• IL BELLO DELLA LITURGIA

Beato Angelico, la potenza dello Spirito

Nella pittura, come nella poesia, l’accento della Pentecoste è posto sull’Universalità del messaggio cristiano, che sfonda l’ambiente chiuso in cui si ritrovavano i primi apostoli per diffondersi in tutto il mondo grazie alla potenza del fuoco dello Spirito. Come dimostra la Pentecoste del Beato Angelico di Firenze. 

Beato Angelico, Pentecoste, Firenze - Museo di San Marco

Mentre stava per compiersi il giorno di Pentecoste si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo e riempì tutta la casa dove si trovavano.  Att, 2, 2

La Pentecoste ebraica, o festa delle Sette Settimane in riferimento al tempo che la separava dalla Pasqua, segnava l’inizio della mietitura del grano ed era la festa di ringraziamento a Dio per i frutti della terra, celebrata in memoria del dono più grande che il popolo ebraico, allora guidato da Mosè, aveva ricevuto: le tavole della legge sul Monte Sinai. Noi cristiani ricordiamo la discesa dello Spirito Santo che, essendo una delle festività portanti del nostro credo, è stata, naturalmente, più volte rappresentata.

La terza persona della Santissima Trinità, nell’arte, può comparire sotto forma di colomba – nell’iconografia del Battesimo di Gesù - di nube luminosa – nella Trasfigurazione – o di lingue di fuoco, come, appunto, nel caso in oggetto. Per amore di completezza aggiungiamo che il Vangelo di Giovanni parla dello Spirito Santo come di un soffio e chissà, forse in altri dipinti, lo incontreremo così!

Il fuoco è, come l’acqua, simbolo di vita e, in questo senso Beato Angelico lo utilizza nella sua interpretazione del tema, sia nella versione del Trittico della Galleria Corsini di Roma, sia in quella, più o meno contemporanea, del celebre Armadio degli Argenti, i cui pannelli sono ora conservati al Museo Nazionale di san Marco a Firenze.

A metà del XV secolo Piero de Medici commissiona a Guido di Pietro, ordinato poi col nome di fra’ Giovanni ma ben più noto come Beato Angelico, una porta per la chiesa della Santissima Annunziata di Firenze. Il progetto di Piero prevedeva la creazione di un oratorio familiare tra il tempio mariano e la biblioteca del convento: è qui che il prezioso armadio sarebbe stato custodito.  Uno dei suoi pannelli, che raccontano le storie di Cristo, a partire dalla Fanciullezza fino alla Resurrezione, riproduce la discesa del Paraclito e, così come gli altri, è una tempera su tavola.

Mentre stava per compiersi il giorno di Pentecoste si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.

Il luogo in questione è il Cenacolo, la “camera alta”, quella stessa dell’ultima cena. Maria ha sostituito Gesù e compare, in preghiera, ieratica, frontale, in piedi al centro della scena. I Dodici, nel frattempo, sono diventati ventisei, distribuiti dal pittore in posizione simmetrica rispetto alla Vergine, le aureole incendiate dalla potenza dello Spirito.

A Maria, al piano inferiore, corrisponde una porta chiusa, che rimanda a Lei quale ianua coeli attorno alla quale si radunano, curiosi, degli uomini i cui indumenti, soprattutto i copricapi, inducono a pensare a loro diverse provenienze.  Sono, infatti, i Parti, i Medi, gli Elamiti, gli abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia che, stupiti e perplessi, come ci riferiscono gli Atti degli Apostoli, così dicono tra loro:

“li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio. Che significa questo?”

La grazia, l’eleganza della pittura del Beato Angelico impreziosiscono ulteriormente la scena. Ai suoi colori luminosi sembra alludere la similitudine che troviamo nella Pentecoste, l’ultimo degli Inni Sacri composti da Alessandro Manzoni

Come la luce rapida
Piove di cosa in cosa,
E i color vari suscita
Dovunque si riposa;
Tal risonò moltiplice
La voce dello Spiro:
L’Arabo, il Parto, il Siro
In suo sermon l’udì

Nella pittura, come nella poesia, l’accento è posto sull’Universalità del messaggio cristiano, che sfonda l’ambiente chiuso in cui si ritrovavano i primi apostoli per diffondersi in tutto il mondo grazie alla potenza del fuoco dello Spirito.