San Matteo

    Prima pubblicano, poi apostolo ed evangelista, infine santo. Matteo, che Luca e Marco chiamano anche Levi, descrive così la radicale svolta della sua vita: «Andando via di là, Gesù vide un uomo seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì» (Mt 9, 9).

    Santi martiri coreani

    «Non trovando alcun mezzo per far cambiare idea ai cristiani, bisogna assolutamente farli morire per distruggere il germe della loro follia». Così recitava l’editto del re Sunjo nel 1802, che ratificava le persecuzioni già in atto dalla fine del XVIII secolo.

    San Gennaro

    «San Genna’, jesce e facci grazia!». L’invocazione che i fedeli ripetono da secoli a Napoli, la città dove furono traslate le spoglie di san Gennaro (c. 272-305) dopo il suo glorioso martirio, è legata al noto fenomeno della liquefazione del sangue contenuto in due antichissime ampolle...

    san Giuseppe da Copertino

    Che il dono della scienza infusa esista lo si può accertare leggendo di san Giuseppe da Copertino (1603-1663), che pure si definiva fratel Asino. Non era falsa modestia, perché “asino” era cresciuto per davvero. Da bambino abbandonò presto la scuola per una malattia che lo costrinse a letto per cinque anni, da cui guarì dopo essere stato unto con l’olio in un vicino santuario.

    san Roberto Bellarmino

    Autore di opere ascetiche, pastorali e teologiche che gli sono valse il titolo di dottore della Chiesa, san Roberto Bellarmino (1542-1621) fu uno degli uomini più eruditi del suo tempo, strenuo difensore dell’ortodossia cattolica dopo le divisioni causate dalla Riforma protestante.

    santi martiri Cornelio e Cipriano

    La Chiesa ricorda nello stesso giorno i santi martiri Cornelio (c. 180-253) e Cipriano (210-258), le cui vite si intrecciarono in un periodo critico per la cristianità. All’epoca delle persecuzioni di Decio, che portarono al martirio di papa Fabiano (†250) e di altri cristiani, era infatti sorta la questione dei lapsi (letteralmente «scivolati», dal latino lapsus), ossia di coloro che in vario modo avevano rinnegato Cristo.

    Beata Vergine Maria Addolorata

    Riassunta mirabilmente nello Stabat Mater del beato Jacopone da Todi, la devozione all’Addolorata ebbe un particolare impulso nel Basso Medioevo anche grazie alla costituzione nel 1233 dell’ordine dei Servi di Maria.

    Esaltazione della Santa Croce

    La data di questa festa trae le sue origini dalla dedicazione e inaugurazione, tra il 13 e il 14 settembre 335, delle due chiese del Martyrion e dell’Anastasis (Risurrezione), che componevano la basilica costantiniana del Santo Sepolcro, eretta sul Calvario su impulso di sant’Elena.

    san Giovanni Crisostomo

    «Il Sangue di Cristo rinnova in noi l’immagine del nostro Re, produce una bellezza indicibile e non permette che sia distrutta la nobiltà delle nostre anime, ma di continuo la irriga e la nutre». Così parlava del mistero eucaristico san Giovanni Crisostomo (c. 347-407) uno dei grandi Padri di lingua greca a essere stato proclamato dottore della Chiesa da san Pio V nel 1568

    Santissimo Nome di Maria

    Illuminatrice, prima pioggia stagionale, signora, goccia o stella del mare. E ancora mare amaro (in riferimento ai dolori sopportati per la corredenzione dell’umanità, al servizio e unita all’opera del divin Figlio), amata da Dio oppure colei che ama Dio. Sono solo alcune delle decine e decine di interpretazioni - basate sull’origine ebraica, egiziana o siriaca del nome e sulla sua forma semplice o composta - che sono state date nel tempo al Santissimo Nome di Maria.

    Santi Proto e Giacinto

    I fratelli Proto e Giacinto subirono il martirio presumibilmente nel corso delle persecuzioni di Valeriano (257-260) o al più tardi nella Grande persecuzione di Diocleziano (303-305), venendo poi onorati da una delle celebri iscrizioni latine di san Damaso (304-384), che ne fece dissotterrare i sepolcri. Riguardo ai fatti della loro vita, una Passio piuttosto tardiva riferisce che erano due eunuchi schiavi di Eugenia, figlia di un nobile romano, divenuto prefetto ad Alessandria d’Egitto.

    San Nicola da Tolentino

    Famoso per i suoi doni da taumaturgo e particolarmente invocato per la liberazione delle anime del Purgatorio, san Nicola da Tolentino (1245-1305) nacque a Castel Sant’Angelo in Pontano, un piccolo comune delle Marche, da due devoti cristiani.