San Camillo de Lellis

    Patrono universale degli infermieri, dei malati e degli ospedali (con san Giovanni di Dio), san Camillo de Lellis ebbe una giovinezza turbolenta. Poi si convertì e fondò i Ministri degli Infermi. Ottenne di poter cucire sull’abito nero - all’altezza del petto - una croce di panno rosso, simbolo del Sangue redentore versato da Gesù. Il quale una volta, nel bel mezzo delle tribolazioni, gli disse: «Che temi? L’opera che hai iniziato è Mia, non tua»

    Sant’Enrico II

    Imperatore del Sacro Romano Impero e re d’Italia, sant’Enrico II (c. 973-1024) fu un grande attore politico del suo tempo e insieme alla moglie, santa Cunegonda (c. 978-1039), promosse l’edificazione di chiese e monasteri e contribuì al rinnovamento della Chiesa

    Santi Nabore e Felice

    I santi Nabore e Felice (†303) furono due soldati berberi che abbracciarono la fede cristiana dopo l’arrivo in Italia e subirono il martirio sotto Diocleziano. Sant’Ambrogio (340-397) ne esaltò le virtù nell’inno "Victor, Nabor, Felix pii" dedicato pure a san Vittore, loro compagno d’armi

    San Benedetto da Norcia

    La ricerca di Dio come primo fine dell’uomo e i monasteri benedettini sorti in ogni angolo del Vecchio Continente testimoniano la grandezza dell’opera di san Benedetto (480-547), patrono d'Europa, che con la sua vita ha al tempo stesso glorificato il Creatore e dato un fondamentale contributo alla formazione della civiltà europea

    Sante Rufina e Seconda

    Erano due sorelle e promesse spose, che misero Dio al primo posto e subirono il martirio durante le persecuzioni di Valeriano. Il luogo del martirio, un bosco chiamato Silva Nigra, venne poi ribattezzato dai fedeli Silva Candida, per la devozione e i miracoli attribuiti all’intercessione di Rufina, Seconda e di altri martiri

    Santi martiri cinesi

    Il calendario liturgico commemora oggi l’eroica testimonianza di una folta schiera di martiri, che si sono fatti imitatori di Cristo crocifisso pur di custodire il loro dono più grande, la fede. In particolare vengono ricordati 120 martiri, bambini e adulti di ogni condizione sociale, dai 9 ai 79 anni, proclamati santi l’1 ottobre 2000

    Santi Aquila e Priscilla

    Tra i primi grandi esempi di sposi cristiani, perseveranti nella fede e uniti tanto nelle gioie quanto nelle avversità, i santi Aquila e Priscilla (diminutivo di Prisca) sono noti per l’opera svolta nella Chiesa nascente e il grande aiuto dato a san Paolo, che nella Lettera ai Romani ci ha lasciato un bellissimo elogio dei due coniugi

    San Panteno

    Eusebio di Cesarea, nella sua Storia Ecclesiastica, lo definì «un uomo celeberrimo per la sua cultura» e alcuni decenni più tardi san Girolamo volle includere il nome di san Panteno, con la relativa mini biografia, nel De Viris Illustribus

    Santa Maria Goretti

    È come un’antologia di virtù, ricca di insegnamenti oggi dimenticati dal mondo e perfino derisi, la vita eroica di santa Maria Goretti (1890-1902), «la piccola e dolce martire della purezza» (così la chiamò Pio XII nel canonizzarla), che preferì la morte terrena anziché peccare con colui che divenne il suo carnefice. Il quale, poi, grazie al perdono e all'intercessione della santa, si convertì

    Sant’Antonio Maria Zaccaria

    Volendo ridare vigore alla pietà popolare e riaccendere i cuori con l’amore per Gesù, il santo fondatore dei Barnabiti diffuse sia l’usanza di suonare le campane alle tre di venerdì pomeriggio, in ricordo della morte in croce di Nostro Signore, sia l’adorazione continua dell’Eucaristia attraverso la devozione delle Quarantore

    Sant’Elisabetta di Portogallo

    Infaticabile nella carità, nelle preghiere, nei digiuni. Sant’Elisabetta di Portogallo (1271-1336), conosciuta pure come Isabella d’Aragona, è una donna che ha segnato un’epoca, sebbene oggi non molti conoscano la sua straordinaria figura. Da regina fece costruire ospedali, monasteri e chiese. Rimasta vedova, divenne terziaria francescana

    San Tommaso

    A san Tommaso, detto anche Didimo (entrambi i nomi, il primo aramaico e l’altro greco, significano «gemello»), facciamo spesso torto ricordandone la sola incredulità, che tra l’altro gioca un ruolo provvidenziale nell’economia della salvezza