a cura di Benedetta Frigerio
  • Egitto

Il vescovo copto di Minya rifiuta un incontro di conciliazione tra cristiani e musulmani

Il vescovo metropolita copto ortodosso di Minya e Abu Qurqas, Anba Makarios, ha respinto la proposta di un “incontro di riconciliazione” tra i rappresentanti delle comunità cristiane e musulmane avanzata dopo le violenze scoppiate nei giorni scorsi in Egitto, in un villaggio della provincia di Minya, Demshaw Hashem, dove dei musulmani hanno attaccato le case dei cristiani perchè “colpevoli” di frequentare una chiesa costruita senza autorizzazione. Gli “incontri di conciliazione” sono dei raduni pubblici organizzati da autorità locali con l’intenzione di mettere a confronto e far dialogare comunità religiose diverse e indurle a compiere atti pubblici di pacificazione dopo il verificarsi di scontri di religione ed episodi gravi di intolleranza. A organizzarli è spesso la Casa della Famiglia egiziana, un organismo di collegamento interreligioso nato per prevenire e mitigare la conflittualità religiosa. Tuttavia da più parte si contesta l’efficacia di questi incontri. Come ha deto lo stesso monsignor Makarios per motivare il suo rifiuto, sono eventi che si riducono a riti formali e spesso finiscono per impedire la tutela dei diritti dei cristiani perché dopo gli incontri di riconciliazione i responsabili delle violenze non vengono puniti e si sottraggono alla giustizia, alimentando nei gruppi islamisti la convinzione che i loro atti criminali resteranno impuniti.