• IL LIBRO

I Messori, una storia d'amore e di Chiesa

E’ davvero un libro commovente quello che la moglie di Vittorio Messori ha scritto per raccontarsi e raccontare una vita accanto al famoso scrittore. Trascorsa nella vita della Chiesa e nelle prove, non comuni, di una coppia cristiana. 

E’ davvero un libro commovente quello che la moglie di Vittorio Messori ha scritto per raccontarsi e raccontare una vita accanto al famoso scrittore. Quasi un testamento spirituale ora che i due coniugi entrano nella terza fase della vita, quella in cui cominci ad alzare il binocolo per scrutare il traguardo degli ottanta.

Rosanna Brichetti in Messori è, se così si può dire, sposa d’arte. Sì, perché anche lei ha diversi libri al suo attivo, alcuni dei quali di buona tiratura. Già firma del «Timone» e della Nuova Bussola Quotidiana, chiude quasi il cerchio con quest’ultimo Una fede in due. La mia vita con Vittorio (Ares, pp. 224, €. 15). Il libro si apre con una prefazione di Cesare Cavalleri, appena entrato nel Guinness dei Primati per la sua cinquantennale direzione della rivista «Studi cattolici» e delle edizioni Ares, e si chiude con una Lettera di Vittorio Messori.

Vale la pena di parafrasare la quarta di copertina, perché dice esattamente ciò che il libro contiene: cinquant’anni di storia della Chiesa, e anche d’Italia, raccontati da un osservatorio privilegiato, il lavoro di Vittorio Messori, scrittore letto e tradotto in tutto il mondo (perfino in Braille). Sullo sfondo, la crisi occidentale del post-Sessantotto, le turbolenze del post-Concilio e i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Questi ultimi, protagonisti di due libri-intervista a firma dello stesso Messori.

Il primo, Varcare la soglia della speranza, fu subito opzionato in cinquanta lingue: era la prima volta, nella storia, che un papa accettava di essere intervistato. Il secondo papa fu intervistato in Rapporto sulla fede quando era ancora il cardinale Ratzinger prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, l’ex Sant’Uffizio. Anche qui era la prima volta nella storia. Il libro, pure questo, fu un bestseller e fece tale scalpore, nel bene e nel male, che ci fu chi arrivò alle minacce di morte anonime all’indirizzo dell’intervistatore.

Rosanna verga anche un diario che apre uno squarcio inedito sull’esperienza privata dei due protagonisti e il travaglio di una coppia che ha dovuto per lunghi anni scontrarsi con molti e dolorosi ostacoli nello sforzo di vivere quel Vangelo a cui aveva deciso di dedicare la propria vita. Ed è con tenerezza che ricorda il suo primo incontro col futuro marito, negli anni Sessanta, ad Assisi, entrambi iscritti a una serie di corsi di teologia per laici, entrambi freschi – ed entusiasti - di conversione. Fu una specie di colpo di fulmine, ma non decisivo. Si ritrovarono solo dopo anni, negli stessi giorni in cui usciva Ipotesi su Gesù, l’inaspettato bestseller che doveva lanciare Messori nell’olimpo delle stelle della scrittura.

Ma c’era un intoppo: Messori nel frattempo si era sposato. Un matrimonio nullo canonicamente, ma finché la Sacra Rota non lo dichiara ufficialmente, la nullità rimane confinata alla coscienza. Rosanna e Vittorio ormai erano convinti di essere fatti l’uno per l’altra, ma ostava la Chiesa. Due persone nel pieno della maturità e con un passato “laico”, di solito che fanno? Vanno a convivere. Ma nel loro caso c’era di mezzo una conversione sincera e una ferma determinazione a obbedire alle leggi della Chiesa.

Eh, la virtù è facile finché non viene messa alla prova. E, se la prova dura anni e anni, allora diventa difficilissimo. Nel loro caso, anche una convivenza in castità sarebbe stata improponibile: un famoso scrittore cattolico ha, per forza di cose, anche dei detrattori, i quali sarebbero stati felicissimi di propalare ai quattro venti che il famoso scrittore cattolico suddetto parlava bene ma razzolava male. Ma anche questa difficoltà venne superata alla fine (molto alla fine) e i due poterono sposarsi in chiesa. «Vittorio caro (…), mio amato  compagno di vita e di ricerca»… Con queste parole inizia l’ultimo paragrafo del libro-confessione. Parole che riassumono, e compendiano, un’esistenza, «due vite intrecciate».