• LA CONSULTA

La prostituzione è contro la libertà della persona

La motivazione dell'ultima sentenza della Corte Costituzionale sulla prostituzione è molto sana. "Vendere sesso" non è mai un atto pienamente volontario, ma determinata da fattori che limitano la libertà di autodeterminazione. Ma, come mostra il rapporto della fondazione Scelles sulla prostituzione in Europa, la situazione è allarmante

Prostituzione, controllo di polizia a Milano

Sono molto felice che a 12 anni dalla morte del carissimo amico e amatissimo padre (per me) don Oreste Benzi, si vada chiarificando sempre più la coscienza in Italia e nel mondo sulla piaga inumana, sulla schiavitù inacettabile, sullo schifo ingiustificabile della prostituzione. Grazie don Oreste, continua con i tuoi miracoli!

La scelta di "vendere sesso" è quasi sempre determinata da fattori che limitano e condizionano la libertà di autodeterminazione dell'individuo e questo vale in tutti i casi, oltre a quelli in cui il prostituirsi è forzato, cioè causato da schiavitù e moderna tratta di esseri umani. Questo il senso della motivazione della Sentenza n. 141, depositata il 7 giugno, con cui la Corte Costituzionale ha salvato, le norme della legge Merlin sul favoreggiamento della prostituzione. La Corte conferma che si vuole tutelare i diritti fondamentali delle persone vulnerabili e la dignità umana, che esistono pericoli insiti nella prostituzione, anche quando la scelta di prostituirsi appare inizialmente libera: pericoli connessi, all'ingresso in un circuito dal quale sarà difficile uscire volontariamente e ai rischi per l'integrità fisica e la salute cui ci si espone nel momento in cui ci si trova a contatto con il cliente.

Dunque il legislatore ha fatto bene a ravvisare nella prostituzione, anche volontaria, un'attività che degrada e svilisce la persona. La Corte Costituzionale ha osservato che l'articolo 2 della Costituzione, nel riconoscere e garantire i «diritti inviolabili dell'uomo», si pone in stretta connessione con il successivo articolo 3, secondo comma, che, al fine di rendere effettivi questi diritti, impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli economici e sociali al «pieno sviluppo della persona umana». I diritti di libertà - tra i quali indubbiamente rientra anche la libertà sessuale - sono, dunque, riconosciuti dalla Costituzione in relazione alla tutela e allo sviluppo del valore della persona, e di una persona inserita in relazioni sociali. La legge Merlin rispetta e riunisce questi. Bene, bravi, una grande Sentenza che riafferma con chiarezza i cardini fondamentali della dignità umana e dimostra come questi siano ancora cruciali in Italia, non così in altri paesi europei.

In questi stessi giorni la Fondazione Scelles ha pubblicato il Quinto Rapporto sul sistema della prostituzione nel mondo, un'analisi inquietante. Per 25 anni, la Fondazione Jean e Jeanne Scelles, combatte lo sfruttamento sessuale e il sistema di prostituzione. Questo impegno include azioni di prevenzione e sensibilizzazione, sostegno in Francia e all'estero, il monitoraggio e l'analisi dei fenomeni legati alla prostituzione.  La Fondazione Jean e Jeanne Scelles è membro fondatore della Coalition for the Abolition of prostitution, CAP lanciato nel 2013, che riunisce 28 Ong abolizioniste nel mondo. Il sistema di prostituzione è una violazione della dignità e dei diritti umani, una forma di violenza, sfruttamento dei più vulnerabili, un crimine organizzato globale e un traffico umano inaccettabile basato sulla tratta di esseri umani e la generazione di profitti considerevole. Nel Rapporto 2018, appena presentato si evidenzia un ciclo di violenza inaudito. Tra queste vittime della prostituzione e del sistema di schiavismo e tratta di esseri umani che sottende, c’è un numero crescente di minori e giovani adulti. Bambini canadesi o di strada in Brasile o in Sudafrica, "michon" a Parigi o vittime del turismo sessuale in Tailandia, la prostituzione di minori e giovani adulti è estremamente varia e difficile da capire. Se il fenomeno non è nuovo, si rinnova e si intensifica oggi in forme moderne, adattate alle nuove tecnologie. Ma i giovani non sono solo vittime di questo sfruttamento, alcuni sono diventati anche protettori e clienti. Fidanzati manipolatori o amanti che seducono le ragazze (spesso minorenni) e le costringono alla prostituzione in paesi come Germania, Paesi Bassi, Francia, Canada, Paesi balcanici.

“Il nostro mondo sta vivendo la più grande crisi migratoria dalla Seconda guerra mondiale e le persone che cercano di scappare corrono un rischio maggiore di sfruttamento perché i contrabbandieri, i soldati o le reti criminali sono lì per trarne profitto della loro vulnerabilità, nell’organizzare il viaggio, durante i viaggi, nei campi profughi o appena messi in libertà le reti criminali nigeriane, tra le più forti in questo settore, hanno notevolmente ampliato le loro attività”. Si è registrato come il progresso tecnologico sia ormai al servizio dello sfruttamento, internet e, più in generale, gli ultimi progressi tecnologici svolgono un ruolo centrale nello sviluppo di queste forme di sfruttamento. La prostituzione online è il settore in maggiore espansione: agenzie di accompagnamento, sezioni "per adulti" o siti di "massaggi" annunci online, proposte più o meno esplicite sui siti di incontri.

Le piattaforme comunitarie vengono deviate dalla loro destinazione per scopi di prostituzione: WhatsApp è utilizzato da sfruttatori per gestire le loro attività, Facebook e Tinder servono a identificare le potenziali vittime ... E, l'ultima innovazione in questo settore, l'esplosione del mercato di bambole e robot del sesso che, dietro l’immagine pittoresca, aprono la porta a tutte le derive demoniache: bambole del sesso con i volti dei bambini, mezzi corpi in silicone progettati per atti osceni e violenti, bordelli che offrono prostitute e robot sessuali. Quindi i progressi le tecnologie sono messe al servizio dello sfruttamento per rafforzare meglio i comportamenti di dominazione maschile e banalizzare l'acquisto di servizi sessuali! Il Report descrive l’horror della nostra società contemporanea, in particolare quella europea. Non a caso, nell’ultimo anno il traffico e consumo di cocaina nei paesi europei ha toccato il record storico e circa 96 milioni di europei tra i 15 e 64 anni ha usato droghe illegali nell’anno 2018. Tutto, ahimè, dimostra ancora una volta da dissoluzione di una società europea che non dà segni di voler ripartire dalle uniche certezze della sua tradizione giudaico cristiana, bensì le piccona ad ogni occasione.