• L'ENDORSEMENT DI PLANNED PARENTHOOD

La multinazionale degli aborti tira la volata a Hillary

La più potente organizzazione abortista al mondo, ha investito 30 milioni di dollari per la Clinton. Soldi usati per stipendiare 800 procacciatori di voto e 3.500 volontari che stanno bussando alla porta degli elettori indecisi. Perché la Clinton è «il migliore presidente pro-aborto che si sia mai visto».

La Clinton parla al Planned Parenthood

Gli abortisti stanno tirando la volata verso la Casa Bianca a Hilary Clinton. Planned Parenthood, la più potente organizzazione abortista al mondo, ha investito 30 milioni di dollari per aiutare la Clinton a vincere. Soldi usati per stipendiare 800 cosiddetti procacciatori di voto e 3.500 volontari che stanno bussando, casa per casa, alla porta degli elettori indecisi del Nevada, New Hampshire, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, Wisconsin e di altri stati.

"Il cuore e l'anima del nostro programma è il porta a porta, il faccia a faccia”, ha spiegato al New York Times Deirdre Schifeling, direttore del Planned Parenthood Action Fund. Dawn Laguens, vicepresidente di Planned Parenthood, non ha invece avuto remore nell’ammettere che la Clinton sarà un vero “campione” per diffondere ancor più la pratica abortiva negli States. Il migliore presidente pro-aborto che “si è mai visto”, ha concluso.

Dice il vero la Laguens, infatti Hilary alla trasmissione The View affermò che un bambino non nato non ha diritti costituzionali, inoltre ha più volte ribadito che eleggerà giudici alla Corte suprema pro-aborto se diventerà il primo inquilino alla Casa Bianca. Non ha fatto poi mistero sul fatto che la sua politica sarà favorevole al finanziamento di organizzazioni pro-choice e che sarà sua intenzione non rinnovare l’emendamento Hyde che blocca il finanziamento pubblico dell’aborto. La coerenza nel demolire i principi non negoziabili della prima candidata donna alla presidenza degli Stati Uniti è comprovata anche dalla sua decisione di appoggiare la politica dell’amministrazione Obama in merito all’accesso dei transessuali nei bagni e negli spogliatoi sia maschili che femminili e di diffondere nelle scuole l’educazione sessuale pro-gender e la contraccezione.

Le aderenze tra la Clinton e Planned Parenthood, oltre ad essere testimoniate da alcuni suoi discorsi tenuti in occasione di convegni organizzati dalla stessa Planned, trova riscontro anche in una serie di mail del 24 settembre scorso scoperte da Wikileaks e intercorse tra John Podesta, direttore della campagna elettorale di Hilary, e Sara Lathman, capo dello staff della Clinton. Quest’ultima scrive: "HRC [Hillary Rodham Clinton] sarebbe il primo candidato nel 2016 e forse il primo candidato presidenziale di sempre a visitare un centro di salute PP". Cecile Richards, la CEO di Planned Parenthood, infatti aveva invitato la Clinton non ha tenere una relazione ad un convegno bensì a far visita in uno dei centri in cui si praticano aborti e si distribuiscono pillole abortive e contraccettive. L’incontro sarebbe poi saltato.

La visita avrebbe avuto un significato politico assai rilevante anche per un altro motivo. Il giorno dopo la Richards avrebbe testimoniato alla Commissione Vigilanza del Congresso in merito allo scandalo dei feti aborti e poi venduti. L’incontro con Hilary avrebbe quindi rappresentato una sponda notevole per Planned, una sorta di garanzia della candidata presidenziale in merito alle liceità della attività dell’organizzazione. Forse è proprio stato questo il motivo che ha causato la cancellazione della visita: vedere implicato il nome della Clinton in uno scandalo concernente la compravendita di feti abortiti avrebbe di certo nociuto alla sua immagine e quindi alla sua campagna elettorale.