a cura di Benedetta Frigerio
  • Un Natale cristiano

Una coppia in Pakistan testimone di fede

 

Una famiglia cristiana di Lahore ha celebrato il Natale distribuendo a 150 famiglie molto povere dei pacchi di generi alimentari, un dono che Rojar Randhawa e sua moglie rinnovano da tre anni grazie anche all’aiuto di alcuni amici in Pakistan e a una coppia che vive negli Stati Uniti, Sal e Nageen James. Lo fanno, spiegano, perché per “riportare Cristo al centro delle celebrazioni natalizie dobbiamo nutrire gli affamati, confortare gli afflitti, amare gli emarginati, perdonare i peccatori e dare speranza a chi non ne ha”. Il 29 dicembre come negli anni scorsi, l’iniziativa caritatevole è incominciata con canti di Natale e inni e recitando delle preghiere. Poi sono stati distribuiti i pacchi contenenti cibo sufficiente per un mese. Un evento che altrove passerebbe quasi inosservato, in Pakistan ha un valore forte di testimonianza: certo è apprezzato, ma può addirittura essere interpretato come una provocazione, e quindi far correre dei rischi a chi lo organizza, visto con gli occhi dei gruppi integralisti islamici che tanta influenza esercitano su una parte dell’opinione pubblica e anche della classe politica pakistana. Sono milioni i cristiani che vivono in contesti difficili, piccole comunità in paesi in cui la maggioranza della popolazione pratica una fede diversa e può dimostrarsi ostile, e che tuttavia amano i loro connazionali e lo dimostrano con atti di carità e solidarietà, senza aspettarsi di esserne ricambiati e senza desistere se al contrario vengono perseguitati e discriminati.