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India, la politica munge voti dalle vacche sacre

«Oggi voglio parlare di una mamma il cui contributo al nostro sviluppo non può essere dimenticato». Per "mamma" si intende la vacca: animale sacro per gli indù. A dirlo è il premier Narendra Modi, che lancia così la sua campagna elettorale. Un risvolto drammatico: macellai e trasportatori di bovini linciati in gran numero. E anche le vacche non se la passano affatto bene...

India, vacca a passeggio in città

«Oggi voglio parlare di una mamma il cui contributo al nostro sviluppo non può essere dimenticato». Chiunque non abbia dimestichezza con la “politica delle vacche” dell’India resterebbe sbalordito dal sapere che con questa “mamma” si intende, appunto, la vacca. E non è finita qui. La dichiarazione proviene da niente meno che il Primo ministro dell’India, Narendra Modi, che guida il governo dominato dal partito nazionalista indù Bjp (Bharatiya Janata Party, Partito del Popolo Indiano).

«È “gau mata” (la vacca, ndr) che rappresenta un elemento di vitale importanza nell’economia rurale del paese e il debito che le dobbiamo è inestinguibile», si è dilungato il premier Modi a Mathura, 200 km a Sud di New Delhi, la settimana scorsa (l’11 febbraio), sul suo governo, lanciando anche un Piano Nazionale per il miglioramento della salute delle vacche. Un’iniziativa del genere, per la protezione delle vacche, anche a costo di sacrificare milioni di poveri che lottano per il cibo, può sorprendere chiunque non abbia dimestichezza con l’India. Alcuni ambienti indù, specialmente nell’India centrale e meridionale, adorano le vacche in quanto incarnazione della dea Kahadhenu. La divinità bovina è descritta nella mitologia indù come la madre di tutte le vacche. Per questo, le vacche sono venerate nell’induismo come incarnazione di Kamadhenu in terra.

Pronti a speculare su qualunque cosa rafforzi l’identità induista, la “santa madre vacca” è stata protagonista del discorso politico sin da quando i nazionalisti indù del Bjp hanno preso il potere nel 2014. Aggressivi “gau rakshaks” (protettori delle vacche) hanno linciato persino degli induisti che trasportavano vacche, per non parlare dei musulmani che hanno dovuto pagare un prezzo molto salato con oltre una trentina di loro assassinati brutalmente per strada, perché trasportavano vacche, da quando il Bjp è arrivato al potere. Con le elezioni dietro l’angolo, in aprile e maggio, il Partito del Congresso, all’opposizione, cercando di scalzare i nazionalisti indù, ha fatto un passo ulteriore per ingraziarsi le masse induiste, invocando la Legge per la Sicurezza Nazionale contro tre musulmani accusati di aver macellato delle vacche.

Il Partito del Congresso, al governo nello Stato di Madhya Pradesh (dove il Bjp è stato al potere per 15 anni), ha lasciato sbalordito il paese quando, all’inizio di febbraio, ha annunciano la decisione di accusare i macellai delle vacche sulla base della legge anti-terrorismo. Nonostante alcuni leader veterani del Partito del Congresso stiano contestando questa mossa, che è più in sintonia con il programma nazionalista indù del Bjp, il governo congressista del Madhya Pradesh ha dichiarato di aver lanciato una campagna a livello statale per costruire nuove “gaushalas” (case delle vacche) e ha proposto anche una tassa sulle auto di lusso per finanziare il suo piano di costruzione di 1000 case delle vacche. Il governo statale non sembra intenzionato a cedere, dato che sono emerse notizie sulla trasformazione di campi da gioco delle già spartane scuole pubbliche in rifugi per le vacche, in tutto lo Stato. Siccome il governo congressista guadagna consensi politicizzando la passione indù per le vacche, il Bjp non vuole essere da meno. Il Bjp, al governo nello Stato settentrionale dell’Uttar Pradesh (il più grande Stato dell’India, con una popolazione di 232 milioni di persone) ha risposto destinando, nel suo bilancio annuale, ben 4,47 miliardi di rupie (pari a 55,5 milioni di euro) alla protezione delle vacche.

In passato, Mukhtar Abbas Naqvi, un ministro chiave nel governo Modi, è arrivato al punto di far scoppiare una polemica quando ha chiesto ai mangiatori di bistecche di andarsene in Pakistan, mentre i leader più giovani del Bjp hanno lanciato delle minacce molto più intimidatorie a chi mangia bistecche. Dopo queste minacce, ai bambini è stato proibito di portare cibo non vegetariano nelle scuole dello Stato di Haryana del nord (al confine di New Delhi), governato dal Bjp. «Insistere sulle vacche è un’istanza emotiva che può aumentare i voti. Sta diventando sempre di più uno strumento di propaganda politica», sottolinea Ram Puniyani, un autorevole editorialista politico. In passato, dice Puniyani, «la carne di manzo era parte delle antiche tradizioni culinarie dell’India. Ma i tempi sono cambiati». 

Saltando sul carro dell’isteria per le vacche, anche dei magistrati ci hanno messo del loro, con sentenze sbalorditive come quella secondo cui si devono proteggere le vacche, in quanto «la vacca è sullo stesso piano della madre e di un dio». Se questa era una sentenza emessa da un giudice dell’Alta Corte di Hydebarad, nel Sud dell’India, un giudice dello Stato dell’Uttarakhand, governato dal Bjp, è andato oltre, nell’agosto del 2018, dichiarando che «noi siamo i guardiani legali delle vacche nell’Uttarakhand». Con persino una parte della magistratura che proclama la necessità di proteggere le vacche a tutti i costi, chiunque trasporti i bovini per il suo lavoro quotidiano, rischia la vita. Mentre questi attacchi sono assidui nell’India centrale e settentrionale, dove il culto delle vacche è molto sentito, anche nello Stato meridionale del Karnataka, relativamente libero dalla mania contro il macello delle vacche, un giovane membro del Bjp è stato picchiato a morte mentre trasportava mucche.

A causa del divieto di macellazione e degli episodi in crescita di linciaggio dei trasportatori, le vacche stanno vivendo un momento d’oro, passeggiando maestosamente anche nelle strade del centro delle grandi città. Il 2019 sarà l’Anno della Vacca, come ha scritto India Today a gennaio. Ma l’isteria per le vacche ha anche il suo rovescio della medaglia. Le tanto pubblicizzate gaushalas (case delle vacche) finiscono anche per essere le loro tombe. Dal momento che le mucche sono stipate in gaushalas affollate, muoiono mangiando fango, dal momento che i guardiani non danno loro né il foraggio né l’acqua. Le accuse lanciate da un leader del Bjp il 15 febbraio, sulla morte di 500 vacche in un solo centro nello Stato del Rajastan, proprio mentre si parla così tanto della protezione delle vacche, mostra come la vacca sacra abbia ben poco da festeggiare quando la classe politica si affida a lei per prendere voti.