• INTERVISTA A MARIA GIOVANNA MAGLIE

"Parola di donna: elite in ritirata, famiglia il futuro"

Nel corso della prima giornata del XIII Congresso Mondiale per le Famiglie l'intervento più applaudito è il suo. Maria Giovanna Maglie, da donna, emancipata e senza concessioni confessionali rivendica: "Il futuro appartiene alla famiglia naturale che deve avere la precedenza, questa elite dittatoriale è ormai in ritirata e avvelena i pozzi con le menzogne che abbiamo sentito e la complicità del Partito Unico Mediatico". L'aborto? "Abbiamo fatto la battaglia, ma credevamo che un giorno sarebbe scomparso. Oggi è un nuovo culto per il controllo delle nascite". La donna? "L'emancipazione è anche scegliere liberamente di restare a casa ad accudire la propria famiglia".
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L’intervento più applaudito della giornata è stato il suo: perché non è cattolica, non è un uomo maschilista e non è oscurantista quanto basta per ottenere il disprezzo del sistema mediatico. Ma Maria Giovanna Maglie appartiene a quella categoria di teste pensanti che è in grado di fiutare lontano un miglio il veleno del politicamente corretto. E decidendo di venire a Verona al XIII World Congress of Families una scelta di campo l’ha fatta: stare dalla parte della ragione, prima di tutto. Perché dove c’è famiglia naturale c’è soprattutto un progetto di vita razionale e che ha come sinonimo il bene comune.

È così Maria Giovanna Maglie? Perché per difendere questi cattolici, oscurantisti, medievali e maschilisti ci voleva una donna emancipata e non confessionale come lei?
Perché bisogna combattere la nuova dittatura del politicamente corretto progressista di cui ho una grande paura. L’ho vista crescere negli Stati Uniti che hanno eletto Trump proprio per reagire a questa epidemia che non si ferma. E non si ferma nel mondo anglosassone, nell’Ue e nemmeno in Italia dove a un sentimento popolare forte si contrappone un’elite che non ne vuole sapere di andare a casa e rinnovarsi. Tutte le volte che è possibile, è necessario dare testimonianza della battaglia contro il pregiudizio e la dittatura del politically correct.

Il World Congress of Families c’è dal 1997, eppure soltanto qui in Italia ha conosciuto questa opposizione ideologica. Perché?
Perché in questo Paese si contrappongono un'elite e una maggioranza popolare che vuole cose diverse da questa elite, che ha già perso, è rabbiosa e resiste solo perché detiene alcune leve di potere che sono soprattutto mediatiche. Così si innervosiscono ed eventi come questo parlano chiaro, riportano i valori della tradizione e – attenzione – non tolgono niente a nessuno, ma aggiungono.

Che cosa?
Nessuno di questo Congresso vuole togliere a me il diritto di non aver avuto figli o di non essermi mai sposata o di vivere con un uomo more uxorio e io non voglio togliere nulla a loro. È questa la differenza tra il pregiudizio e la libertà.

Ma la famiglia…?
Nella nostra Costituzione c’è una famiglia naturale composta da uomo e donna e deve avere la prevalenza, tutte le altre si aggiungono, non è il contrario. Non è che si è omofobici o omocentrici, si è tolleranti, ma al centro resta l’altra forma di famiglia.

Eppure, scalpitano parecchio, devono tenerci parecchio…
Questo non è un dibattito da quattro soldi, è potere vero che decide sul serio sulla gente, ecco perché la lotta è furibonda.

E non è neanche solo un dibattito confessionale a quanto pare.
No, investe la politica, ecco perché tanto nervosismo. Siamo di fronte a un’elite che ha affermato alcuni strumenti di dittatura progressista di una minoranza al comando e la maggioranza non ne vuole sapere di questa dittatura.

Durante il suo intervento ha definito l’aborto e l’omosessualismo nuovi culti.
Per forza, questa elite ritiene di dover comandare attraverso l’imposizione di modelli alternativi come se fossero i modelli vincenti. Per questo bisogna opporsi.

Dunque, l’aborto è un nuovo culto o è un dramma terribile?
Io appartengo alla generazione che ha fatto la battaglia per l’aborto perché avevo vent’anni a quell’epoca. Ritengo la legge italiana equilibrata, ma quando noi abbiamo fatto quella battaglia pensavamo che nel giro di 20 anni sarebbe finita. Che non ci sarebbe stato più bisogno dell’aborto, che nel frattempo gli strumenti di prevenzione delle nascite non volute avrebbe eliminato di fatto l’aborto, grazie all’evolversi della società dal punto di vista economico, dell’assistenza e dell’aiuto alle donne che partorivano che volevano un figlio. Invece...

Invece?
Invece questo è controllo delle nascite ed è orribile.

Ma un sacco di donne ancora oggi rivendica…
Io potrei essere anche d’accordo che questa debba essere una scelta prevalentemente della donna, ma questo non può diventare una rivendicazione orgogliosa. Grazie, no, come fanno certe femministe americane pro choice a rivendicare?

Che cosa rivendica allora?
Da donna rivendico il diritto a fare il mio percorso lavorativo e di vita in maniera paritaria ma non antitetica al mondo maschile, ma anche, se lo ritengo opportuno, di non farlo quel percorso. È questa la vera emancipazione, non può esserci un obbligo, l’emancipazione femminile non deve passare necessariamente attraverso il lavoro e la concorrenza, ma passa attraverso la libertà di scelta, il non essere costrette a stare a casa.

Sta dicendo che una donna, se rimane a casa a prendersi cura della casa, del marito e a seguire i figli nell’educazione è ugualmente emancipata?
Assolutamente sì. È emancipata purché tutto questo lo scelga liberamente.

Oggi verranno da tutt’Italia a contromanifestare. Ci saranno anche donne convinte che qui a Verona si voglia chiudere la donna in casa. Com’è possibile che delle donne arrivino a credere che parlare di famiglia significhi chiudere la donna dentro casa?
Potrei rispondere che è la prova che l’emancipazione delle donne è ancora lontana. Le donne sono ancora le peggiori vittime e nemiche di se stesse, si fanno turlupinare e plagiare da un linguaggio che non è un linguaggio che nasce da loro, ma nasce da un’elite padrona

Come giudica da esperta degli Usa il fatto che Donald Trump stia riuscendo a portare avanti politiche pro life di un certo spessore, mentre politici come Salvini e Giorgia Meloni sono ancora ancorati a un certo tipo di timore laicista che li tiene sotto controllo?
Trump ha un potere vero che nessun leader italiano avrà mai. Quello che di positivo e salvifico sta facendo è togliere i soldi a queste cliniche di pianificazione famigliare che quando tu vai da loro perché incinta e magari chiedi anche solo un consiglio, ti suggeriscono di abortire anche al V o VI mese. Allora, se permetti io i soldi per fare questo non te li do. Questa è una grande risposta al periodo di grande lassismo morale che si è respirato con Obama.

E in Italia…?
In Italia il potere di Salvini è inferiore, ma attenzione: la Lega è sopra il 30%, la gente segue Salvini e a opporsi è ormai quello che io chiamo il PUM, il partito unico dei media. Che continua a raccontare un'altra realtà.

A proposito di Media, quante notizie non vere abbiamo sentito?
Sto cercando disperatamente qualcuno che vuole la pena di morte per gli omosessuali, ma non riesco a trovarlo. Se non è una fake news questa… Ma anche questo fa parte della ritirata.

Quale ritirata?
La ritirata di queste elite che stanno facendo come i russi con Napoleone: bruciano i campi e avvelenano i pozzi.

Come vede il ruolo di alcune gerarchie ecclesiastiche in questa ritirata? 
Il merito non è di una buona parte di questa Chiesa che a partire da parroci che vivono di Famiglia cristiana per continuare con vescovi che si nutrono degli editoriali di Avvenire per finire con certe dichiarazioni estemporanee di Papa Francesco sembrano inseguire il mito di una Chiesa orientale e filo islam, che insegue tutti i lassismi per cercare di non perdere consensi.

E i cattolici come li vede?
Credo che soffrano di questo, ma per fortuna in questi ultimi anni c’è stata una grande rivolta contro la globalizzazione selvaggia, contro l’aver lasciato tutto in mano ai mercati, contro l’immigrazionismo come soluzione dei problemi. Hanno esagerato e infatti l'elite è in ritirata. Così la reazione sarà salvifica e forte. E - attenzione - siamo soltanto all’inizio.