• IL LIBRO

Luisa Piccarreta, fare la Divina Volontà è il cielo in terra

«La volontà di Dio è il paradiso dell’anima sulla Terra», «è l’unica chiave per aprire ed accedere ai segreti ed ai tesori dell’Onnipotente». Così scriveva la mistica Luisa Piccarreta, costretta a letto per 70 anni. «Le anime che liberamente accettano la croce nelle sofferenze quotidiane hanno la forza nell’Eucarestia», spiegava nei suoi quaderni, divenuti lo spunto per un libro a cura di don Stanzione: 365 giorni con Luisa Piccarreta.

“Bisogna imparare a vivere solo il Volere di Dio per vivere la vita del cielo stando sulla terra”. Questa citazione, tratta dai quaderni di Luisa Piccarreta (1865-1947), costituisce la sintesi mirabile dell’esistenza terrena di questa grande mistica. Dai suoi scritti, nei quali la Serva di Dio raccoglie i dialoghi con il Divin Maestro e il contenuto delle sue visioni, don Marcello Stanzione, noto angelologo, ha tratto un libro intitolato 365 giorni con Luisa Piccarreta (Edizioni Segno, 2019), in cui presenta un pensiero al giorno sul cuore della fede cristiana, soprattutto sui temi dell’Eucarestia e dell’abbandono alla Volontà di Dio.

Tutto comincia “una sera durante la cena quando Luisa, avendo la visione di Cristo, si impietrisce, cioè cade in uno stato di completa incoscienza ed irrigidimento tanto da non potersi muovere e da sembrare improvvisamente morta”. Questo fenomeno le capiterà ancora molte volte perché ella sceglie di offrirsi al Signore come vittima d’espiazione per i peccati degli uomini.

Luisa Piccarreta diviene così “secretaria del divin voler”, nella consapevolezza che “l’anima tutta consumata nella divina Volontà disarma la giustizia di Dio che ritira la sua mano punitrice, perché quest’anima, vivendo la Sua Volontà, diviene parafulmine della Divina”. Tale è stata Luisa, che ha trascorso a letto 70 dei suoi 82 anni in obbedienza fiduciosa e amorosa al disegno del Padre.

Nata a Corato, in Puglia, il 23 aprile 1865, Luisa ha numerose visioni estatiche. Nel 1886, Gesù le chiede di immolarsi per liberare la sua città dal morbo del colera che si andava diffondendo. Ella è perciò costretta a letto tra dolori atroci ma, dopo soli tre giorni, il colera nel suo paese è debellato. Gesù le preannunzia quindi un matrimonio mistico. Come scrive lei: “L’anima che grida Ti amo nel Suo Volere, sente la nota dell’amore eterno di Dio, percepisce l’amore creato, nascosto nell’amore increato, e Dio si sentirà amato dalle creature con un amore eterno, infinito, immenso: col suo stesso amore”.

Con grande fervore Luisa asseconda il disegno d’amore dell’eterno Padre e, ammaestrata dal Figlio, diviene progressivamente sempre più consapevole che “le anime che vivono la Volontà di Dio sono il piede del missionario, la lingua dei predicatori, la forza dei deboli, la pazienza degli ammalati, il governo dei superiori, la docile obbedienza dei sudditi, la tolleranza di coloro che calunniano, fermezza nei pericoli; posseggono l’eroismo degli eroi, il coraggio dei martiri, la santità dei santi. Chi vive la Volontà di Dio viene a far parte di tutto il bene che è nei cieli e sulla terra. Chi vive la Volontà di Dio è ostia viva, anima piena di vita”.

In questo modo “l’anima che s’immerge nella Volontà di Dio concorre al bene di tutte le creature e diventa collaboratrice di Cristo nella salvezza di esse”. In effetti, “l’unica cosa che può farci rassomigliare al Creatore è il vivere la Sua Volontà, e la creatura, vivendo nella Volontà di Dio, realizza lo scopo della Sua creazione”. D’altra parte, se, come le rivelò Dio, la “vera Santità sta nel fare la mia Volontà e nel riordinare tutte le cose in Me”, allora “nella volontà di Dio è il riposo dell’anima, è il riposo di Dio nell’anima; la volontà di Dio è il paradiso dell’anima sulla Terra e il paradiso di Dio sulla Terra; la volontà di Dio è l’unica chiave per aprire ed accedere ai segreti ed ai tesori dell’Onnipotente”. Pertanto chi si sforza di compiere la volontà divina “può dire che vive pienamente la sua vita umana”.

Fare la volontà del Padre comporta anche imparare ad abbracciare la propria croce come il Figlio. A tal proposito Luisa Piccarreta scrive: “Le anime che liberamente accettano la croce nelle sofferenze quotidiane hanno la forza nell’Eucarestia. Queste anime sono bellissime davanti a Dio perché crescono continuamente nella bellezza del patire; gli occhi di Dio restano ammirati nel guardarle perché scorge in esse la sua stessa immagine”.

E, sempre relativamente al mistero ineffabile dell’Eucarestia, afferma che essa è “l’atto supremo d’amore di Cristo verso le creature, il centro di un’anima cristiana”, dal momento che “Gesù è nascosto nell’Ostia per dare vita a tutti; nel suo nascondimento abbraccia tutti i secoli e dà luce a tutti. Così noi, nascondendoci in Lui, con le nostre preghiere e riparazioni daremo luce e vita a tutti, e anche agli stessi eretici e infedeli perché Gesù non esclude nessuno”.

Una lettura dunque agevole, quella del libro a cura di don Stanzione, e nel contempo profondamente utile alla propria anima, fornendo un pensiero spirituale al giorno che può essere un sicuro aiuto a respingere le insidie del diavolo e crescere nella propria vita cristiana.