• Storia

Quando i giacobini irridevano le "nozze" gay

All’indomani della Rivoluzione francese, nel 1792 il Parlamento sta per approvare il matrimonio civile. Sino ad allora infatti l’unico matrimonio con valore civile era quello canonico.

Il deputato giacobino Joseph Lequinio vuole che nel testo di legge si faccia una precisazione: “Il matrimonio è un contratto civile per vivere insieme fra due persone di sesso differente”. Gli Atti della Convenzione registrano una “valanga di risate, ironie e insulti”. Il deputato Mathurin Louis Étienne Sédillez sbottò: “Il cittadino ci prende per scemi? Tutti sappiamo cosa è il matrimonio!”.

Gli odierni paladini del credo LGBT trovano i loro ascendenti culturali nei rivoluzionari francesi. Ma anche costoro pensavano che è da scemi credere che il matrimonio possa essere contratto da due persone dello stesso sesso.