiera di san Bernardo alla Vergine Maria (Vergine Madre, figlia del tuo figlio) perché interceda presso Dio cosicché Dante possa vederlo. Inserita tra le preghiere liturgiche, è una delle invocazioni più belle che siano mai state rivolte alla Madonna, mediatrice di tutte le grazie.

    • IL DUELLO/ 22

    Nascita al Cielo di Beatrice e il dies natalis di Petrarca

    Beatrice e Laura muoiono, rispettivamente nella Vita nova e nel Canzoniere: così come la Vita nova è la storia della vita del poeta rinnovata dall’incontro con l’amata, il capolavoro petrarchesco costituisce il romanzo d’amore di un uomo che ha visto deviare la propria condotta dalla via virtuosa dopo avere conosciuto Laura. Vi è una grande differenza: se il giorno in cui Beatrice va in Cielo costituisce il dies natalis della donna, la morte di Laura rappresenta il Natale di Petrarca.

    • IL DUELLO/21

    Beatrice e Laura, una distanza abissale

    Dove sta la reale differenza tra le due donne più famose della letteratura italiana? La distanza tra Beatrice e Laura è abissale, non solo per l’eterna giovinezza della prima e la corruttibilità della seconda. Mentre Petrarca è più incline a soffermarsi sull’apparenza, la donna descritta da Dante è integrale, perfetta unità di bellezza esteriore e bontà d’animo, che eleva verso il Cielo.

    • IL DUELLO/ 19

    Perché Dante e Petrarca furono pellegrini diversi

    L’uomo medioevale ha una profonda consapevolezza di essere homo viator, dalla Terra verso la vera patria celeste: Dante contempla lo spettacolo della rosa dei beati, come chi giunga alla meta del santuario e trovi ristoro; l’iter circolare del Petrarca lo induce a ritornare negli stessi luoghi alla ricerca di quel volto che ha idolatrato. 

    • DUELLO/11

    Petrarca dedicò la vita a coltivare e curare l'amicizia

    La lettera Posteritati ci mostra un uomo desideroso di oneste amicizie, dimentico delle ingiurie patite, memore dei benefici ricevuti. Il poeta afferma che ama desinare con gli amici, anche se disdegna le gozzoviglie. Possiamo affermare che la sua cifra principale è proprio il desiderio di amare e di essere amato: amava i genitori, i fratelli, il genero e il nipote come un figlio.

    • IL DUELLO/10

    Posteritati, l’autoritratto fisico e morale del Petrarca

    Mentre Dante lascia poche informazioni autobiografiche, assumendo una prospettiva che nasce dall’incontro con Cristo, Petrarca dà avvio ad un’attenzione diversa per il prestigio del singolo uomo, secondo un tratto che caratterizzerà l’età umanistico–rinascimentale. Da qui nasce la lettera Posteritati, una descrizione non del tutto reale ma corrispondente a quanto il poeta vuole tramandare di sé.

    • IL DUELLO/ 3

    Petrarca nega di invidiare Dante: sarà vero?

    Nelle sue opere Petrarca non adduce mai richiami espliciti a Dante, se non in rari casi e afferma addirittura di non possedere la Commedia ma di non odiare il poeta del volgare e di non esserne invidioso. Ma la realtà storica fa emergere che non tutto quanto sostenesse l’autore fosse la realtà.