• IL LIBRO

Pietro Sambi, il Nunzio delle periferie del mondo

Monsignor Pietro Sambi (1938-2011), "sacerdote per vocazione e diplomatico per obbedienza" rappresentò la Chiesa in tutte le terre di frontiera dal Ruanda del genocidio alla Cuba castrista. La sua vita nel libro di Valerio Lessi, Pietro Sambi Nunzio di Dio.

Presentazione del libro

«Un grande Pastore della Chiesa e un grande Missionario del Vangelo di Cristo». Così il cardinale Angelo Sodano, già Segretario di Stato e Decano del Collegio cardinalizio, definisce monsignor Pietro Sambi (Sogliano al Rubicone 1938 – Baltimora 2011), arcivescovo e nunzio apostolico. Il giudizio è contenuto nel contributo inviato per il libro di Valerio Lessi, Pietro Sambi Nunzio di Dio, edito da Cantagalli.

Anche l’attuale Segretario di Stato, mons. Pietro Parolin, ha voluto testimoniare «la dedizione e la gioia con cui l’arcivescovo Sambi ha servito la Chiesa». Lo ha fatto con un messaggio inviato alla presentazione del libro svoltosi a Roma nella Sala Marconi della Radio Vaticana. Monsignor Parolin ha voluto sottolineare i grandi ideali che caratterizzarono l’ esistenza di Sambi: «anzitutto un profondo amore a Cristo e alla Chiesa, a cui non mancò di unire sempre un autentico spirito di serenità di fronte alle impegnative vicende della comunità ecclesiale e dei popoli». Secondo il Segretario di Stato, Sambi rappresenta «un esempio di fedeltà agli ideali che devono animare ogni sacerdote e ogni pastore nell’esercizio della propria missione».

Bastano questi due autorevoli giudizi per comprendere perché la diocesi di San Marino Montefeltro e la Fondazione internazionale Giovanni Paolo II (in quel momento rappresentate entrambe da mons. Luigi Negri) abbiano incaricato il giornalista riminese di scrivere la biografia del nunzio apostolico. Ma è anche la lettura del libro a restituire pienamente la statura umana, spirituale, culturale e diplomatica di un ecclesiastico che, se la morte non lo avesse colto inaspettatamente, lo troveremmo oggi membro del collegio cardinalizio e responsabile degli affari economici della Santa Sede.

Valerio Lessi (autore, fra le altre, delle biografie di don Oreste Benzi e di Enrico Bartoletti, segretario della Cei negli anni Settanta) ripercorre tutto l’itinerario percorso da Sambi, partendo dalle umili origini di una famiglia contadina di Sogliano, proseguendo con la formazione ricevuta in seminario e gli studi teologici e giuridici, fino ad approdare ai primi incarichi diplomatici quale segretario di nunziatura (Camerun, Gerusalemme, Cuba, Nicaragua, Algeria, Belgio, India). Quattro ampi capitoli sono invece dedicati alla sua attività nelle quattro sedi dove è stato nunzio dopo che Giovanni Paolo II l’ha eletto alla dignità arcivescovile: Burundi, Indonesia, Gerusalemme e Stati Uniti. Lessi ha basato la sua ricostruzione attraverso numerose interviste con quanti hanno visto e conosciuto monsignor Sambi in azione, ed attingendo anche alle interviste e alle dichiarazioni pubbliche del diplomatico romagnolo. «Ovunque sia stato – ha detto l’autore nel corso della presentazione romana del libro – monsignor Sambi ha lasciato il segno. A colpire gli interlocutori era la sua genuina umanità romagnola esaltata e valorizzata dalla profonda fede; l’intelligenza nel capire e immergersi in situazioni difficili; la sua capacità di entrare in rapporto con tutti, umili e potenti; il coraggio della testimonianza e la volontà di difendere la libertà della Chiesa e la pace tra i popoli».

Le qualità di Sambi (che amava definirsi «sacerdote per vocazione, storico di formazione, diplomatico per obbedienza») sono confermate anche dai luoghi, sempre “caldi” e di frontiera, ai quali è stato destinato dalla Santa Sede. Nella sua biografia troviamo la Cuba di Fidel Castro (con il leader maximo chiacchierate notturne e piatti di spaghetti), il Nicaragua sconvolto dalla rivoluzione sandinista, il Burundi tormentato dagli scontri tribali fra hutu e tutsi dove a trent’anni di distanza la sua opera di riconciliazione è ancora ricordata con profondo affetto e gratitudine.

Altrettanto complicata è stata la missione in Indonesia, paese a maggioranza musulmana, dove monsignor Sambi ha dovuto far fronte alla crisi di Timor Est. Quando nel 1988 torna in Terra Santa, si distingue per la perfetta organizzazione del viaggio di Giovanni Paolo II in occasione del Grande Giubileo del 2000 e per aver contribuito a risolvere la crisi dell’assedio alla Basilica della Natività durante la Seconda Intifada. A Gerusalemme mostra anche le sua qualità di pastore: una delle attività che preferisce è incontrare i pellegrini italiani e spiegare loro il senso del pellegrinaggio nei luoghi santi. Lui stesso amava raccontare di aver riscoperto la figura di Gesù Cristo, uomo vivo e non un pensiero o un ideale astratto, durante il suo primo soggiorno a Gerusalemme.

Attività diplomatica e testimonianza di fede si richiamano e si intrecciano in monsignor Sambi. Accade anche quando Benedetto XVI lo nomina nunzio negli Stati Uniti. È il momento in cui esplode lo scandalo degli abusi sessuali del clero che profonde ferite ha provocato nella Chiesa e nella società americana. Il libro riporta i giudizi lucidi del prelato romagnolo, chiamato anche ad organizzare (con successo) un difficile viaggio del pontefice. Il volume ricorda anche che con le sue indicazioni contribuisce ad un profondo rinnovamento dell’episcopato americano. Gli americani, documenta il libro di Lessi, lo hanno ribattezzato Super-Nuncio, sia per la sua instancabile attività sia per la sua esuberante umanità.

Sugli Stati Uniti il libro riferisce un episodio ignoto in Italia: monsignor Sambi che ha l’idea di un film documentario che poi ottiene anche la nomination agli Oscar. God is the bigger Elvis (questo il titolo) racconta la storia di Dolores Hart, monaca di clausura, che negli anni Sessanta era attrice di successo ed era stata protagonista di almeno due film insieme a Elvis Presley.