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Amore gay, le reazioni (preconfezionate) dei bimbi

Ennesimo spot di propaganda gender: i bambini che, intervistati, danno risposte buoniste e stereotipate sull'amore gay, anche se il loro spaesamento non è stato tagliato dal sapiente montaggio. L'ideologia gender parte dal basso.

L'elefantino Elmer

Più volte da queste pagine abbiamo dato notizia di come in Italia e all’estero un’operazione di violenza di massa sulle coscienze dell’infanzia - organizzata da lobby, governi, agenzie culturali, media etc. - stia prendendo sempre più piede al fine di inoculare nelle verdissime menti dei bambini l’ideologia gay. In rete girano un paio di video che sono paradigmatici di questa strategia melliflua e velenosa.

Un primo si intitolaAmore gay – Le reazioni dei bambini” e si tratta di un’intervista fatta ad alcuni bambini tra i 5 e i 10 anni. La tattica è vincente. In prima battuta si fa dire ai bambini cosa è per loro l’amore. “Due persone che si vogliono bene e che si aiutano, un senso di gioia, quando senti le farfalle nello stomaco” sono alcune delle risposte dei piccoli intervistati. Una volta ottenuta la definizione di “amore”, l’intervistatore domanda ancora: “Secondo te può esistere l’amore tra un uomo e un altro uomo e una donna e un’altra donna”. A questo punto tutti i bambini appaiono interdetti e in forte imbarazzo, ma poi, non si sa come per via di tagli sapienti del filmato, ecco che il momento di impasse è superato e tutti approvano l’ “amore” tra due persone omosessuali: “Mi sembrerebbe un po’ strano, ma se si amano come dicono, allora sono contenta”; “Non mi darebbe nessuna stranezza, nessuna antipatia”; “Sono liberi di fare quello che vogliono”; “Non possiamo dire che cosa uno deve fare o che cosa non deve fare”; “Non è importante che siano un maschio e una femmina, l’importante è che si vogliano bene”.

Per sigillare con una risposta netta l’intera intervista, infine la voce fuori campo chiede: “E quindi basta che ci sia l’amore?”. Seguono una sfilza di sì incondizionati. In meno di tre minuti si è confezionato uno spot per l’omosessualità efficacissimo, spot pubblicato il 9 febbraio scorso è già visualizzato da più di 1.300.000 utenti. Il percorso disegnato è stato il seguente: non è l’intervistatore a fornire una definizione di amore, bensì i bambini stessi. Una volta descritto questo concetto si tenta di applicarlo alle relazioni omosessuali. I bambini però abbiamo visto rimangono spaesati, prova che in loro vive pura la voce della coscienza retta. Poi accade qualcosa – occultato volutamente da chi ha confezionato il video – che fa cambiare loro idea. Le risposte fornite dai bambini poi sono illuminanti perché provano che certi stereotipi sono così diffusi che ormai sono sulle labbra anche dei nostri figli.

La conclusione è doppia. Primo: per diffondere il credo gay è più facile partire dalle nuovissime generazioni. La corruzione che parte dal basso è sempre più efficace. Secondo: “gay è bello”, lo capiscono anche i bambini. E tu genitore quando lo capirai? I bambini infatti sono la “bocca della verità” per l’immaginario collettivo e gli adulti invece sono la fetta della società che ancora si attarda su schemi vecchi e superati. Infatti nel video l’unico giudizio negativo sulle persone omosessuali viene da un adulto: “Mio padre dice che sono malati” dice uno degli intervistati.

Il secondo video che invece gira in rete da qualche anno parla dell’elefantino Elmer, un elefantino variopinto. Si tratta di un breve cartone animato per i bambini in cui si narra la storia di questo elefante “di 100 colori, colorato come l’arcobaleno”. Facile quindi il riferimento alla bandiera-vessillo del movimento gay. La narrazione avviene attraverso una canzoncina il cui ritornello fa così: “Elmer diverso, diverso sei tu e proprio per questo ci piaci di più”. Poi Elmer vuole diventare come tutti gli altri suoi compagni e quindi, colte da un albero delle bacche grigie, si rotola su queste e la sua pelle diventa grigia e “bigia”. Ma poi alla prima pioggia ritorna ad essere variopinto. Morale: chi non ha un orientamento omosessuale conduce un’esistenza grigia ed incolore, non così le persone omosessuali. Inoltre se sei gay non puoi sforzarti di diventare eterosessuale perché la tua natura è un’altra e alla prima occasione te ne accorgerai.