• LA DERIVA DEL NUOVO ORDINE MONDIALE

Antinatalista e massonica: in Vaticano è Bachelet mania

Michelle Bachelet viene premiata dalla Massoneria cilena

Dopo aver incassato il via libera della Corte costituzione alla liberalizzazione in tre casi dell’aborto, la presidenta cilena Michelle Bachelet prosegue inarrestabile con l’agenda dei desideri trasformati in diritti. Ai piedi della Ande tocca ora al matrimonio same sex e l’adozione di bambini tramite la pratica dell’utero in affitto da parte di omosessuali. E perché nessuno abbia dubbi che questa è una delle tappe dell’agenda di governo, la Bachelet ha preceduto la firma del progetto di legge da una pomposa cerimonia nel palazzo presidenziale della Moneda.

Il progetto abbracciato dalla presidenta è quello del Movimento per l’integrazione e la liberazione omosessuale che aveva sollecitato la nuova legge dopo il rifiuto del Registro civile di trascrivere un’unione gay. Altrettanto pompose le sue parole: “Per l’uguaglianza piena nel riconoscimento dell’amore umano, dobbiamo fare un passo ulteriore. Per questo firmiamo questo atto storico”.

Niente di nuovo sotto al sole, verrebbe da dire. Se non che in Cile non si va tanto per il sottile circa la definizione. Il codice civile viene modificato alla voce matrimonio: laddove vi era scritto che è tra un uomo e una donna, nel nuovo testo si scriverà che è fra due persone. Fine della discussione.

E’ un passo obbligato dato che dal 2001 l’80% dei fondi ricevuti dalle lobby lgbt cilene provengono dal governo cileno su impulso proprio della Bachelet che in diverse forme ha finanziato le associazioni di promozione della causa gay.

Dopo le nozze gay con conseguente adozione, toccherà alla legge di identità di genere. Si tratta di iniziative che sono coerenti con l’agenda del nuovo ordine mondiale per lanciare l’agenzia femminsita delle Nazioni Unite, organismo di cui la Bachelet è strenua difensora avendo fatto parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità, come consulente. Ma secondo molti commentatori la presidenta cilena paga anche un altro tributo, quello alla Massoneria. Nel marzo 2016 la Gran Loggia femminile del Cile aveva consegnato alla Bachelet la medaglia al merito con questa motivazione: “Lei gode del riconoscimento di migliaia di donne massone che lavorano e lottano per il progresso della nostra nazione. Il suo contributo come leader all’avanguardia è innegabile per progredire”.

Ma in che modo la Massoneria è fiorita grazie alla Bachelet? Perché la Bachelet è inserita nel medesimo movimento che ha visto fiorire la massoneria cilena. Insomma, anche se non si parla di lei come di iscritta alle logge, la Bachelet è proprio la donna giusta al posto giusto per l’agenda della Massoneria, che comprende, come noto tra le altre cose, il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’aborto più altre derive antropologiche che ormai conosciamo molto bene.

Infatti alla Bachelet è stato ricordato che lei stessa proviene da una culla massonica, e lo hanno fatto citando il padre Alberto Bachelet (ucciso dal regime di Pinochet). Onorata, lei ha ricambiato tanta gentilezza ricordando i trascorsi massonici del nonno e de padre e concludendo: “Conosco i simboli che in questa casa significano tanto. Simboli a me molto cari”. Insomma, neanche Didone rimembrando l'antica fiamma dell'ardore causato dall'inaspettato riaccendersi della passione per il prode Enea. 

Ma non è solo una questione di mozione degli affetti. Nel corso della consegna della medaglia la Bachelet ha rivendicato la legalizzazione dell'aborto come un diritto richiesto proprio dalle logge. E nel concludere con un sonoro: "Contate sempre su di me", ha mostrato la linea tracciata e i saldato i debiti di riconoscenza. 

Tutto questo accade in Cile e in fondo potrebbe essere uno dei tanti casi di governo influenzato dalle potenti lobby del nuovo ordine mondiale. Ma la Bachelet ha una particolarità. Il prestigio di cui gode come capo di Stato progressista è guardato con molta stima anche in Vaticano. Lo dimostra il fatto che tra tutti i leader mondiali che si potevano invitare a parlare di clima e cambiamenti climatici, la Pontificia Accademia delle Scienze ha pensato di chiamare proprio lei. Sulla base di quali meriti e competenze? Questo andrebbe chiedere al plenipotenziario dell’Accademia, il vescovo argentino Marcelo Sanchez Sorondo, il quale in qualità di cancelliere dell’organismo della Santa Sede ha organizzato il secondo convegno sul tema.

Come noto a parlare ci sarà anche Jeffrey Sachs direttore dell’Earth Institute alla Columbia University e già capo economista all’ONU. Sachs è un convinto sostenitore della teoria della sovrappopolazione e ha abbracciato la causa del riscaldamento globale per giustificare politiche, anche coercitive, di controllo delle nascite, che includono ovviamente anche l’aborto. Con lui anche altri sostenitori del controllo delle nascite, che sarà un po’ il convitato di pietra della Conferenza rivolta al clima: se ne parlerà, ma sempre con un linguaggio mai aperto, che possa permettere opportune vie di fuga.

Però a suggellare l’imprinting di stampo neo malthusiano della tre giorni, ci sarà appunto anche la Bachelet, invitata a parlare delle politiche messe in campo dal governo cileno per debellare il cambiamento climatico. Ovviamente non parlerà di aborto né di matrimonio omosessuale, ma nelle sue parole non sarà difficile intravedersi una naturale consecutio: la pressione della popolazione sul pianeta è insostenibile, ergo bisognerà intervenire in un qualche modo. E il modo è quello del controllo delle nascite, che lei appunto ha sdognato nel suo Paese.

Che cosa c’entri la Bachelet con una proposta cattolica sulle problematiche della popolazione, lo sviluppo, l’inquinamento e il clima, è cosa che Sorondo non ha ancora spiegato. Così come non è stato spiegato perché in Vaticano salirà in cattedra un esponente politico che si sta manifestamente distinguendo per attuare le politiche antinataliste e antifamiglia che caratterizzano da tempo l’Agenzia dell’Onu, di cui la Bachelet è appunto stretta referente per il suo Paese. Sempre l’Onu e la sua agenda contro l’antropologia umana sembra essere il comune denominatore che unisce la Bachelet a Sorondo. Quest’ultimo, recentemente, aveva detto che «stiamo vivendo un momento magico perché per la prima volta, il discorso della Chiesa e il discorso del mondo rappresentato dalle Nazioni Unite vanno insieme».