• IL VOTO PER IL COMMISSARIO

    Stop a Timmermans, segnale europeo anti Soros

    Il veto di Visegrad e altri sette Paesi, tra cui noi, contro Timmermans, descritto da Orban come “l’uomo di Soros”, è un segnale che va preso nell'ottica della sconfitta per i gruppi socialisti, verdi e liberali. Ora PPE e Conservatori possono muovere le loro pedine. Intanto Macron e Moscovici svelano il sentimento antitaliano accusandoci su economia e immigrazione. 

    • VERSO LE PRESIDENZIALI

    Il piano di Google per evitare il Trump-bis

    Manca ancora più di un anno alle elezioni per la Casa Bianca, eppure il colosso di Mountain View è già al lavoro per impedire un’altra «Trump situation», la rielezione dell’attuale presidente. A mostrarlo scambi di email tra i dipendenti, che discutono sul come «disabilitare» certi suggerimenti di ricerca. Del resto, è noto: i giganti della Silicon Valley sono alfieri del progressismo.

    • MEDITERRANEO

    Libia, Haftar sconfitto alle porte di Tripoli

    Le milizie fedeli al premier Fayez al-Sarraj passano al contrattacco e conquistano Gharyan, la principale base logistica del generale Haftar alle porte di Tripoli. Il generale, dando la colpa ad Erdogan (che ha fornito armi a Tripoli), attacca navi e interessi turchi, per internazionalizzare il conflitto. E si torna a parlare di negoziati.

    • ELEZIONI ALL'OAS

    Pro vita e famiglia, l'America svolta sui diritti umani

    L'Organizzazione degli stati americani (OAS) ha votato il pro life e pro family Ralon Orellana tra i commissari per i diritti umani. Si tratta di una svolta significativa da leggere con il cambio di passo dell'amministrazione statunitense. Ma non solo: Brasile, Paraguay, Guatemala, Colombia, Cile e Panama hanno già un'agenda pro vita e pro famiglia. E le probabili prossime sconfitte dei socialisti in Canada e Uruguay fanno sperare bene. 

    • ISRAELE-PALESTINA

    Il piano di pace di Kushner: tanti soldi senza politica

    Jared Kushner, senior advisor del presidente americano, Donald Trump, ha svelato la prima fase dell’accordo del secolo. Si tratta del cosiddetto “Peace to Prosperity”: si propone solo una montagna di soldi ai palestinesi e ai vicini arabi in cambio della pace. Ed è subito un coro di "no" da parte dei potenziali beneficiari.

    • LEGGE SULL'ESTRADIZIONE

    Hong Kong: Chiesa partecipe al grido di dolore del popolo

    Appello della Commissione diocesana di Giustizia e Pace di Hong Kong, perché il mondo ascolti la voce del popolo della piccola Cina. Continua la preoccupazione per la nuova legge sull'estradizione, che potrebbe portare cittadini della città-Stato ad esser processati anche in Cina. Perché la legge è sospesa, non è detto che sia revocata. 

    • IL RAPPORTO

    La Francia ammette: l'islamizzazione è un problema

    Le infiltrazioni" islamiste in Francia sono ovunque e confermano che la radicalizzazione ha un'incredibile varietà di forme: interi quartieri vietati alle donne, preghiere collettive negli spogliatoi, il hijab ovunque, la pretesa che tutte le federazioni sportive approvino il codice di abbigliamento islamico; ufficiali di polizia salafiti; club aperti a soli uomini, sessi separati a scuola e preghiere al lavoro. Oltre alle discriminazioni contro i colleghi non musulmani. Il rapporto choc di due parlamentari. 

    • GILET GIALLI

    I messicani sfidano Amlo, il volto triste della sinistra

    Andrés Manuel López Obrador, soprannominato Amlo, il primo presidente di sinistra da 89 anni, viene sfidato dalla piazza dopo sei mesi di governo. I manifestanti, che indossano il gilet giallo alla francese, lo accusano di essere troppo vicino alle dittature di Cuba e Venezuela e di aver aperto le frontiere a ogni tipo di immigrazione

    • MEDITERRANEO

    Libia, la nuova mediazione Onu è fallita prima di iniziare

    Dopo il contrattacco delle milizie di Misurata a Tripoli, aumentano i dubbi sull'efficacia della mediazione Onu. L'inviato Salameh propone una conferenza "a tutti i partiti". Ma il generale Haftar, sebbene non sia in grado di vincere la guerra, vede il premier al Sarraj come un interlocutore troppo debole sul campo per essere preso sul serio.

    • ELEZIONI

    Erdogan perde la "sua" Istanbul, speranza per la Turchia

    La contestata ripetizione delle elezioni per il sindaco di Istanbul regala un risultato ancora più mortificante per Erdogan, con una larga vittoria di Imamoglu, candidato delle opposizioni. Ora il "sultano" non controlla più le tre principali città della Turchia, malgrado il forte controllo dei media.

    • SCENARI

    Usa-Iran, la guerra che forse nessuno vuole davvero

    Dopo l’abbattimento del drone statunitense da parte di un missile iraniano e l’annuncio di Trump, che dice di aver fermato i suoi generali “10 minuti prima” della rappresaglia, la tensione tra Usa e Iran resta alta. Eppure, le dichiarazioni dei due fronti sembrano indicare la volontà di mostrare forza, a fini di deterrenza, ma senza giungere a un conflitto.

    • FUGGONO DA MADURO

    Rifugiati venezuelani, un esodo che non fa notizia

    L’argomento Venezuela è scomparso un’altra volta dai telegiornali italiani. Purtroppo, la crisi del Paese sudamericano per mancanza di cibo, medicine e servizi essenziali è diventata normalità. Nemmeno interessano gli 80.000 venezuelani che ogni giorno attraversano il confine, fuggendo dal socialismo del XXI secolo incarnato da Nicolas Maduro.