• IL METODO RADICALE

    Spot all’utero in affitto e censura dei diritti dei 46 bimbi bloccati a Kiev

    L’ambasciata italiana non ha lasciato partire le sei coppie che si sono macchiate del delitto di fabbricare neonati, pagando donne povere dell’Est. Nel frattempo La Repubblica, per sdoganare l'abominio, usa il metodo compassionevole dei radicali intervistando una 55enne che si è comprata una “figlia”. Il che funziona se si condanna la pratica solo a partire dalla donna e non dai diritti dei bambini, che vengono acquistati così anche dai pedofili.

    • UTERO IN AFFITTO

    Ucraina, i 46 neonati e l’ingiustizia a monte

    La vicenda dei 46 bimbi bloccati in Ucraina ricorda che l’utero in affitto è l’esito più sconcertante della fecondazione artificiale e della breccia aperta con la Legge 40. Per loro si mobilitano le femministe, che però non si accorgono delle contraddizioni del proprio pensiero sull’autodeterminazione. Cosa fare con i bambini? Qualunque soluzione verrà presa, il problema è alla radice.

    • VIDEO CHOC

    Lo scandalo dei bimbi dell'utero in affitto bloccati in Ucraina

    Le immagini dei 46 neonati chiusi nell'albergo di una clinica della maternità surrogata sono strazianti. A prendere le loro parti non è stata la Chiesa né il mondo cattolico, ma la rete italiana delle femministe che, con una lettera all'ambasciatore italiano e a Di Maio, ribadiscono che l'«utero in affitto è un reato», per cui non può venire «concesso alcun permesso speciale per recarsi a “ritirare” i bambini». Che fare di loro? Lo spiegano bene le femministe.

    • NONOSTANTE IL VIRUS

    La propaganda sull'utero in affitto deve continuare

    «The propaganda must go on». Sì, la propaganda sui temi etici continua come se nulla fosse. Ne è una prova You, Me and Surrogacy, un nuovo documentario a puntate pro utero in affitto che presenta il tema in modo unilaterale. La menzogna può essere smascherata solo ricordando che il figlio non è un oggetto né un diritto.

    • LA MAMMA NEGATA

    Ricky Martin e la menzogna dei figli con “due papà”

    Il cantante portoricano annuncia la nascita di Renn e su social e giornali è tutto un complimentarsi per il quarto figlio di Martin e del “marito”, nuovamente “diventati genitori”. Nessuno ricorda che il bambino è nato attraverso utero in affitto, trattato come un oggetto e deliberatamente privato della madre. A proposito di deontologia, l’Ordine dei Giornalisti non ha nulla da dire?

    • LA DENUNCIA

    Utero in affitto, a Bergamo i pro-family si piegano alla politica

    Davanti al candidato sindaco di Bergamo, 5Stelle, che si vanta di avere comprato una bambina attraverso un utero in affitto, e di avere perciò commesso un atto che in Italia sarebbe reato, tutti tacciono: la Chiesa, le associazioni, i partiti. Ma purtroppo anche il Comitato Difendiamo i Nostri Figli ha cancellato un evento pubblico sul tema per non "disturbare" la campagna del candidato leghista.

    • BERGAMO

    L’utero in affitto? Per il candidato gay è normale

    Nicholas Anesa, candidato sindaco dei 5 Stelle a Bergamo e convivente con il suo compagno gay, ammette di aver fatto ricorso in California alla pratica dell’utero in affitto (illegale in Italia), da cui è nata una bambina. E la mamma? Dopo le domande sollevate dalla Nuova BQ, Anesa spiega con nonchalance al Corriere che la bambina «ha le fotografie delle mamme nella sua cameretta». Ah…

    • IN EMILIA ROMAGNA

    Rinviata la Scalfarotto 2.0: il nodo è l’utero in affitto

    È per ora congelata la proposta di legge sull’«omotransnegatività», in discussione al Consiglio regionale dell’Emilia Romagna. A bloccare tutto due emendamenti contro l’utero in affitto, proposti da un consigliere del Pd, per la rabbia di Lo Giudice e Cirinnà. Nonostante le modifiche, il testo rimane inaccettabile perché crea ingiustificati privilegi per i gruppi Lgbt e minaccia la libertà di espressione, come ricorda la scorta necessaria ieri per i relatori di un incontro sulla famiglia.

    • LA SENTENZA CEDU

    Utero in affitto, strategia europea per il sì

    Con la recente sentenza, la Cedu ha benedetto la pratica dell’utero in affitto, non chiedendo di legalizzarlo, ma chiedendo di legalizzarne gli effetti, cioè riconoscere il figlio avuto con tale pratica. Così si avvicina a legalizzare la causa. 

    • IL CASO

    Nonnità surrogata = bambino oggetto

    Il caso della donna americana 61enne che presta il proprio utero per dare un bambino al suo figlio gay è stato salutato dai media come un grande gesto di amore. Ma è l'esatto contrario perché è un gesto che impone una violenza tremenda nei confronti del bambino.

    • INCESTO 2.0

    Ecco la “famiglia” voluta da chi le fa la guerra

    Matthew e il suo compagno gay Elliot decidono di avere un figlio. La mamma del primo, Cecile, oggi 61 anni, si offre da surrogata, mentre la sorella del secondo fornisce gli ovuli. Matthew mette lo sperma. Il 25 marzo Cecile dà alla luce una bambina, di cui è sia madre che nonna. Nel mezzo embrioni distrutti o congelati. E non basta. La lobby Lgbt usa questa storia per un altro obiettivo: l’utero in affitto pagato con i soldi di tutti.

    • STATI UNITI

    Coppie gay e utero in affitto, deriva Lgbt sull'altare

    In una chiesa del Minnesota il parroco introduce la messa con la testimonianza di una coppia gay che si presenta con un bambino da utero in affitto. Ormai il conformarsi delle parrocchie all'ideologia Lgbt dilaga e solo pochi vescovi osano contrastarlo. Serve chiedersi come si sia arrivati a questo.