Abolire gli obiettivi di decarbonizzazione: unica scelta sostenibile
La decarbonizzazione, dunque la lotta alle emissioni di CO₂, è un "principio non negoziabile" dell'Ue. Ma è insostenibile e fa male, paradossalmente, anche allo stesso sviluppo delle energie rinnovabili.
Emirati fuori dall'Opec. Si ridisegna la geografia del Medio Oriente
Gli Emirati Arabi Uniti, terzo produttore di petrolio nell'Opec, escono dal grande cartello petrolifero. Un modo per smarcarsi dalla politica estera ed energetica dell'Arabia Saudita e una denuncia dell'Iran, che ha colpito soprattutto gli Emirati nella terza guerra del Golfo. Per i paesi importatori, come il nostro, più è debole il cartello, più favorevoli saranno i prezzi.
Il Vaticano non permise alla Svizzera di interrogare Perlasca e Peña Parra
Nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, la procuratrice elvetica Annina Scherrer lamenta che il Vaticano non abbia permesso gli interrogatori richiesti nell’indagine, come a mons. Perlasca e l’allora sostituto Peña Parra.
Lo spettro della stagflazione: quando il mondo rivive gli anni Settanta
Petrolio e gas alle stelle, crescita al palo, prezzi fuori controllo. Il cocktail esplosivo che terrorizza economisti e banche centrali ha un nome: stagflazione. E se la crisi in Iran non si risolve presto potrebbe anche essere peggio.
Il piano europeo contro la crisi di Hormuz? Sempre la transizione verde
Qual è la risposta dell'Ue di fronte alla crisi energetica causata dal blocco di Hormuz? Sempre la stessa: la transizione verde. Non solo il passaggio all'energia "pulita" delle rinnovabili, ma anche la (ri)educazione del cittadino a consumare meno.
Il blocco di Hormuz è un disastro. Ecco i modi per aggirarlo
Lo stretto di Hormuz, comunque vadano i negoziati in Pakistan, è una rotta compromessa. Vi passavano 20 milioni di barili di petrolio al giorno, prima della guerra. Adesso gli oleodotti esistenti utili ad aggirarlo sono insufficienti a compensare la perdita. Si fanno nuovi progetti, anche se la situazione politica della regione mediorientale li rende tutti difficili.
La crisi del Golfo è l'inizio della fine del petrodollaro
Non è la fine del dollaro, ma la crisi del Golfo è la dimostrazione che la valuta americana sta perdendo la sua posizione di monopolio. E il mondo è più multipolare, anche dal punto di vista valutario.
Bitcoin, una moneta per preservare la privacy e la libertà personale
Finora usata come scommessa finanziaria ad alto rischio, Bitcoin è una moneta vera, anche se indipendente dalle banche centrali. Può diventare (in parte lo è già) un mezzo di scambio, libero dalle manipolazioni politiche delle banche centrali.
2026, fuga (dei ricchi) da New York. Troppe tasse fanno male al welfare
Braccio di ferro fra governo e legislativo nello Stato di New York per l'approvazione del bilancio. Mamdani vuole più tasse per i ricchi. Ma dallo Stato di New York i ricchi emigrano verso Texas e Florida, in fuga dalle tasse, sottraendo risorse al welfare.
Dazi Usa, dopo la sentenza della Corte Suprema continua l'incertezza
Le tariffe imposte da Trump hanno effettivamente cambiato la situazione commerciale con Cina ed Europa, con una riduzione significativa delle importazioni. E l'Italia è salita nella classifica diventando la 14ma destinazione delle esportazioni americane.
Autonomia differenziata, anche per adeguare i salari al costo della vita
Non solo magistratura: procede anche la riforma dell'autonomia differenziata. Oggi un passaggio importante al governo. Devono essere regionalizzati anche i livelli degli stipendi, perché il costo della vita cambia da una regione all'altra.
Le spese folli della politica. Non incompetenza, ma malafede
Sovraccaricare lo Stato di spese pubbliche, sussidi e prebende, fino a farlo andare in bancarotta. Così due sociologi americani, Cloward e Piven, pensavano di accelerare la rivoluzione. Uno schema ancora in uso nella sinistra americana.












