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Unioni gay, la trappola di Renzi per i cattolici

Unioni gay

Si accantona (almeno per il momento) il disegno di legge Scalfarotto sull'omofobia, e si passa subito alla legge sulle unioni gay che, come dicevamo ieri, nella sostanza è un vero e proprio matrimonio. È questa la strategia scelta dal presidente del Consiglio Renzi, che prende tutti in contropiede e cerca di guadagnare consensi anche tra i cattolici introducendo il quoziente familiare e non toccando alla Chiesa l'otto per mille a cui una parte della sinistra vorrebbe subito dare l'assalto. Un'abile strategia comunicativa, che richiede una risposta ferma.

- RENZI E LA PILLOLA DI MARY POPPINS

  di Massimo Introvigne
L'obiettivo è chiaramente quello di arrivare in fretta a riconoscere le unioni gay, e per questo Renzi sceglie un'abile strategia comunicativa, sul modello britannico. Il disegno di legge sull'omofobia a troppi suonava come liberticida, ecco allora puntare al riconoscimento delle unioni civili in nome della libertà e dell'allargamento dei diritti.

- UNIONI GAY, CAMBIA LA STRATEGIA NON L'OBIETTIVO
  di Alfredo Mantovano
Quello di Renzi è un semplice cambio di strategia: tenere fermo il contestato disegno di legge sull'omofobia e fare approvare già a settembre il progetto di legge sulle unioni gay. La risposta può venire solo dal di fuori del Palazzo.