• INTERVISTA AL SISMOLOGO BENEDETTINO

«La Provvidenza ha "invertito" le scosse»

«Le scosse di Ussita e Visso sono state un foreshock, un'anticipazione del sisma più potente di Norcia sul medesimo distretto sismico. Solo così si sono salvate vite, perché il terremoto di domenica è stato l'evento madre». Ne è convinto padre Martino Siciliani, benedettino, direttore dell'Osservatorio di Perugia. Che mette in guardia: «Energia accumulata impressionante, giusta l'allerta, il Signore ci ha risparmiato molte sofferenze». 

Sismologo e benedettino, per Padre Martino Siciliani questi sono giorni di prova. La Basilica di Norcia a lui tanto cara è crollata durante la scossa delle 7.40 di domenica, ma nel frattempo, il suo essere esperto di terremoti lo costringe a frenare l’emotività e a guardare i freddi numeri: gli unici che possano dare un qualche riferimento a quanto sta accadendo in Umbria e Marche in questi giorni.

Ieri Padre Martino, direttore dell’Osservatorio di sismologia Padre Bina di Perugia, è stato a Norcia per verificare uno scantinato, ma non lo hanno fatto entrare nella zona rossa. 

Padre Martino…uno scantinato? Perché?

Perché per eventi sismici di questo tipo gli scantinati in effetti sono quelli che rimangono integri. Volevo studiare perché. E’ importante saperlo, anche per logiche di protezione, ma non mi hanno fatto entrare perché Norcia ormai è tutta zona rossa.

Intanto intorno era tutto crollato. 

E’ stato un evento inaspettato e molto forte, in effetti. 

I sismologi come lei continuano a ripetere che sotto terra c’è un accumulo di energia impressionante…

E’ vero. 

Tale da provocare sismi così forti a ripetizione?

Sì, la quantità delle scosse cosiddette di assestamento sta diventando esasperante. In poche ore ce ne sono state oltre 20 sopra i 4 gradi ogni dieci minuti.

Lo chiedono tutti: ce ne saranno altre?

Può succedere di tutto, possono esserci repliche anche intense e anche dopo le 24 ore. In questi giorni bisogna essere molto prudenti in queste zone. 

Fino a dove?

Direi che Perugia e Foligno possono stare tranquille. 

E’ giusto evacuare le zone epicentrali?

Sì, è conveniente e vedo che la protezione civile si sta già attrezzando a farlo. Gli edifici sono troppo precari.

Che tipo di attività sismologica è questa?

Questo è uno dei terremoti più forti avvenuti in Umbria dall’anno mille. Anche il terremoto del 1703 a Norcia è stato meno intenso.

Potrebbero arrivare terremoti più forti, anche oltre il 7° grado? 

In linea di massima non è ipotizzabile nel senso che potrebbe essere questo il massimo che la crosta terrestre possa esprimere come restituzione di energia elastica, però sui terremoti non si può dire mai l’ultima parola.

Anche l’apertura della terra è impressionante…

Questa è meno inquietante di quanto si possa pensare. E’ normale che per terremoti così violenti ci siano delle spaccature che riguardano la superficie crostate, ma si tratta di spaccature poco profonde che riguardano la faglia, non la superficie sismo-tettonica, ne sono solo l’espressione superficiale.

Ha sentito i suoi confratelli di Norcia? 

Non ancora, sono molto impegnati in queste ore. Hanno dovuto abbandonare la loro struttura e ora sono al sicuro.

Come sismologo benedettino è molto partecipe?

Si, sto vivendo il tutto con una forma di depressione, l’aver visto un monastero per me molto amato che conosco da quando ero ragazzo e poi sapere i miei confratelli che venivano a studiare da noi a Perugia in così gravi difficoltà, mi fa stare male. Loro sono choccati com’è giusto che sia. Ma li conosco, so che aiuteranno concretamente, sono in 16 e sono giovani. Possiamo contare su di loro per la ricostruzione.

Che  riflessione le provoca il fatto che siano venute giù le chiese, ma non ci sia stata neanche una vittima?

E’ sicuramente un fatto provvidenziale di cui ringraziare. E’ un fatto misterioso a livello di fede, ma ha uno sviluppo scientifico.

Che cosa vuol dire?

Il Signore protegge il Creato, ma lo lascia esprimersi, l’evitare qualche danno dipende anche, ma non solo, dalla collaborazione dell’uomo col Creatore. Però qualche volta il Signore interviene per farci soffrire meno e invitarci a guardare a lui per il pericolo scampato. 

E lo sviluppo scientifico?

Ciò che è avvenuto domenica è provvidenziale, ma è il risultato di un’attività sismica iniziata con la prima scossa di Ussita. La prima scossa delle 19 e quella delle 21.18 non sono state altro che scosse anticipatrici del più grande evento di domenica. 

Quindi non sono state le prime e quella di domenica la terza?

No, sono state quelle che in gergo chiamiamo foreshock, cioè scosse anticipatrici di intensità molto forte, che però hanno portato alla scossa “madre” di domenica, dove nel frattempo la popolazione era stata per tempo avvertita del rischio. 

E’ per questo che non ci sono stati morti?

Sì, le due scosse del 26 ottobre hanno portato la popolazione ad allertarsi. E’ questa la provvidenzialità. 

In effetti i sismologi sostengono il contrario.

Anche io ero stato tratto in inganno. Dopo il secondo evento ho visto un’attività spasmodica di scosse, non solo di repliche, ma pensavo che fosse la restituzione di energia di quell’evento originario, in realtà era la preparazione di quest’ultimo evento.

Ma perché non ve ne siete accorti?

Perché non si riesce a distinguere le due cose, se si fosse trattato di un’altra faglia ce ne saremmo accorti invece il distretto sismico era lo stesso, pertanto era impossibile distinguere tra assestamento o avvisaglia. 

Siamo in grado di capire quanta energia ancora dovrà essere sprigionata? 

No, sappiamo soltanto che c’è un’intensissima attività sismica, la quale fa supporre che potrebbero esserci ancora altre scosse.