• CANDIDATI RITIRATI

    Prima delle elezioni, la grande fuga dalla politica

    Di Battista, Pisapia, adesso Alfano: tanti big che ritirano le loro candidature. O le spostano in altri collegi, come la Boschi che non vuole presentarsi in Toscana per paura di perdere. Le cause dei ritiri sono diverse, ma lo scenario in cui avvengono è abbastanza chiaro: un pantano in cui chi è fuori si salva.

    • CASO ETRURIA

    Partono le querele, il "trucchetto" della Boschi

    Dopo la notizia che il padre del Sottosegretario è indagato per lo scandalo Etruria, la Boschi denuncia l'ex Corsera De Bortoli. Per dimostrare la verità, dice lei. In realtà non farà una causa penale, ma civile, che soppeserà gli eventuali danni morali subiti. E non indagherà sulla realtà dei fatti. 

    • ROMA

    L'ideologia 5 Stelle scarica sulle famiglie l'immigrazione

    Annuncio folle della giunta capitolina: 1000 euro al mese alle famiglie che ospitano un richiedente asilo. Si spera così di spalmare su più quartieri la quota degli immigrati. Una misura ideologica, che alimenta il business sulla pelle dei migranti. 

    • COME SI FORMA IL CONSENSO

    Fake news, anche i media vengono manipolati

    La polemica sulle fake news è strumentale perché il problema è anche dei media tradizionali. Oggi si può appurare con facilità la veridicità di una notizia in Rete, piuttosto che quella di una informazione diffusa dai canali tradizionali.

    • CAMPAGNE ELETTORALI

    Per il voto, Renzi punta ai giovani e Silvio ai vecchi.

    In vista delle prossime elezioni, che forse si terranno il 4 marzo, Matteo Renzi corteggia i giovani e Silvio Berlusconi gli anziani. Una spartizione per fasce d'età che forse è concordata in vista di (sempre negate) larghe intese contro il Movimento 5 Stelle. In mezzo, gli alfaniani sono spaccati e arrancano.

    • STRASBURGO

    Berlusconi incandidabile ma indispensabile

    La Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo ha rinviato la sua decisione sull'incandidabilità di Berlusconi. La sentenza arriverà certamente dopo le elezioni. Dunque Berlusconi sarà ancora incandidabile. Proprio quando inizia ad essere considerato "indispensabile" non solo dal centrodestra, ma anche dai suoi nemici storici.

    • UN FILM GIA' VISTO

    Berlusconi contro Prodi, gerontocrati a confronto

    Le elezioni del 2018 sono un film già visto, quello degli anni Novanta. Anche se incandidabile, è sempre Berlusconi che dirige il centrodestra da dietro le quinte. Analogo ruolo lo svolge anche Romano Prodi nel centrosinistra.

    • IMMIGRAZIONE

    Dallo scoop Cnn all'Onu: chi vuol riaprire la rotta libica

    Uno scoop della CNN e un intervento di condanna dell'Onu, svelerebbe il trattamento disumano subito dagli emigranti nei campi in Libia. E' un problema di vecchia data nel paese nordafricano, ma adesso la colpa viene attribuita agli accordi fra Roma e Tripoli per chiudere la rotta libica. Qualcuno ha interesse a riaprirla.

    • CAMPAGNA ELETTORALE

    La sinistra che prende ordini da Emma Bonino

    Emma Bonino non ha un partito alle spalle, in pratica rappresenta solo se stessa. Eppure è in grado di dettare le sue condizioni al centrosinistra di Renzi, forte delle sue relazioni internazionali. Come faranno moderati e cattolici a farsi dettare l'agenda Bonino su scuola, vita, famiglia, immigrati? Lo faranno, per colpa del sistema elettorale.

    • ALFANO E DINTORNI

    Il Centro si spacca, dopo la batosta siciliana

    Alternativa Popolare è ormai un simulacro di partito, con politici temporaneamente sotto le stesse insegne, ma pronti a prendere direzioni diverse. Le esperienze di governo di questa legislatura hanno dimostrato l’irrilevanza delle idee cattoliche. Rimane il pragmatico e cinico calcolo elettorale e ognuno andrà con chi offre di più.

    • IMMIGRAZIONE

    Il gioco ambiguo del governo con le Ong del mare

    L'ultima tragedia degli emigranti: rimpallo di responsabilità. Secondo la denuncia della Guardia Costiera libica, è stato l'arrivo di una nave della Sea Watch ad aver provocato uno scompiglio letale. Ma la Sea Watch risponde: "ci hanno chiamato gli italiani". A che gioco sta giocando Roma?

    • VIA ALLA TRATTATIVA

    Il referendum pesa, il treno dell'autonomia è partito

    Referendum sull’autonomia: chi lo riteneva solo propaganda dovrà ricredersi. Lombardia ed Emilia Romagna (il Veneto attende l'assemblea) iniziano le trattative con lo Stato. Ma è merito di Maroni e Zaia e dei 5 milioni di votanti, non del presidente emiliano.