• VERSO IL VOTO

Il surreale amore a 5 Stelle per il baratro venezuelano

Visite al funerale di Chavez, risoluzioni fatte votare dal Parlamento. E ancora: dichiarazioni surreali sul Veneziela come eldorado dove non esite la povertà. Nel programma e nella breve storia dei 5 Stelle c'è un'infatuazione per il bolivar-socialismo che ha messo in ginocchio il Paese centramericano che ora rantola nella miseria. 

-SALVINI E IL VANGELO? LO GIUDICHEREMO SU QUELLO di Rino Cammilleri

La partita è aperta per il 4 marzo. Non servono sondaggi per capire che il Movimento 5 Stelle è in crescita, nutrito dalla delusione degli elettori. Ma conosciamo l’ideologia dietro le quinte del partito di Beppe Grillo? Sappiamo cosa c’è oltre alle belle parole contro la corruzione? Basta dare uno sguardo alla politica estera proposta dai grillini per prevedere cosa potrebbe attendere l’Italia.

In missione a Caracas per celebrare la morte di Chavez. Non può essere un caso che i parlamentari Manlio Di Stefano (capogruppo alla commissione Affari Esteri della Camera), Ornella Bertorotta (capogruppo alla commissione Affari Esteri del Senato) e Vito Petrocelli (vicepresidente del Comitato italiani all’estero) abbiano visitato Caracas il 5 marzo 2017 per partecipare alla cerimonia in memoria della morte di Hugo Chávez, mentore del dittatore Nicolas Maduro e cervello del Socialismo del XXI Secolo (di dottrina marxista-comunista), che ha portato il Venezuela a una crisi umanitaria senza precedenti.  

Precedentemente, avevano tentato di proteggere il regime di Maduro nel Parlamento Italiano. Il 24 gennaio 2017, il Movimento 5 Stelle e la Sinistra Italiana hanno votato contro la mozione che impegna l’Italia a salvare il Venezuela: “Impegna il Governo italiano ad adottare ogni iniziativa internazionale per ottenere dal Governo venezuelano un atteggiamento costruttivo, per impegnarlo a ripristinare la separazione dei poteri e salvaguardare le attribuzioni degli organi costituzionali; per favorire un dialogo tra Governo, opposizione e società civile; per ottenere la liberazione dei prigionieri politici; impegna inoltre ad adottare ogni iniziativa per alleviare la crisi umanitaria del Paese; ad approvare un piano straordinario di assistenza ai connazionali residenti in Venezuela”. Nonostante il tentativo dei pentastellati, la mozione è stata approvata con una maggioranza di 184 voti.

Risulta inverosimile leggere il delirio grillino sul Venezuela. Il 23 gennaio 2017, l’onorevole Manlio Di Stefano aveva presentato la Risoluzione 7-01168, che riporta vergognosi dati sul Venezuela che non riflettono minimamente la realtà: “Il Venezuela è tra i 29 Paesi nel mondo che hanno raggiunto gli obiettivi di sviluppo del Millennio e la meta di vertice sull'alimentazione. Tra il 1998 e il 2013 in Venezuela la fame si è ridotta del 21,10 per cento e oggi essa si assesta a meno del 5 per cento. Secondo cifre assolute, prima del 1998 in Venezuela c'erano 5 milioni di persone che soffrivano la fame, mentre oggi la cifra non raggiunge i 500mila. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la denutrizione in Venezuela è diminuita del 57 per cento e non rappresenta un problema per la sanità pubblica”, si legge nel inverosimile documento firmato da Manlio Di Stefano, Di Battista, Scagliusi, Spadoni, Grande e Del Grosso. Questo documento, pieno di imprecisioni, ha scatenato la furia della comunità venezuelana residente in Italia. Invitiamo alla sua lettura per capire cosa pensano i pentastellati sul Venezuela.  

Al contrario, il fallimento della “rivoluzione bolivarista” salta all'occhio di tutti. Il venezuelano sopravvive in mezzo a una spirale inflazionaria che ha superato il 3mila percento, riducendo il 90% della popolazione alla povertà e il 67% dei venezuelani ha perso 11 chili nell'ultimo anno, secondo il rapporto Encovi 2017. I dati della Caritas Venezuela hanno allertato sul fatto che il 15% dei bambini soffre di malnutrizione e 300mila sono a rischio di morte. Inoltre, il governo venezuelano è sotto la lente di ingrandimento della Corte Penale Internazionale per la sistematica violazione dei diritti umani durante le proteste dell’anno scorso (che hanno lasciato 121 morti, più di 2 mila feriti e oltre a 7 mila arrestati); inoltre l’imposizione dell’Assemblea Nazionale Costituente, senza rispettare la propria Costituzione, ha evidenziato la definitiva rottura dell’ordine costituzionale nel Paese. E l’esodo di massa dei venezuelani è diventato un problema per i paesi sudamericani. 

Arriva la ciliegina sulla torta: “L’Alba di una nuova Europa”. L'11 giugno 2014, i pentastellati sono riusciti a far passare la risoluzione 7/00234, che impegna il governo italiano a “rafforzare i rapporti politici, culturali, diplomatici ed economici” con l’ALBA (l’Alleanza Bolivariana per le Americhe). Un’alleanza per il commercio dei beni e dei servizi, siglata nel 2014 da Fidel Castro (Cuba) e Hugo Chávez (Venezuela), con l'integrazione dei paesi alleati del Socialismo del XXI Secolo. Lo scorso 13 marzo 2015, il deputato Alessandro Di Battista ha organizzato alla Camera dei Deputati il convegno “L’Alba di una nuova Europa”, con la partecipazione dei paesi dell’Alba e di chiaro schieramento “chavista”.

È opportuno guardare con attenzione al programma di governo del M5S. Accanto a proposte che possono sembrare giuste, ci sono anche i tipici cavalli di battaglia della sinistra più radicale, tipica del Socialismo del XXI Secolo chavista: antiamericanismo spinto, rafforzamento dei rapporti con la Russia o la Cina Comunista, lotta senza quartiere alla globalizzazione neoliberalista, copia del modello Alba e statizzazione dell’economia. E attenzione al “reddito di cittadinanza”: “togliere alle imprese per dare a chi non fa neppure la fatica di cercarsi un lavoro è una follia”, ha affermato in un'intervista Massimo Colomban, ex inside man della giunta Raggi, evidenziando che “se arrivano al governo lo sviluppo si ferma”.

Vogliamo la brutta fine del Venezuela per l’Italia? Quel Paese esempio di democrazia e di progresso dell’America Latina è finito nel baratro: ecco a cosa ci ha portato la megalomania di Hugo Chávez, arrivato al potere con il suo discorso contro il sistema e contro la corruzione. Il risultato? La distruzione di una intera nazione in nome del Socialismo del XXI Secolo. Questa realtà, violenta quanto ingiustificabile, invoca una presa di coscienza. La grande minaccia dei nostri tempi è il populismo. L’esperienza del Venezuela deve servire per accendere un allarme, per evitare che la storia possa ripetersi in Italia.

“Non ci credo, l'Italia non è il Venezuela, né Grillo è Chavez”. La stessa frase era stata pronunciata in migliaia di occasioni dai venezuelani nel 1998: “Non ci credo, il Venezuela non è Cuba e Chávez non è Castro”. Purtroppo, oggi il Venezuela è ridotto alla povertà per l’imposizione di un sistema politico e ideologico inefficiente e, soprattutto, perché si è permesso l’arrivo al potere di persone impreparate, soltanto per i loro discorsi contro il sistema. Oggi l’Italia ha bisogno del tuo voto, ma partecipa ma con responsabilità, guardando oltre alle belle parole…