• MANIF POUR TOUS ITALIA

«Contro il bavaglio alle coscienze»

“Non imbavagliate le coscienze. Difendiamo la libertà di opinione. Privilegi LGBT non sono emergenza paese”. Questi, alcuni degli slogan che hanno caratterizzato ieri sera la manifestazione a Piazza di Pietra, a Roma.

La manifestazione di Roma

“Non imbavagliate le coscienze. Difendiamo la libertà di opinione. No alla legge liberticida. Natura umana non è reato d’opinione. Libertà di espressione per tutti. Privilegi LGBT non sono emergenza paese”.
Questi, alcuni degli slogan che hanno caratterizzato ieri sera la manifestazione a Piazza di Pietra, a Roma, promossa da Manif Pour Tous Italia, già protagonista due settimane fa di un’analoga iniziativa per affermare la libertà di espressione, contro la proposta di legge sull’omofobia e la transfobia, in discussione nelle stesse ore in Parlamento.

La manifestazione, alla quale hanno partecipato oltre duecento persone, tra le quali molte famiglie con bambini e tanti giovani, rigorosamente apolitica e aconfessionale e la cui partecipazione è stata chiesta a titolo strettamente personale, senza l’esposizione di simboli religiosi e/o politici, è stata indetta – si legge nel comunicato diffuso da Manif Pour Tous Italia – per esprimere “oltre alla ferma condanna per ogni forma di umiliazione nei confronti delle persone omosessuali, la totale contrarietà per quella che si configura come l’istituzione di un vero e proprio reato d’opinione. Una ‘legge bavaglio’ che, se approvata, impedirebbe nei fatti ad associazioni e liberi cittadini di opporsi in modo civile e argomentato a provvedimenti riguardanti matrimonio omosessuale e adozione di figli da parte di coppie dello stesso sesso. Chi sostenesse l’unicità della famiglia quale unione naturale tra un uomo e una donna, potrebbe essere accusato di omofobia, finire in carcere ed essere costretto alla rieducazione in perfetto stile da regime totalitario”.

Come ha scritto il 25 luglio scorso “Rinascita - Quotidiano di Sinistra Nazionale”, “La Manif pour Tous in Francia ha avuto l'inaspettato merito di risvegliare milioni di coscienze. Con un taglio trasversale portato avanti prima di tutto dalla gente comune, condiviso personalmente da personaggi politici di tutti gli schieramenti, da associazioni di persone omosessuali e da credenti di tutte le religioni e non credenti, ha sostenuto con fermezza e rispetto che il matrimonio possa essere composto solo da un uomo ed una donna. Un movimento nato nella società civile e apertamente apolitico e aconfessionale”.

“La Manif pour Tous Italia è nata su questi presupposti e con questo metodo”, ci ha detto Gianfranco Pillepich, portavoce dell’Associazione, sottolineando il fatto che il 18 giugno 2013 è stato avviato l’iter legislativo al Senato della Repubblica sulla proposta di legge per l’Accesso al matrimonio da parte delle coppie formate da persone dello stesso sesso (chiamata “Matrimonio egualitario”) e che c’è chi vorrebbe proporre la legge per la Modificazione dell’attribuzione di sesso. “Non siamo contro gli omosessuali. Li rispettiamo e condanniamo con fermezza qualsiasi episodio di violenza nei loro confronti”, ha affermato  Pillepich introducendo la manifestazione.

“Siamo qui – ha proseguito – perché vogliamo affermare l’unicità del matrimonio tra un uomo e una donna e l’unicità della genitorialità, che può essere solo quella di un maschio e di una femmina. Siamo qui, perché siamo contro la legge Scalfarotto-Leone, che per la prima volta ufficializza a livello legislativo l’ideologia gender, che rappresenta solo una minoranza all’interno del variegato mondo omosessuale. Questa prima proposta è un cavallo di troia per far passare senza troppa fatica le altre due proposte di legge, compresa l’adozione da parte delle persone dello stesso sesso. Nella proposta di legge sul ‘Matrimonio egualitario’ c’è l’esplicita volontà di sostituire le parole ‘marito e moglie’ con la parola “coniugi”. Una decostruzione di ciò che da sempre ed in tutte le culture è stato considerato il cardine della società umana, la famiglia fondata tra un uomo ed una donna”. Per Pillepich, gli estensori della proposta di legge “non vogliono il confronto democratico”. “Noi, lo vogliamo”, ha aggiunto e “ai politici non chiediamo compromessi. Diciamo loro che non si può compromettere parzialmente la libertà di opinione”.

A Pillepich, abbiamo chiesto: “Com’è nata Manif pour Tous Italia?”.
“Grazie all’iniziativa di un gruppo di amici”, ci ha risposto, “che si sono moltiplicati attraverso il tam tam e la rete, con l’obiettivo di far conoscere al maggior numero di persone possibili quello che sta avvenendo nel nostro Paese su questi temi”.

Qual è il vostro rapporto con la politica e con le confessioni religiose?
Non siamo aperti né alla prima né alle seconde. Personalmente sono cattolico, ma condivido la scelta fatta di non consentire che alle nostre manifestazioni siano presenti simboli religiosi, né tanto meno politici.

Quali saranno le vostre prossime iniziative?
Seguiremo tutti gli appuntamenti parlamentari, sperando in una partecipazione che cresca sempre di più, di settimana in settimana.

Lei ha detto che Manif pour Tous Italia è contraria al compromesso. Cosa pensa di quei parlamentari cattolici che con le loro posizioni sembra lo perseguano?
Penso che pecchino di ingenuità.

Come spiega il fatto che i giornali cattolici tradizionali non parlano della legge sull’omofobia, che lede non solo la libertà di espressione, ma anche quella religiosa?.
Se non ne parlano, vuol dire che si sono arresi alla cultura dominante.