a cura di Benedetta Frigerio
  • Un nuovo lutto per i cristiani

India, un pastore pentecostale ucciso dai maoisti

La sera del 1° maggio in India, nello stato del Jharkhand, Abraham Tigga Topno un pastore cristiano pentecostale, è stato ucciso alla periferia di Ranchi, la capitale dello stato, dai componenti di un gruppo armato maoista, il People’s Liberation Guerrilla Army, Plga. Il reverendo Tigga è stato rapito mentre stava rientrando in macchina a casa, nel villaggio di Ubasaal, di ritorno dal mercato. A tendergli l’agguato sono stati oltre 25 militanti che, dopo averlo costretto a fermarsi, lo hanno fatto scendere a forza dall’auto, lo hanno portato fino a una diga non lontano da casa sua, lo hanno picchiato, gli hanno tagliato la gola e lo hanno decapitato. La sua auto incendiata è stata rinvenuta a Tamar, circa 60 chilometri a sud della capitale. Il cadavere del pastore, trovato la mattina successiva, è stato consegnato ai medici legali per l’autopsia. Accanto al corpo gli assassini avevano lasciato un biglietto con su scritto: “morte di una spia della polizia. Lunga vita al Plga. Egli era un informatore della polizia. Questo è il destino di chi si mette contro di noi”. I maoisti del Plga lo avevano già minacciato in passato, accusandolo di essere una spia, ma né lui né i suoi famigliari avevano preso sul serio gli avvertimenti e non ne avevano informato la polizia. Il reverendo Tigga lascia una moglie e Christo, il bambino che la coppia senza figli aveva adottato. La guerriglia maoista è presente in 14 dei 18 distretti dello stato del Jharkhand. Nel dare annuncio ad AsiaNews di questo nuovo lutto, Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians, ha commentato, alludendo alla persecuzione degli induisti: “nella nostra laica India i cristiani sono tra l’incudine e il martello, soprattutto in Jharkhand dove è in vigore la legge anti-conversione”.