a cura di Benedetta Frigerio
  • Indonesia

Surabaya, tre chiese attaccate dall’Isis

Nel giorno dell’Ascensione, domenica 13 maggio, tre chiese sono state colpite da attacchi dinamitardi suicidi a Surabaya, capoluogo della provincia di East Java, in Indonesia. Il primo, contro la chiesa di Santa Maria Immacolata, si è verificato alle 7.30 mentre i fedeli stavano entrando per la messa. Pochi minuti dopo è toccato a un edificio della Chiesa cristiana d’Indonesia e alla chiesa pentecostale di Jalan Arjuna. Un quarto attacco, alla cattedrale del Sacro Cuore di Gesù, è stato sventato dalla polizia che ha fermato un altro attentatore in tempo. Il bilancio provvisorio  delle vittime è di 13 morti e 45 feriti. Sembra che i responsabili degli attacchi siano tutti componenti di un’unica famiglia, membri del gruppo terrorista Jamaah Ansharut Daulah. Lo ha detto il capo della polizia, generale Tito Karnavian. Dai primi accertamenti pare certo che sia stato il padre ad attaccare la chiesa pentecostale con una autobomba dopo aver portato la moglie e due figlie, due bambine di nove e 12 anni, davanti all’edificio della Chiesa cristiana d'Indonesia dove dei testimoni sostengono di aver visto la madre mettere una bomba addosso a una delle bambine. Altri due figli, di 16 e 18 anni, hanno raggiunto la chiesa di Santa Maria Immacolata in motocicletta e lì si sono fatti esplodere. Il Jamaah Ansharut Daulah è alleato dell’Isis che ha rivendicato tutti e tre gli attentati con un comunicato comparso sul sito di Amaq News. L’arcivescovo di Pontianak, monsignor Augustinus Agus, ha chiesto un intervento urgente del governo che garantisca la sicurezza a tutta la popolazione. Al suo appello si è unito il Nahdlatul Ulama, la più grossa organizzazione musulmana.