• VATILEAKS 2

Ma quale complotto, questo è business

Non è molto chiaro chi trama contro chi. Per raccontare Vatileaks 2 la narrazione del complotto ha molti estimatori, ma non è proprio calzante. Molto più facile credere a una triste operazione messa in piedi da affaristi, maneggioni e giornalisti interessati.

Francesca Chaouqui

Non è molto chiaro chi trama contro chi. Per raccontare Vatileaks 2 la narrazione del complotto ha molti estimatori, ma non è proprio calzante.

Giornali e TV, salvo poche eccezioni, si sono orientati decisamente sull'ermeneutica della "vecchia guardia" che resiste alle riforme del Papa venuto dalla fine del mondo. Tuttavia, leggendo i due libri appena pubblicati, Papa Francesco ne emerge come un grande moralizzatore per una corte indegna. Se c'è dietro la fantomatica “vecchia guardia” impegnata a screditare il Papa, non brilla certo per acume.

Qualcuno fa esercizio di “ermeneutica cospirativa” e mette insieme Vatileaks 2 con il coming-out dell'ex mons. Charamsa, la lettera dei 13 cardinali al sinodo, Vatileaks 1, e magari anche la presunta malattia del Papa. E' perfino banale dire che si tratta di cose molto diverse tra loro. 

I due “corvi” indagati, in attesa di capire se lo sono veramente, non sembrano essere pedine di chissà quale disegno, mentre sono stati certamente funzionali alla fortuna dei due libri pubblicati. Nuzzi e Fittipaldi, i due giornalisti che hanno date alle stampe “Via Crucis” (Chiarelettere) e “Avarizia” (Feltrinelli), hanno fiutato il business, e più che preoccupati di “aiutare il Papa” sembrano interessati a rimestare nel torbido, su faccende che riguardano il vil denaro. Perchè, si sa, quando ci sono di mezzo i soldi e la Chiesa si vende alla grande.

Il contenuto dei libri, in gran parte, non rivela particolari novità, semmai mette nero su bianco cose di cui si parla da tempo: Nuzzi ci parla degli appartamenti lussuosi di alcuni cardinali (confrontandoli con i 50 m dell'alloggio del Papa a Santa Marta), mentre Fittipaldi racconta delle vicende della tabaccheria e del benzinaio del Vaticano. Altri scoop “imperdibili” riguardano i viaggi in business class e il sottolavello del cardinale Pell, oppure i costi esagerati della “fabbrica dei santi”. Non poteva mancare un volo in elicottero da 23mila euro e le berline lussuose contro l'utilitaria del Papa. Poi ci sono anche altre questioni come i costi dell'Osservatore romano, 5 milioni di euro all'anno, e Radio Vaticana che ne perde 26 di milioni di euro (niente di nuovo). La ristrutturazione dell'appartamento del cardinale Bertone con i fondi del Bambin Gesù è un must di sicuro effetto, ma non proprio una news di primo pelo.

Per carità, si tratta di questioni su cui fare chiarezza, ma papa Francesco ha ricevuto mandato dal conclave proprio per tentare di mettere ordine. E le carte trafugate non fanno altro che confermare come in Vaticano si stia lavorando sul pezzo. Padre Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa vaticana, ha detto che quelle che hanno utilizzato i due giornalisti sono informazioni “in gran parte legate a una fase del lavoro ormai superata, senza la necessaria possibilità di approfondimento e valutazione obiettiva, si raggiunge invece il risultato, purtroppo in buona parte voluto, di creare l’impressione contraria, di un regno permanente della confusione.”

La determinazione del Papa, e il suo metodo inusuale di riformare la Chiesa, probabilmente gli hanno fatto fare qualche passo falso, uno probabilmente riguarda proprio alcune nomine, come ad esempio nel caso delle due persone indagate per Vatileaks 2. C'è stata anche una certa fretta nell'accentrare e semplificare con la nuova Segreteria per l'Economia (e non a caso il cardinale Pell è uno dei bersagli preferiti dalla gole profonde), dimenticando che occorre armonizzare una realtà complessa che vede attori come l'Apsa, la Segreteria di Stato e lo Ior.

Le chiacchiere sui soldi in Vaticano sono storia vecchia, e molti non vogliono semplicemente una “Chiesa povera per i poveri”, ma una Chiesa in rovina. In questo senso i libri in uscita non consegnano chissà quali novità, ma di certo sollazzano gli amanti del genere. E' difficile pensare a ipotetici mandanti e complotti, molto più facile credere a una triste operazione messa in piedi da affaristi, maneggioni e giornalisti interessati.

Più che aiutare il Papa, qui è stato sollevato l'ennesimo polverone. Per il resto tradimenti e scandali hanno una lunga storia nella Chiesa, cominciarono circa 2000 anni fa per opera di un certo Giuda...