• PROTEZIONISMO

    Usa contro Cina, venti di guerra tariffaria e bluff

    “Le guerre commerciali sono una buona cosa e le vinceremo facilmente”. Così Donald Trump spiegava a orecchie ancora incredule l’accettazione della nuova guerra tariffaria con la Cina. Che è puntualmente incominciata con dazi americani e contromisure cinesi. Ma è vera guerra?

    • "GESU' ECONOMISTA"

    Il Vangelo secondo Charles Gave, contro i catto-socialisti

    Sanguigno, irriverente, mai blasfemo. L’imprenditore ed economista francese Charles Gave, stanco di tante interpretazioni marxiste e solidariste del Vangelo, ha preso carta e penna e ha scritto Gesù Economista (Istituto Bruno Leoni, Milano 2018).

    • DATAGATE

    Battaglia sui social, il perdente è Zuck non Trump

    Scandalo sulla campagna elettorale dell'attuale presidente Usa, si sta facendo una gran confusione, anche per la complessità della materia trattata: il furto di dati personali, usati successivamente per indirizzare messaggi politici su misura. Oltre allo storytelling di un certo tipo di giornalismo che trasforma tutto in spy story, in questa vicenda c'è un vero colpevole. E non è Trump.

    • MCCLOSKEY

    Quale reddito di cittadinanza? Coi robot saremo più ricchi

    Alla base dell’idea del reddito di cittadinanza c’è una convinzione vecchia quanto l’industrializzazione: la possibilità che le macchine possano sostituire l’uomo. L'economista Deirdre McCloskey, numeri alla mano, dimostra che è vero il contrario. In due secoli di meccanizzazione siamo diventati 30 volte più ricchi.

    • PROPOSTE

    Flat Tax, una rivoluzione fiscale formato famiglia

    Storia ed evoluzione di una proposta di riforma fiscale fatta propria dal centrodestra: la flat tax (tassa ad aliquota unica). Sarebbe un risparmio per i lavoratori, per le imprese e anche per le famiglie. E manterrebbe intatto il principio di progressività. Ma rischia di restare sulla carta, se mancano le necessarie coperture di bilancio.

    • MONOPOLI INEFFICIENTI

    Treni congelati in tutta Italia, ecco lo Stato del disservizio

    E' bastato poco, il congelamento di parte degli scambi nella stazione Termini di Roma, per provocare giorni di paralisi nella rete ferroviaria italiana. Si poteva evitare il danno con un investimento relativamente piccolo rispetto al budget delle ferrovie. Non lo si è fatto perché le ferrovie non trovano che la manutenzione sia politicamente appagante. E, in ultima istanza, perché è un settore pubblico, monopolista, protetto dalla concorrenza. Dunque anche dal merito. 

    • SCENARI

    Europa povera, il declino è nella svendita all'Oriente

    Un recente rapporto pubblicato in Spagna dalla Università IE di Madrid (Edoardo Campanella) spiega quanto l’Europa stia impoverendo. Perché? Ipotesi controcorrente: abbiamo perso ricchezza e peso perché abbiamo abbandonato il nostro modello di successo e trasferito ricchezza e potere in Oriente.

    • UE E CONCORRENZA

    La fuga di Embraco mette a nudo il sistema Italia

    Il caso di Embraco, l’azienda che ha licenziato 500 persone in Italia per trasferirsi in Slovacchia, è frutto di scarsa armonizzazione delle norme europee sulla concorrenza. E su questo sta lavorando il ministro Calenda in sede Ue. Ma è anche sintomo grave di mancanza di competitività in Italia: costi alti e burocrazia soffocante.

    • OMELIE LUNGHE

    Papa inascoltato se denuncia la sindrome da microfono

    Il plauso del clero per il «nuovo corso» inaugurato da papa Francesco è pressoché universale. Ma i "bergogliani" fanno spallucce quando il Papa chiede omelie brevi. E' la sindrome da microfono che colpisce i preti. 

    • DERAGLIAMENTO

    Più risorse alle ferrovie? Sarebbe uno spreco

    Il deragliamento di un treno carico di pendolari alla periferia di Milano ha fatto scalpore e ha indotto gli esponenti delle tre parti politiche a chiedere maggiori fondi per il miglioramento della rete ferroviaria. Ma sarebbero soldi sprecati. Perché il grosso del pendolarismo (e del rischio) è su strada.

    • DAVOS

    Chi non è protezionista scagli la prima pietra

    Davos, lo slogan condiviso dalle potenze economiche che partecipano al forum mondiale dell'economia è: “No al protezionismo”. E l’obiettivo della loro contestazione è solo uno: Donald Trump. Ma Cina e Unione Europea si sono sempre distinte, in questi decenni, proprio per le loro politiche protezioniste.

    • PAPA ED ECONOMIA

    Cile, chi ha paura del lupo "neoliberista"

    Il "neoliberismo" fa paura a tutti in Europa. Papa Francesco, di ritorno dal viaggio in Cile e Perù ribadisce che in America Latina le politiche liberali "hanno portato alla più grande povertà". Eppure il paese che ha per primo adottato politiche liberali è stato il Cile. E i risultati sono decisamente migliori rispetto a quelli dei suoi vicini.