• C’è chi dice no

Vescovi contro il Ddl Zan

Alcuni vescovi, come riferisce anche ProVita, criticano apertamente il Ddl Zan. Ecco una carrellata. Monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia: «Si fa passare come normale una certa visione della sessualità e si silenzia ogni visione diversa, vista come attentato ai diritti».

 Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca invece sottolinea che se passasse questa legge non si potrebbe nemmeno più criticare l’utero in affitto, pratica detestabile perché «non si tratta di affittare un garage, ma si tratta di un’esperienza che lascia una traccia non ineliminabile semplicemente, ma anche biologica, spirituale, tra due soggetti, perché la maternità è una cosa seria». E poi «c’è l’interesse primario del bambino che ha diritto ad avere legami con coloro che lo generano perché questi legami non sono removibili dalla psicologia profonda delle persone».

Infine monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo: «La chiesa non è mai stata nemica degli omosessuali ma tende a ribadire l’oggettività delle cose, proprio a tutela del bene ultimo delle cose. La confusione più grossa io la vedo sul concetto di libertà, spesso si dice ‘io non la penso così, non è la soluzione giusta’ ma se qualcun altro vuol farlo, lo faccia pure, chi sono io per oppormi? Questa è una situazione patologica» - ha continuato Suetta - «indotta per indebolire le persone rispetto ad aggressioni virali ma questo non è un virus fisiologico ma un virus dell’anima, di cattivo pensiero».